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sabato 22 agosto 2015

Rossi:«Vengo dal Pci e apprezzo il suo richiamo al senso etico Bestialità le reazioni stizzite»

Dopo le critiche di un prelato alla politica dei nostri anni, ecco una voce ragionevole da una stanza del Palazzo.  Maria Cristina Carratù intervista Enrico Rossi. La Repubblica, 22 agosto 2015


FIRENZE. «Trovo stupefacente la reazione della politica alle osservazioni di monsignor Galantino, neanche le avesse fatto un esorcismo... Invece il segretario della Cei l’ha semplicemente richiamata al suo compito alto e nobile, fuori dal teatrino di tutti i giorni». Enrico Rossi, governatore della Toscana, è una delle poche voci che in questi giorni hanno difeso il segretario dei vescovi italiani, attaccato da destra e da sinistra per le sue critiche all’attuale modo di fare politica (“un puzzle di ambizioni personali all’interno di un piccolo harem di cooptati e di furbi”) e che ieri ha battuto un altro colpo al Meeting di Rimini. E ci tiene a sottolinearlo: «Non sono cattolico, non sono mai stato un democristiano, ma vengo da una tradizione comunista, e sarà forse per questo che col mondo cattolico sono capace di dialogare senza demonizzarlo». Cosa che, dice Rossi, «dovrebbe fare anche una sinistra a cui stesse davvero a cuore il cambiamento».

Le parole di Galantino sono state lette anche come un attacco al governo guidato Renzi.«Reagire come se tutto fosse riducibile a una questione di lesa maestà non ha senso. Non a caso Renzi, giustamente, ha taciuto».

E allora quale significato hanno le “stoccate” del segretario della Cei?
«Basta leggere tutto il discorso su De Gasperi per capire che non ce l’aveva affatto con la politica in sé, ma con la politica ridotta a ricerca del consenso, a marketing, puro pragmatismo. E che, anzi, proprio riconoscendo il ruolo cruciale della politica nella società, l’ha invitata a rimettere al centro il bene comune, ritrovare una forte dimensione ideale ed etica, che è poi quello che chiede la gente, e direi anche gran parte degli elettori del Pd. E’ una sfida lanciata a tutti, nessuno escluso, non a un governo o a una parte politica».

Molti hanno però avvertito una ingerenza dei vescovi, con un cambio di rotta rispetto allo stile “neutralista” di papa Francesco.
«Una vera bestialità. La Chiesa ha tutto il diritto di dire la sua, anche quando si attesta su posizioni arretrate, e di ricevere risposte di merito, anziché di annientamento dell’avversario, come invece è avvenuto. La destra è stata sguaiata. Ma anche dal Pd sono venute repliche segnate dal risentimento. Dobbiamo invece riconoscere che Galantino ha ragione: la politica non ha più una prospettiva ideale, pensa solo a difendere se stessa. Vogliamo accusare i vescovi di ingerenza anche quando parlano di immigrazione, lavoro, ambiente? Al contrario, se la sinistra non si misurerà con questi temi proprio nel senso indicato dalla Chiesa, è destinata ad assomigliare sempre più alla destra».

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