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mercoledì 26 agosto 2015

Con la Save vola sempre il cemento

Le recenti imprese di un protagonista del gruppo di potere dominante nell'economia e nella politica veneziane: il «king maker dello "svi­luppo" che vola insieme alle colate di cemento». Il manifesto, 26 agosto 2015, con  ampia postilla

E poi c’è il king maker dello «svi­luppo» che vola insieme alle colate di cemento. Enrico Mar­chi, tre­vi­giano di Ser­na­glia della Bat­ta­glia, classe 1956, con una ven­tina di pol­trone dichia­rate fra cda e società varie, dal 1 giu­gno 2000 guida Save tra­sfor­mando la mera gestione dell’aeroporto Marco Polo in una «piat­ta­forma» che vola dall’urbanistica ai ser­vizi di mobi­lità, da Cen­to­sta­zioni al busi­ness da viaggio.

Mar­chi è pre­si­dente Save (35,9 milioni di euro di capi­tale) quo­tata in Borsa da dieci anni, che detiene il 27,65% dell’aeroporto belga di Char­le­roi ed è entrata nella spa che gesti­sce gli scali di Verona e Bre­scia. Fino ad otto­bre 2016, Mar­chi può con­tare sul patto para­so­ciale con Agorà Inve­sti­menti e Marco Polo Hol­ding (entrambe società con sede a Cone­gliano). Ed è riu­scito per­fino a pie­gare il finan­ziere franco-americano Joseph Oughour­lian (pre­si­dente di Amber Capi­tal Ita­lia Sgr) che con il 20% delle azioni Save aveva attac­cato senza pietà la gestione del «Marco Polo» da parte dello staff di Marchi.

Ma il qua­drante di Tes­sera con­ti­nua a rap­pre­sen­tare, da lustri, il core busi­ness dell’urbanistica a senso unico. Fin dalla «svolta» in Save con gli enti pub­blici locali bef­fati dal gover­na­tore Galan che inco­rona Mar­chi: è la pri­va­tiz­za­zione, per­fino a dispetto di Paolo Sini­ga­glia (pre­si­dente di Veneto Svi­luppo). Così oggi il pre­si­dente di Save sfo­dera un’altra ope­ra­zione in grande stile: il master­plan che ridi­se­gna tutto, con oriz­zonte finale 2021.

Con­tiene un mega-hotel di fronte al pro­get­tato ter­mi­nal acqueo che da solo vale 630 milioni di inve­sti­mento. Il com­mis­sa­rio Zap­pa­lorto aveva dato il via libera, ma sono insorti i comi­tati dei cit­ta­dini di Tes­sera e Cam­palto. L’albergo è pre­vi­sto in un’area di 10 mila metri qua­drati: il 30 set­tem­bre scade il ter­mine della mani­fe­sta­zione d’interesse. Un ana­logo pro­getto era già con­te­nuto in «Porta di Vene­zia» fir­mato dall’architetto cana­dese Frank O. Gehry e rima­sto let­tera morta per assenza di finan­zia­menti. L’idea dell’hotel viene rispol­ve­rata accanto alla spe­cie di Croi­sette con vista laguna.

Il 22 luglio il comi­tato cit­ta­dini di Tes­sera e Cam­palto con­tro l’inquinamento acu­stico, atmo­sfe­rico e ambien­tale da traf­fico aero­por­tuale ha depo­si­tato in com­mis­sione Via ulte­riori 17 pagine di cri­ti­che al master­plan Save. «Non può essere l’Enac il pro­po­nente di una istanza di Via di un Master­plan redatto dal gestore aero­por­tuale, poi­ché all’Enac è attri­buito per conto dello Stato il com­pito pri­ma­rio di con­trol­lare e vigi­lare sull’operato e le scelte del gestore», spie­gano evi­den­ziando il con­flitto d’interesse. Il comi­tato si pre­oc­cupa anche del rumore not­turno all’interno della muni­ci­pa­lità: «La fre­quenza dei sor­voli in allon­ta­na­mento è desti­nata ad aggra­varsi con l’aumento del 30% dei sor­voli a bassa quota». Save pro­mette una doz­zina di opere di miti­ga­zione a Tes­sera? «Abbiamo con­ferma dalla con­tro­de­du­zione del dub­bio espresso nelle nostre pre­ce­denti osser­va­zioni: il com­plesso delle opere di miti­ga­zione e com­pen­sa­zione è stato ela­bo­rato e inse­rito pro forma. Appare chiaro che è un col­lage pub­bli­ci­ta­rio, per imbo­nire i cittadini».

postilla

L’area di Tessera è un punto nodale della strategia di privatizzazione e della città e della sua Laguna. Da un punto di vista territoriale è uno dei tre poli sui quali si concentrano grandi operazioni immobiliari. A Tessera sono state avviate con una serie di modifiche della strumentazione urbanistica e di acquisizioni immobiliare finalizzata a valorizzare economicamente un enorme complesso di aree. Nel gigantesco complesso immobiliare dell’Arsenale di Venezia, di eccezionale valore storico-artistico, sono in atto da tempo iniziative di privatizzazione e “valorizzazioni” degli immobili oggi di proprietà pubblica. Al Lido di Venezia sono in corso iniziative di “valorizzazione” turistica basata essenzialmente sulla privatizzazione di complessi immobiliari pubblici. I tre poli dovrebbero avere il loro collegamento funzionale con la metropolitana sub lagunare, intervento devastante per l’impatto sullastruttura geologica di base della città (il “caranto”) e per l’ulteriore apporto di flussi turistici verso una città già alle soglie del collasso.
Al disegno  territoriale (il cui avvio avvenne alla fine degli anni 80 quando il gruppo di potere allora dominante propose  il progetto per l’Expo 2000 a Venezia (Tessera doveva esserne proprio la “porta” d’accesso) si è accompagnata una strategia di potere che ha visto il connubio, sempre più, di amministratori pubblici e portatori di consistenti interessi privati, fortemente solidale nel promuovere una politica di trasferimento dal pubblico al privato sia di responsabilità decisionali sia di  patrimoni immobiliari.
Il progetto Tessera-Arsenale-Lido non è il solo nella strategia territoriale e di potere che ha come polpa Venezia e la sua Laguna. Con esso concorrono (nel senso che corrono insieme) altri due progetti: quello condotto dal gruppo Benetton, che ha come suoi nodi territoriali Piazzale Roma-Ferrovia-Rialto (Fontego dei Tedeschi)-Piazza San Marco (ex complesso San Marco), e quello condotto con tenacia dal Presidente dell’Autorità portuale di Venezia, oggi col forte sostegno del nuovo sindaco Brugnaro: consolidare e incrementare l’accesso dei Grattacieli del mare al cuore della città, devastando ulteriormente la Laguna. Marchi e Costa, e Benetton sono indubbiamente oggi, i principali esponenti del gruppo di potere dominante, non solo per le tre principali  infrastrutture d’accesso alla città che controllano (aeroporto, porto, stazione ferroviaria), ma per la rete di connessioni che sono riusciti a stabilire con i poteri istituzionali comunale e regionali e con gli steakholders minori nei settori dei promotori immobiliari, del turismo e del commercio.


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