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La Galleria di Milano requisita per una cena benefica. Per non turbare il senso estetico dei lussuosi ospiti, le barriere che bloccano gli ingressi sono state dipinte d'oro. Il nudo cemento va bene solo in periferia. (p.s.)
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domenica 13 settembre 2015

Fête de l’Huma: battaglia sull’euro

«Sinistra della sinistra. Il Front de Gauche si lacera alla Festa, Mélenchon invita Varoufakis, Pierre Laurent (Pcf) gli amici di Tsipras. Un piano B per uscire dall'euro? I rischi di insistere troppo sulla sovranità nazionale. A tre mesi dalle regionali, la sinistra francese è profondamente divisa».
Il manifesto, 13 settembre 2015



Il segre­ta­rio del Pcf, Pierre Lau­rent, ha cer­cato di man­te­nere una par­venza di unità alla sini­stra della sini­stra. Ma alla Fête de l’Humanité, mal­grado la noti­zia della vit­to­ria di Cor­byn, è andata ieri in onda la divi­sione. Non sull’accoglienza dei rifu­giati, per­ché la soli­da­rietà resta per for­tuna un valore con­di­viso, né tanto sull’azione per far fronte al disor­dine cli­ma­tico, anche se su que­sto fronte le sen­si­bi­lità sono a volte lon­tane, ma la lace­ra­zione è sull’Europa e sull’euro. Lo scon­tro in corso in Gre­cia, a una set­ti­mana dalle ele­zioni anti­ci­pate, si è invi­tato sotto la piog­gia della festa a La Cour­neuve. Jean-Luc Mélen­chon, lea­der del Front de Gau­che, ha accolto in una tavola rotonda l’ex mini­stro Yanis Varou­fa­kis, con Oskar Lafon­taine di Die Linke e Ste­fano Fas­sina. Nes­sun espo­nente del Pcf, che pure fa parte del Front de Gau­che, a que­sto dibat­tito. Pierre Lau­rent, del resto, ha invi­tato al dibat­tito “Insieme per un’altra Europa”, l’ex mini­stro greco, George Katrou­ga­los, rima­sto fedele a Tsi­pras, oltre a rap­pre­sen­tanti di Pode­mos, Izquierda Unida e anche Die Linke. Lau­rent ha visto in un breve incon­tro Varou­fa­kis, ma la divi­sione di fondo resta: la sini­stra della sini­stra, che pure è d’accordo sulla neces­sità di tro­vare un’altra strada nell’Europa dell’austerità, essen­zia­lizza la moneta unica e si lacera.

Mélen­chon, Varou­fa­kis, Lafon­taine e Fas­sina affer­mano di “essere deter­mi­nati a rom­pere con que­sta Europa”, hanno un “piano A” per otte­nere “un com­pleto rine­go­ziato” dei Trat­tati. Ma, vista l’improbabilità di que­sta strada (per rifor­mare i Trat­tati ci vuole l’unanimità nella Ue), pro­pon­gono un “piano B”, che non esclude l’uscita dall’euro. Mélen­chon vor­rebbe orga­niz­zare un ver­tice euro­peo, già a novem­bre, per pro­porre que­sto “piano B”. E pre­cisa: se dovessi sce­gliere “tra l’euro e la sovra­nità nazio­nale” sce­glie­rei la seconda ipo­tesi. Mélen­chon ha appena pub­bli­cato un libro, Le Hareng de Bismarck, dove mette sotto accusa la Ger­ma­nia. Anche Varou­fa­kis è su que­sta linea: per l’ex mini­stro, la minac­cia di Gre­xit e i dik­tat impo­sti ad Atene da Ber­lino e Bru­xel­les hanno come obiet­tivo quello di pie­gare qual­siasi vel­leità di cam­bia­mento, mirando ad obbli­gare in primo luogo la Fran­cia ad accet­tare una com­pleta austerità.

Per Lau­rent, invece, “Syriza non si è pie­gata all’austerità”, ma Tsi­pras è stato lasciato “solo con­tro tutti”. Lau­rent aggiunge: “con­ti­nuo a cre­dere che un’uscita dall’euro non avrebbe miglio­rato i rap­porti di forza in Grecia”.

La pro­po­sta del “Piano B” di Mélenchon-Varoufakis arriva in Fran­cia dopo la forte pole­mica sol­le­vata dall’economista Jac­ques Sapir, vicino al Front de Gau­che. Sapir pro­pone un “fronte repub­bli­cano” per l’abbandono della moneta unica, che potrebbe anche non esclu­dere l’estrema destra. Per Sapir, non è più pos­si­bile igno­rare la forza del Fronte nazio­nale, che alle ultime euro­pee è stato il par­tito più votato. “Creando uno spar­tiac­que pro o con­tro l’euro andiamo a sbat­tere con­tro un muro”, afferma Clé­men­tine Autin, por­ta­voce di Ensem­ble, la terza com­po­nente del Front de Gau­che. “C’è piena coscienza delle divi­sioni, ma la domanda per Ps, Pcf, Parti de Gau­che, Verdi è come rispon­dere all’aspirazione popo­lare per la lotta alla disoc­cu­pa­zione, alle ine­gua­glianze, alla cre­scita della povertà”, rias­sume l’ex mini­stro socia­li­sta, Benoît Hamon (ormai vicino alla “fronda” con­tro il governo Valls, ma sulla lista Ps per le regio­nali di dicem­bre). Il Front de Gau­che è lace­rato, Europa-Ecologia sta per­dendo i pezzi (i capo­gruppo all’Assemblea e al Senato, Fra­nçois de Rugy e Jean-Vincent Placé sono appena usciti dal par­tito per fon­dare Eco­lo­gi­stes!, una for­ma­zione più cen­tri­sta). L’imminenza delle ele­zioni regio­nali di dicem­bre, con alleanze a geo­me­tria varia­bile nelle varie regioni tra Ps, Verdi e Front de Gau­che, non ha favo­rito ieri una discus­sione razionale.
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