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domenica 7 giugno 2015

Oggi il G7, mai così tanti contro il vertice e il Ttip

«L’arrivo in Ger­ma­nia dei «grandi della terra» è stato pre­pa­rato da un’efficace cam­pa­gna di mobi­li­ta­zione che ha visto impe­gnate molte orga­niz­za­zioni che si bat­tono “per un altro mondo pos­si­bile”. Una rete plu­rale che ha tro­vato l’unità d’azione attorno a tre punti-chiave: “fer­mare il Ttip, sal­vare il clima, com­bat­tere la povertà”». Il manifesto, 7 giugno 2015

Di norma, la ricca e pla­cida Baviera non è tea­tro abi­tuale di pro­te­ste e impo­nenti mani­fe­sta­zioni. Salvo ecce­zioni: come quelle, molto posi­tive, di que­sti giorni. Il motivo? Il ver­tice del G7 che comin­cia oggi allo Schloss Elmau, lus­suoso hotel nei pressi della loca­lità scii­stica di Gar­mi­sch, al con­fine con l’Austria: una loca­tion esclu­siva nella quale la pre­si­dente di turno Angela Mer­kel e i suoi ospiti discu­te­ranno fino a domani dei temi caldi della poli­tica inter­na­zio­nale. In agenda: il Ttip (trat­tato di «libero scam­bio» Usa-Ue), il cam­bia­mento cli­ma­tico (in vista della con­fe­renza di Parigi a fine anno) e le crisi politico-economiche in giro per il pia­neta, dall’Ucraina al Medio oriente. Il con­vi­tato di pie­tra è il pre­si­dente russo Vla­di­mir Putin, cac­ciato dall’esclusivo club in seguito all’annessione della Crimea.

L’arrivo in Ger­ma­nia dei «grandi della terra» è stato pre­pa­rato da un’efficace cam­pa­gna di mobi­li­ta­zione che ha visto impe­gnate molte orga­niz­za­zioni che si bat­tono «per un altro mondo pos­si­bile»: asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste, Attac, ong come Oxfam, i par­titi di oppo­si­zione Verdi e Linke, ma anche i gio­vani della Spd, in con­tra­sto con la linea del lea­der del par­tito, il vice­can­cel­liere Sig­mar Gabriel. Una rete plu­rale che ha tro­vato l’unità d’azione attorno a tre punti-chiave: «fer­mare il Ttip, sal­vare il clima, com­bat­tere la povertà».

Oltre ogni aspet­ta­tiva l’esito del cor­teo sfi­lato per le vie di Monaco gio­vedì scorso: 40 mila per­sone di fronte alle quali la can­cel­liera Mer­kel si è sen­tita in dovere di dire che le mani­fe­sta­zioni sono «un segno di vita­lità della demo­cra­zia». Chissà se la lea­der demo­cri­stiana e il suo vice social­de­mo­cra­tico avranno riflet­tuto anche sulla «vita­lità» dell’opposizione al Ttip pro­prio nel loro Paese.

La pro­te­sta anti-G7 è pro­se­guita ieri (Garmish, nella foto Lapresse), sdop­pian­dosi. Un appun­ta­mento era diret­ta­mente nei pressi del ver­tice con un’iniziativa sul modello bloc­kupy (l’assedio alla sede Bce a Fran­co­forte), soste­nuta da un arco di forze ancora più ampio di quello di gio­vedì, com­pren­dente anche gli Auto­no­men dei cen­tri sociali occu­pati: a sfi­lare per le strade di Gar­mi­sch si sono ritro­vati in quasi 10mila (3500 per le forze dell’ordine).

Qual­che momento di ten­sione con la poli­zia, mas­sic­cia­mente pre­sente, che ha attac­cato il cor­teo con lo spray urti­cante: per gli orga­niz­za­tori si è trat­tato di «un’aggressione senza giu­sti­fi­ca­zioni». L’altro mee­ting di nuovo a Monaco, nella König­splatz, per un con­certo orga­niz­zato da Save the Chil­dren e altre orga­niz­za­zioni non governative.
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