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Domani è troppo tardi per salvare il pianeta Terra. Lo affermano quindici mila scienziati di 184 paesi che hanno reiterato l'appello "World Scientist' Warning to Humanity"per fermare la distruzione del Pianeta, lanciato per la prima volta 25 anni fa. (l.s.)

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martedì 25 agosto 2015

Merkel e Hollande: asilo comune nella Ue

«Migrazioni. Francia e Germania avvertono Italia e Grecia: entro l'anno devono essere aperti i centri di registrazione nei paesi di primo sbarco, come deciso a giugno. La minaccia dell'estrema destra paralizza l'Europa, che ha invece bisogno di immigrati per far fronte al drammatico calo demografico». Il manifesto, 25 agosto 2015

L’Europa deve “uni­fi­care” il diritto d’asilo e le pro­ce­dure di acco­glienza, per arri­vare a una “poli­tica migra­to­ria comune, con regole comuni” per far fronte a “una situa­zione ecce­zio­nale, desti­nata a durare”. Lo ha detto a Ber­lino Fra­nçois Hol­lande, alla con­clu­sione della prima parte dell’incontro con Angela Mer­kel, che è poi pro­se­guito sulla crisi ucraina, con la pre­senza del pre­si­dente Piotr Poro­shenko, altra que­stione sem­pre aperta in Europa ma messa in secondo piano a causa dell’emergenza migranti. Fran­cia e Ger­ma­nia pre­ve­dono di “dare un nuovo impulso” con­giunto per arri­vare a una rispo­sta euro­pea, per­ché “per il momento”, dicono all’Eliseo, le deci­sioni della Ue sono “non suf­fi­cienti, non abba­stanza rapide e non all’altezza” nella loro appli­ca­zione. Nel mirino di Hol­lande e Mer­kel, prima di tutto, c’è l’inerzia dei paesi di primo sbarco – Ita­lia e Gre­cia – nell’apertura di cen­tri di regi­stra­zione dei migranti: il prin­ci­pio era stato appro­vato nel giu­gno scorso, ma per il momento nes­suno è stato aperto. “Non pos­siamo tol­le­rare que­sto ritardo”, ha aggiunto Mer­kel, che ha sot­to­li­neato che i paesi euro­pei devono appli­care “il più rapi­da­mente pos­si­bile” le regole del diritto d’asilo, che solo sulla carta sono più o meno simili nella Ue. Poi, ha pre­ci­sato Hol­lande, seguirà una “ripar­ti­zione equa” dei rifu­giati, come pre­vede la Com­mis­sione. Ma il pre­si­dente fran­cese ha già messo le mani avanti: con un sistema uni­fi­cato di asilo nella zona Schen­gen si evi­terà che “alcuni paesi ne accol­gano più di altri”.

Non c’era da aspet­tarsi una pro­po­sta di solu­zione dall’incontro tra Mer­kel e Hol­lande, ma Ber­lino ieri è stata una nuova occa­sione per con­fer­mare l’approccio domi­nante in Europa, con­cen­trato sull’improbabile sepa­ra­zione tra “rifu­giati” e “migranti” (eco­no­mici, cli­ma­tici ecc.), i primi uffi­cial­mente da acco­gliere da parte della “gene­ro­sità” euro­pea, i secondi da respin­gere e riman­dare a casa, “riac­com­pa­gnati con dignità” ha pre­ci­sato Hol­lande. Ger­ma­nia e Fran­cia pre­ve­dono di aggior­nare una lista comune per indi­vi­duare i paesi “non a rischio”, i cui cit­ta­dini ver­reb­bero cosi’ auto­ma­ti­ca­mente esclusi dal diritto d’asilo (con­trav­ve­nendo la Con­ven­zione del ’51, che prende in con­si­de­ra­zione situa­zioni di per­se­cu­zione indi­vi­duale). Un’armonizzazione euro­pea di que­sta lista sarà desti­nata a “fare chia­rezza” sulle dif­fe­renze di trat­ta­mento a cui sono sot­to­po­sti in par­ti­co­lare i cit­ta­dini di paesi bal­ca­nici nei vari paesi Ue. Il mini­stro degli esteri fran­cese, Lau­rent Fabius, ha annun­ciato che “nei pros­simi giorni” ci sarà una riu­nione dei mini­stri degli Interni e degli Esteri della Ue sulla que­stione dei migranti. Dovranno tro­vare un deli­cato equi­li­brio per con­ci­liare i timori che alcuni governi in carica hanno dell’estrema destra (altri, come in Unghe­ria, hanno già pas­sato il Rubi­cone) e la paura che l’Europa perda “l’anima”, come ha affer­mato il mini­stro degli esteri Gentiloni.

La Ger­ma­nia acco­glie oggi di più della Fran­cia, ma Parigi ribatte di avere su que­sto fronte un pas­sato più pesante alle spalle. Mer­kel ha con­dan­nato ieri le vio­lenze degli “ubria­coni” neo-nazi in Sas­so­nia, il vice-cancelliere Sig­mar Gabriel accusa l’Europa di essere caduta in un “sonno pro­fondo” e punta il dito con­tro i paesi che vol­tano le spalle a pro­blema e dicono “non ci riguarda”. Finora, i paesi euro­pei hanno cer­cato di sca­ri­carsi il “far­dello”, come la Fran­cia verso l’Italia a Ven­ti­mi­glia o la Gran Bre­ta­gna verso la Fran­cia a Calais. La ten­denza è di libe­rarsi del “far­dello” dando dei soldi (Lon­dra per esem­pio ha deciso di ver­sare 10 milioni di euro in più alla Fran­cia oltre ai 15 stan­ziati nel 2014 su tre anni per dele­gare a Parigi i respin­gi­menti a Calais).

La minac­cia dell’estrema destra sta para­liz­zando i governi euro­pei. Secondo Fron­tex, 340mila per­sone sono entrate senza visto nella Ue nei primi sette mesi di quest’anno. La Ue avrà sem­pre un mag­gior biso­gno di immi­grati per far fronte al dram­ma­tico calo demo­gra­fico, pro­blema a cui sfugge pra­ti­ca­mente solo la Fran­cia (con 1,9 bam­bini per donna, men­tre in Europa la media è di 1,55, con punte minime in Spa­gna con 1,27, men­tre in Ita­lia in 35 anni la popo­la­zione con più di 65 anni sarà mol­ti­pli­cata per sei)
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