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Sul confine tra Israele e Gaza i manifestanti palestinesi chiedono il diritto dei profughi di ritornare nelle aree da cui erano stati espulsi con la forza nel 1948. Attaccati dall’esercito israeliano, 58 muoiono e migliaia rimangono feriti. Poco dopo, a Gerusalemme il primo ministro israeliano insieme a Ivana Trump e 33 ambasciatori stranieri festeggia il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele.(i.b.)

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DAI MEDIA

lunedì 14 settembre 2015

L'UNONE EUROPEA È FALLITA DUE VOLTE

«Migranti, retromarcia Merkel: controlli alle frontiere», titola il Sole 24 0re. «Grecia, strage di bambini in mare. La Germania chiude le frontiere», titola la Repubblica, legando due eventi che non hanno nessuna connessione diretta, ma testimoniano entrambi il secondo fallimento, nel giro di pochi mesi, dell’Unione europea; l’altro era stato, come ormai tutti i commentatori ragionevoli riconoscono, lo strangolamento della prima vittima dell’austerity, la Grecia. I due fallimenti hanno provocato un rischio gravissimo; la vittoria delle destre xenofobe e razziste e la scomparsa dell’idea stessa dell’Europa come entità politica capace di confrontarsi (con la competizione o con la collaborazione inter pares) con gli altri attori del mondo globalizzato. Poche appaiono le carte da giocare per un domani migliore. Si chiamano, oggi, Tsipras in Grecia, Podemos in Spagna, Corbyn nel Regno Unito. E nel resto d’Europa?
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