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domenica 10 maggio 2015

Brianza: medaglia di cemento

E verrebbe proprio da dire, a certi affabulatori a vanvera del cosiddetto sviluppo del territorio: eccotela qui la tua città infinita, pietrificata e morta. Corriere della Sera Milano, 10 maggio 2015 (f.b.)

MILANO - La provincia più cementificata d’Italia. E’ un triste primato quello della provincia di Monza e Brianza. Dagli anni 50 a oggi, il Monzese ha consumato il 34,7% del suo territorio. Oltre 14 mila ettari di terreno impermeabilizzato artificialmente e quindi non più recuperabile. Un problema che sta diventando emergenza, e non solo in Lombardia, quello del consumo di suolo. Basti pensare che, in Italia, per colpa della cementificazione, si è perso il 20% delle coste: oltre 500 chilometri quadrati, l’equivalente dell’intera costa sarda.

A lanciare un nuovo allarme è l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra) che, nel convegno scientifico «Recuperiamo terreno», organizzato con il Forum Salviamo il Paesaggio e con Slow Food, ha diffuso il «Rapporto sul consumo di suolo 2015»: una cartografia a altissima risoluzione, disponibile sul sito www.consumosuolo.isprambiente.it

Maglia nera, quindi, alla provincia di Monza, dove si trovano anche i due comuni più cementificati della regione: Lissone con il 64 % di suolo consumato e Sesto San Giovanni, con il 56 % . Milano si ferma, invece, al 47,8%, mentre l’area della nuova Città metropolitana ha già consumato il 26% del suo territorio. Terza, poi, si piazza Varese con il 18 % del suolo usato.

La Lombardia si conferma così la regione più «consumata» d’Italia, con il 10,4% di suolo impermeabilizzato. Una percentuale bassa, ma in grado di alterare direttamente o indirettamente il 58% del suolo lombardo: un’infrastruttura che spezza la continuità di un’area agricola, ad esempio, la modifica nel suo complesso e non solo per la parte cementificata.

Questo consumo disordinato espone i centri abitati al rischio di alluvioni, frane, esondazioni e poi provoca degrado ambientale, perdita di terreni agricoli e aumento dell’inquinamento atmosferico. E’ urgente, quindi, una legge a tutela del territorio, che non è un bene inesauribile e, una volta modificato, non può tornare come prima. Un disegno di legge sul consumo di suolo è all’esame degli emendamenti nelle Commissioni Ambiente e Agricoltura, ha spiegato al convegno Chiara Braga, deputato e responsabile Ambiente del Partito democratico: «Occorre la strumentazione giuridica che possa davvero salvaguardare il suolo nel suo valore agricolo e ambientale, perché non si continui solo a pensarlo come bene economico da sfruttare». Ma contro la nuova legge sono già stati presentati 400 emendamenti. 
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