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domenica 7 giugno 2015

Partecipate, la cura dimagrante: Zappalorto le ha dimezzate

I colpi di coda dello scorpione: il Commissario prepara le carte per privatizzare il trasporto pubblico, l'uso delle spiagge, e quant'altro.  Sarebbe bello se i candidati sindaco  ci dicessero subito che cosa faranno se saranno eletti Sindaco. La Nuova Venezia, 7 giugno 2015

VENEZIA. Da quaranta a diciannove. È la «cura dimagrante» sulle aziende partecipate del Comune che il commissario Vittorio Zappalorto e il subcommissario Vito Tatò affidano - per essere realizzato - al nuovo sindaco della città (Felice Casson o Luigi Brugnaro), contenuto nel piano di razionalizzazione delle società comunali che hanno già predisposto, secondo quanto richiesto anche dal Governo e di cui si conoscono ora i dettagli. Il Piano - che se attuato dovrebbe comportare risparmi significativi per la “macchina” comunale, prevede appunto gli accorpamenti di società comunali che svolgono funzioni analoghe, la dismissione di quelle che non svolgono funzioni indispensabili per i fini di Ca’ Farsetti, il mantenimento delle partecipazioni di controllo di quelle invece essenziali, aprendone però il capitale anche ai Comuni che entreranno a far parte della Città Metropolitana. In più, coordinamento tra le varie partecipate e contenimento dei loro costi di funzionamento.

Tra le novità più importanti, la fusione di Actv nella sua capogruppo Avm, l’Azienda veneziana per la mobilità, il cui capitale, ora al 100 per cento del Comune, verrebbe aperto ai soci attuali di Actv, a cominciare dalla Provincia e dal Comune di Chioggia, che hanno chiesto di uscire da Pmv - la società patrimoniale di Actv - e riceverebbero in cambio non soldi, ma azioni della «nuova» Avm, fino a una quota del 20 per cento della società. Avm svolgerebbe così direttamente il servizio di trasporto pubblico locale per Venezia e Chioggia e nell’area extraurbana della provincia centromeridionale. L’Azienda veneziana della mobilità resterebbe anche il socio di maggioranza di Vela, la società degli eventi e del marketing del Comune.

Resterebbero invece sotto il controllo del Comune - ma aperta anche ai Comuni metropolitani, Ames (mense e farmacie), Insula (manutenzione urbana), Venis (informatica) e appunto Vela. Il Comune invece uscirà dal tutto da una controlata come Venezia Spiagge - di cui ha il 51 per cento del capitale - lasciando spazio ai privati, non appena sarà concluso l’iter di autorizzazioni per la proroga delle attuali concessioni balneari marittime sulle spiagge. Cedute anche le quote di minoranza, di abate Zanetti srl 8la scuola del vetro di Murano), Nicelli spa (l’aeroporto del Lido) e anche Promovenezia, Residenza Veneziana e Interporto di Venezia. Ive srl, l’Immobiliare veneziana diventerà l’unica società immobiliare del Comune, assumendo anche il controllo di Vega scarl (la società del Parco scientifico di Marghera).

Per Veritas si seguirà il piano di razionalizzazione già approvato dalla società multiservizi ambientali, che prevede la riduzione delle sue attuali partecipazioni societarie da 21 a 11. Per il Casinò, Zappalorto e Tatò rimandano al piano di riorganizzazione della società in discussione tra azienda e sindacati e indicano - sulla base dei primi risultati di esso - tre strade possibili al nuovo sindaco. Riprendere il progetto della cessione ai privati della gestione del Casinò. Proseguire con la gestione diretta sotto una società interamente controllata dal Comune, Oppure scegliere una strada intermedia: mantere il controllo pubblico del Casinò, ma far entrare nella società un operatore
privato in grado di rilanciarlo a livello internazionale. Per la sopravvivenza della Cmv spa, la società patrimoniale del Casinò, è invece fondamentale, per alleggerire il suo pesante indebitamento, vendere alcune delle sue proprietà immobiliari. Cominciando, forse, dai terreni di Tessera.

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