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Domani è troppo tardi per salvare il pianeta Terra. Lo affermano quindici mila scienziati di 184 paesi che hanno reiterato l'appello "World Scientist' Warning to Humanity"per fermare la distruzione del Pianeta, lanciato per la prima volta 25 anni fa. (l.s.)

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domenica 7 giugno 2015

Oggi il G7, mai così tanti contro il vertice e il Ttip

«L’arrivo in Ger­ma­nia dei «grandi della terra» è stato pre­pa­rato da un’efficace cam­pa­gna di mobi­li­ta­zione che ha visto impe­gnate molte orga­niz­za­zioni che si bat­tono “per un altro mondo pos­si­bile”. Una rete plu­rale che ha tro­vato l’unità d’azione attorno a tre punti-chiave: “fer­mare il Ttip, sal­vare il clima, com­bat­tere la povertà”». Il manifesto, 7 giugno 2015

Di norma, la ricca e pla­cida Baviera non è tea­tro abi­tuale di pro­te­ste e impo­nenti mani­fe­sta­zioni. Salvo ecce­zioni: come quelle, molto posi­tive, di que­sti giorni. Il motivo? Il ver­tice del G7 che comin­cia oggi allo Schloss Elmau, lus­suoso hotel nei pressi della loca­lità scii­stica di Gar­mi­sch, al con­fine con l’Austria: una loca­tion esclu­siva nella quale la pre­si­dente di turno Angela Mer­kel e i suoi ospiti discu­te­ranno fino a domani dei temi caldi della poli­tica inter­na­zio­nale. In agenda: il Ttip (trat­tato di «libero scam­bio» Usa-Ue), il cam­bia­mento cli­ma­tico (in vista della con­fe­renza di Parigi a fine anno) e le crisi politico-economiche in giro per il pia­neta, dall’Ucraina al Medio oriente. Il con­vi­tato di pie­tra è il pre­si­dente russo Vla­di­mir Putin, cac­ciato dall’esclusivo club in seguito all’annessione della Crimea.

L’arrivo in Ger­ma­nia dei «grandi della terra» è stato pre­pa­rato da un’efficace cam­pa­gna di mobi­li­ta­zione che ha visto impe­gnate molte orga­niz­za­zioni che si bat­tono «per un altro mondo pos­si­bile»: asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste, Attac, ong come Oxfam, i par­titi di oppo­si­zione Verdi e Linke, ma anche i gio­vani della Spd, in con­tra­sto con la linea del lea­der del par­tito, il vice­can­cel­liere Sig­mar Gabriel. Una rete plu­rale che ha tro­vato l’unità d’azione attorno a tre punti-chiave: «fer­mare il Ttip, sal­vare il clima, com­bat­tere la povertà».

Oltre ogni aspet­ta­tiva l’esito del cor­teo sfi­lato per le vie di Monaco gio­vedì scorso: 40 mila per­sone di fronte alle quali la can­cel­liera Mer­kel si è sen­tita in dovere di dire che le mani­fe­sta­zioni sono «un segno di vita­lità della demo­cra­zia». Chissà se la lea­der demo­cri­stiana e il suo vice social­de­mo­cra­tico avranno riflet­tuto anche sulla «vita­lità» dell’opposizione al Ttip pro­prio nel loro Paese.

La pro­te­sta anti-G7 è pro­se­guita ieri (Garmish, nella foto Lapresse), sdop­pian­dosi. Un appun­ta­mento era diret­ta­mente nei pressi del ver­tice con un’iniziativa sul modello bloc­kupy (l’assedio alla sede Bce a Fran­co­forte), soste­nuta da un arco di forze ancora più ampio di quello di gio­vedì, com­pren­dente anche gli Auto­no­men dei cen­tri sociali occu­pati: a sfi­lare per le strade di Gar­mi­sch si sono ritro­vati in quasi 10mila (3500 per le forze dell’ordine).

Qual­che momento di ten­sione con la poli­zia, mas­sic­cia­mente pre­sente, che ha attac­cato il cor­teo con lo spray urti­cante: per gli orga­niz­za­tori si è trat­tato di «un’aggressione senza giu­sti­fi­ca­zioni». L’altro mee­ting di nuovo a Monaco, nella König­splatz, per un con­certo orga­niz­zato da Save the Chil­dren e altre orga­niz­za­zioni non governative.
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