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venerdì 18 settembre 2015

«Forza Alexis», la sinistra nostrana torna unita sul voto di Atene

«Italia. Dopo le polemiche sul "piano B" ora tutti fanno quadrato su Syriza. Anche Fassina: "Una sconfitta sarebbe la restaurazione"». Il manifesto, 18 settembre 2015

Il voto greco si avvi­cina, i son­daggi pre­fi­gu­rano sce­nari cupi e la sini­stra ita­liana, la sinistra-sinistra, fa qua­drato intorno al lea­der greco. A Roma mer­co­ledì scorso eco­no­mi­sti e poli­tici della fami­glia rossa (ma anche di quella verde) si erano riu­niti per un con­fronto con la greca Marika Fran­ga­kis, invi­tata dall’associazione «Le belle ban­diere» e il gruppo di Sbi­lan­cia­moci a discu­tere del futuro dell’economia di Atene dopo la firma del Memo­ran­dum e alla vigi­lia di un pro­ba­bile governo di coa­li­zione.

Dibat­tito franco e aperto, come si usa dire in que­sti casi: infatti le distanze fra la dire­zione obbli­gata imboc­cata dal governo di Syriza e l’ormai famoso «piano B» per un’uscita coo­pe­ra­tiva dall’euro (fir­mato Varou­fa­kis, Mélen­chon, Lafon­taine e Fas­sina) si erano misu­rate in maniera anche ruvida. All’appuntamento, che si svol­geva in una sala di Mon­te­ci­to­rio, ad un certo punto è com­parso anche Gianni Cuperlo, lea­der della cor­rente Sini­stra­dem del Pd che alle scorse ele­zioni aveva tifato per Tsi­pras, «spe­ranza e oppor­tu­nità per l’Europa». Non c’era invece Pippo Civati ma solo per­ché in que­sti giorni è impe­gnato nella rac­colta di firme su otto refe­ren­dum sui quali invece quasi tutto il resto della com­pa­gnia si è disimpegnato.

Ieri però sono tor­nati tutti uniti. A tifare per Tsi­pras. Mar­ciando divisi, per non per­dere le abi­tu­dini della casa. «La ricon­ferma di Syriza e ad Ale­xis Tsi­pras può far sì che non si spen­gano le spe­ranze dei pro­gres­si­sti per un cam­bia­mento pro­fondo delle poli­ti­che euro­pee. La loro scon­fitta segne­rebbe invece un bru­sco passo indie­tro ed un appiat­ti­mento com­pleto sulle poli­ti­che di auste­rità», dice un nuovo appello fir­mato da Civati, Elly Schlein e Ser­gio Cof­fe­rati (euro­par­la­men­tari ex Pd), Fer­rero (Prc), Forenza e Mal­tese (due dei tre euro­par­la­men­tari eletti con la lista Altra Europa per Tsi­pras, la terza è Bar­bara Spi­nelli che però a mag­gio ha abban­do­nato la lista ed è rima­sta a Bru­xel­les da indi­pen­dente), Fra­to­ianni e Ven­dola (Sel) e dai due socio­logi Luciano Gal­lino e Marco Revelli. 

Dopo il nego­ziato dif­fi­cile, l’isolamento, la «rea­zione puni­tiva delle forze con­ser­va­trici», scri­vono, Tsi­pras ha dovuto accet­tare il Memo­ran­dum «per evi­tare con­se­guenze ancora più gravi al popolo greco»; oggi una sua scon­fitta «sarebbe una vit­to­ria per le forze con­ser­va­trici che hanno impo­sto misure duris­sime per la popo­la­zione greca».

Stessa musica, o quasi, anche da Ste­fano Fas­sina. Che resta con­vinto che il memo­ran­dum sia «inso­ste­ni­bile» ma sa che il risul­tato di dome­nica farà comun­que la dif­fe­renza: «La vit­to­ria di Nuova demo­cra­zia com­pro­met­te­rebbe anche l’offensiva anti-corruzione e anti-evasione avviata dal governo Tsi­pras e met­te­rebbe a rischio gli inter­venti uma­ni­tari intro­dotti. Il popolo greco con il voto può evi­tare la restau­ra­zione», è la conclusione.

La ’bri­gata Kali­mera’ par­tirà anche sta­volta. Ma non sarà né affol­lata né spen­sie­rata come l’ultima volta. In piazza Syn­tagma, venerdì al comi­zio Tsi­pras, ci sarà di nuovo Revelli con la squa­dra dell’Altra Europa, Raf­faella Bolini dell’Arci, Forenza e Fer­rero e l’ex 5 Stelle Fran­ce­sco Cam­pa­nella. Anche dal resto d’Europa sta­volta arri­ve­ranno molti meno mili­tanti. E con molte ansie in più.
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