menu

subheader

ULTIMI AGGIORNAMENTI

sabato 13 giugno 2015

Il Giardino dei Giusti resti un Giardino

Una trasformazione inaccettabile: ridurre un  grande e bel giardino dedicato alla memoria e alla natura, del quale persone grandi e piccole possano godere, in un qualsiasi parco pubblico,  peraltro assai bruttino . Un appello da sottoscrivere in tanti


È motivo d’orgoglio per Milano e per l’Italia che esista al Monte Stella, parco pubblico apprezzato dagli abitanti del quartiere QT8 e meta verde di tutti i cittadini, il Giardino dei Giusti. Qui il richiamo alla memoria ben si sposa con la serenità del luogo e con la storia e lo spirito da cui ha avuto origine il Monte Stella: un sacrario civile costituito dalle macerie della città devastata dai bombardamenti. Il progettista, Piero Bottoni, lo ha pensato come oasi di pace, monito contro l’orrore della guerra. Ed è per la preziosità e il senso profondo di questo luogo che esprimiamo al Comune di Milano allarme per un progetto che, sotto la definizione fallace di riqualificazione, rischia di compromettere questi valori che ben si integrano con la bellissima iniziativa del Giardino dei Giusti.

Come risulta dal rendering allegato, l'impatto sarebbe violento: verrebbero costruiti muri, totem, pareti metalliche e un anfiteatro, tradendo la natura stessa del giardino, fatto di alberi e di cippi, togliendo armonia al suo inserimento nel contesto e aprendo la strada a usi impropri e a un possibile degrado.

Sullo stravolgimento del luogo ha già espresso parere negativo, tramite una lettera inviata a due assessori della Giunta, la Sovrintendenza alle Belle Arti e Paesaggio. Una presa di posizione che oltretutto è in linea con la richiesta di un Vincolo ambientale per il QT8 e il Monte Stella, avanzata alla Soprintendenza dallo stesso Comune di Milano.

Ci appelliamo al Sindaco e alla Giunta di Milano perché il Giardino dei Giusti non diventi un ingiusto giardino, ma conservi il suo spirito e senso più veri.

Giancarlo Consonni, condirettore dell'Archivio Bottoni del Politecnico di Milano
Graziella Tonon, condirettore dell'Archivio Bottoni del Politecnico di Milano
Lodovico Meneghetti, già ordinario di urbanistica, Politecnico di Milano
Jacopo Gardella, architetto, Italia Nostra
Giuliana Parabiago, direttrice di Vogue Bambini e Vogue Sposa
Vivian Lamarque, poetessa
Anna Steiner, architetto
Franco Origoni, architetto
Erminia dell’Oro, scrittrice
Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale
Alberto Mioni, già ordinario di Urbanistica, Politecnico di Milano
Paolo Berdini, urbanista, membro del Consiglio nazionale del Wwf
Cesare De Seta, già ordinario di Storia dell’architettura, Università Federico II di Napoli
Salvatore Settis, accademico dei Lincei
Emanuele Banfi, presidente della Società Linguistica Italiana
Fulvio Papi, emerito di Filosofia, Università di Pavia
Edoardo Salzano, direttore di Eddyburg
Carlo Bertelli, già soprintendente per i beni artistici e storici
Francesco Borella, architetto, progettista e ex direttore del Parco Nord Milano
Piero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea, Università La Sapienza di Roma
Angelo Proserpio, presidente dell’associazione Uomo e Territorio
Maristella Casciato, storico dell’architettura
Massimo Fortis, ordinario di Composizione architettonica, Politecnico di Milano
Sergio Brenna, ordinario di urbanistica, Politecnico di Milano
Giorgio Muratore, ordinario di Storia dell’Architettura, Università La Sapienza di Roma
Daniele Vitale, ordinario di Composizione architettonica, Politecnico di Milano
Maria Cristina Gibelli, già professore di Urbanistica, Politecnico di Milano
Pellegrino Bonaretti, ordinario di Composizione architettonica, Politecnico di Milano
Mario Fosso, ordinario di Composizione architettonica e urbana, Politecnico di Milano
Enrico Bordogna, ordinario di Composizione architettonica, Politecnico di Milano
Vezio De Lucia, presidente della Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli


Per aderire inviare un messaggio a Enrico Fedrighini
enrico.fedrighini@polimi.it


E per comprendere com'è lo stravolgente progetto guardate un po' l'abominevole rendering degli autori 

Show Comments: OR