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mercoledì 10 giugno 2015

I mercati del gusto

«Cibo: dall’Italia alla Finlandia dalla Grecia alla Spagna i banchi più belli d’Europa. Non solo per fare la spesa: qui batte il cuore delle città». La Repubblica, 10 giugno 2015


CHIOSTRI medievali, ex-conventi, dimore ottocentesche. Non è solo per fare la spesa che si visita un mercato. Girare tra i banchi porta dritti nel cuore di una città: i prodotti freschi esposti, i profumi inebrianti, i colori e la gente. Piazze piene di vita da vivere dalla mattina fino a notte fonda, tra corsi di cucina e degustazioni, ci si va per trovare ingredienti a chilometro zero, un piatto preparato al banco, un aperitivo con vini biodinamici e ottimo cibo di strada. È un tuffo nella storia il mercato centrale di Atene. Fonde la tradizione europea con una forte atmosfera orientale. Nell’aria si respirano spezie e aromi piccanti che svegliano i sensi. Ma è l’architettura il suo vero fiore all’occhiello, perché il mercato si trova nell’antico edificio dell’Agorà di Omonia, che risale all’Ottocento, caratterizzato dal tetto in vetro e metallo. Rumoroso e affollato, visitatelo di sera, quando si anima con i numerosi bar che offrono una grande varietà di ouzo e i locali di musica rembetika dal vivo riempiono l’aria di allegria (lontano dal caos, rifugiatevi al Grand Resort Lagonissi, un angolo di paradiso sul mare: da 310 la doppia, it. lhw. com).

Per chi cerca avanguardie creative la meta è, invece, Londra. Specie nell’East End, che nel weekend si vivacizza, i parchi si riempiono di famiglie e dalle houseboat lungo i canali arrivano musica e profumo di grigliate. A Southwark Street il sabato c’è Borough Market, in una struttura che per secoli ha ospitato il commercio di generi alimentari: è ricco di stand di cucina locale e prodotti organici degli orti cittadini. Si tiene sempre il sabato Broadway Market, sul crocevia tra Regent’s Canal e London Fields, un caleidoscopio di profumi e sapori, dove assaggiare piatti di ogni angolo del mondo, dal sushi alla pizza (Shoreditch House, da 183 la doppia, shoreditchhouse. com).

Giovane, verde e mondana, Barcellona non è da meno. La Boqueria è l’indirizzo di punta. In una struttura in ferro battuto che risale al 1200, sulle famose Ramblas, è uno dei mercati coperti più amati in Europa. Curiosando tra i suoi stand si viene accolti da invitanti profumi di griglia e pesce fresco: se trovate un sgabello libero, provate un piatto cucinato espresso direttamente al banco, il Pa amb tomaquet, Tortilla de patatas, Botifarra, l’Esqueixada de bacalà e la Paella. Da Barcellona a Madrid il passo è breve. Il suo San Miguel è un esempio d’innovazione. Elegante, ordinato, pulito, offre ogni genere di delizia locale, è un ottimo indirizzo di gusto dove assaggiare cibo genuino, dalle tapas al Serrano. E al tramonto da non perdere l’aperitivo, con assaggi di cucina vegetariana (si vola Vueling, da 90 euro, (www.vueling.com).

Il gusto sposa la movida se siete a Berlino. Avanguardista, creativa, multiculturale, andate a Kreuzberg per perdervi tra caffè, ristoranti e locali che portano in un tour per il mondo. Fermatevi al Markthalle IX, aperto dal 1891. Occhio al giorno: è aperto il giovedì, quando le sue corsie sono piene di stand gastronomici dove gustare cucina tedesca, italiana, messicana, asiatica o spagnola, il venerdì e il sabato, con i coltivatori che espongono olio, marmellate, miele e formaggi (Soho House Berlin, da 120 euro la doppia: sohohouseberlin. com). In Italia non c’è che l’imbarazzo della scelta. 

A Venezia il protagonista è il Rialto. Da circa mille anni si trova tra Campo de le Becarie, Campo de la Pescaria e Campo San Giacometto nel sestiere San Polo. Frutta, verdura, carni, pesce fresco si alternano a piccoli locali dove assaggiare delizie del posto: i bigoli, risi e bisi, il baccalà mantecato, seppie col nero, le sardelle in saor o i caparossoli in cassopipa (da Roma Alitalia, da 117 euro, www. alitalia. com). A Firenze vale la pena una tappa al Mercato Centrale per provare le bontà locali, ma con un occhio all’architettura: la costruzione in ferro e vetro è firmata dall’architetto Mengoni e datata 1874. Ospita botteghe artigiane, banchi di leccornie, ristoranti e trattorie per pranzare e cenare fino a mezzanotte, persino la scuola di cucina Lorenzo de’ Medici (da 271 la doppia al Grand Hotel Villa Medici, www. villamedicihotel. com). 

Passando per Roma ci fermiamo all’Esquilino, mercato storico nato a fine Ottocento, che offre tra i suoi banchi un giro tra i sapori del mondo. È un vero meltin’pot di specialità: frutti esotici, sapori nuovi da culture lontane, dal Tapashi alla Cassua, c’è la carne halal e i nood les di soia. E chi desidera carpire qualcosa in più su mercati e alta cucina, alloggiando al Regina Hotel Baglioni di Via Veneto si partecipa a una speciale lezione che inizia con la scelta delle materie prime nei vivaci mercati rionali guidati dallo chef (info: The Leading Hotels of the World, it. lhw. com).

Quindi, la Sicilia. A Palermo gli indirizzi di culto sono due, Ballarò è il cuore tradizionale della città, con le primizie della campagna siciliana, le urla dei venditori, la confusione allegra tra i banchi. Ma è la Vucciria oggi il centro della movida palermitana: panelle, cazzilli, crocchè e stigghiole. Dovrete farvi largo in mezzo al caos, ma avrete tutto il meglio del più autentico cibo di strada (da 238 a notte il Grand Hotel Villa Igiea, villa-igiea).

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