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mercoledì 14 ottobre 2015

Il Movimento cinque stelle diffida Brugnaro: "Stop alle vendite indiscriminate"

Qualcuno che si oppone alle bestialità del sindaco di Venezia c'è. La Nuova Venezia, 13 ottobre 2015


«Questo sindaco incapace e parolaio, che si è attribuito addirittura il referato della Cultura(sic!), cerca di coprire il suo fallimento e la sua inerzia attraverso una cortina fumogena di dichiarazioni estemporanee e provocatorie. Anziché metter mano nella selva di partecipate, razionalizzare un'elefantiaca macchina comunale, tagliare consulenze e quadri dirigenziali, ritrattare i contratti derivati capestro, smontare il carrozzone della Fondazione Musei Civici che divora ogni anno milioni di incassi provenienti da Palazzo Ducale, rivalorizzare uno dei patrimoni immobiliari più cospicui di Italia, cerca di accattivarsi la simpatia dei cittadini buttando l'idea, come se fossero suoi, di vendere i più preziosi beni pubblici (nostri, dei cittadini stessi) a favore, egli dice, del mantenimento degli asili o della ristrutturazione delle scuole».

Le frasi che riportiamo sono l'attacco diretto al sindaco di Venezia dal Movimento Cinque stelle di Venezia, all'opposizione in consiglio comunale che martedì mattina ha diffuso un durissimo comunicato stampa di risposta alla proposta di Brugnaro di vendere quadri di Klimt e Chagall per ripianare il debito del bilancio comunale.

I cinque stelle ricordano anche la vicenda dell'annuncio della vendita dei terreni del Quadrante vicino all'aeroporto, il cui valore, dichiarano, «una volta che vengano resi edificabili, risulta superiore a 100 milioni di euro (per "aiutare il Casinò" che, a nostra memoria, in realtà era stato costituito per “aiutare Venezia”), minimizzando sull’impatto ambientale e affossando definitivamente il progetto di un nuovo stadio».

I vincoli di legge impediscono la vendita di capolavori come i due quadri finiti sotto l'esame del primo cittadino ma l'uscita ha scatenato la polemica in città. E i cinque stelle attaccano frontalmente Brugnaro: "Questo sindaco non arriva nemmeno a capire che, togliendo le opere di maggiore attrazione dal museo di Ca' Pesaro, il museo stesso, già in progressivo calo di visitatori per il disinteresse strategico e uno sconcertante nuovo allestimento voluto dalla direttrice scientifica dott.ssa Belli, finirà ulteriormente per perdere quote di mercato e chiudere".
E il messaggio finale è chiaro. «Diffidiamo Brugnaro dal voler perseguire un pareggio di bilancio attraverso vendite indiscriminate. O vuole svuotare Ca’ Pesaro di senso fintantoché, a "furor di popolo", non venga venduto per essere trasformato nell'ennesimo albergo?».

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