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venerdì 29 maggio 2015

Aerei a terra per Expo

Dalla rubrica lettere del Corriere della Sera Milano, 29 maggio 2015, un piccolo illuminante esempio di cosa può combinare la paranoia securitaria, unita alla surreale burocrazia nostrana

Il prefetto di Milano ha ordinato la chiusura per quattro mesi dell’aeroporto di Bresso per timore che da lì possano partire attentati terroristici a Expo. Naturalmente i terroristi, si sa, hanno una fervida fantasia e la scelta di decollare dall’aeroclub Milano, a pochi minuti di volo dal sito Expo per bombardare la manifestazione può essere una delle idee vincenti per un terrorista spietato. Poco importa che su quel piccolo aeroporto abbia sede una quasi centenaria (nata nel 1926) scuola professionale per piloti di aeroplano e di elicottero, poco importa che l’aeroporto sia quotidianamente frequentato da giovani allievi (devono essere incensurati) che sognano di solcare i cieli con aeroplani di linea, da istruttori di volo (alcuni ex militari). Poco importa che sull’aeroporto ci sia un’officina con tecnici specializzati per le manutenzioni agli aeroplani della scuola. Durante le giornate anziani piloti, anziani tecnici aeronautici in pensione siedono sotto la torre di controllo per vedere decollare e atterrare i giovani allievi, commentando il buon atterraggio o l’atterraggio un po’ troppo brusco.

L’aeroporto è all’interno del Parco Nord di Milano, vigilato da guardie ecologiche, agenti di polizia, carabinieri dei tre comuni limitrofi: Bresso, Cinisello, Sesto San Giovanni che, in servizio, percorrono i viali e le strade lungo il parco. La polizia, poi, è incaricata di prestare il servizio di Dogana per i voli in partenza o arrivo dall’estero, quindi le pattuglie passano dall’Aeroclub per le pratiche doganali, e si fermano a discorrere con gli allievi piloti e con i pensionati in tribuna. L’aeroporto è operativo soltanto nelle ore diurne e con il bel tempo (non è strumentato per il volo senza visibilità). Di notte, gli aeroplani sono chiusi in hangar, telecamere, cellule fotoelettriche e guardie notturne vigilano, perché sono beni di valore, servono a addestrare piloti. Purtroppo quattro mesi (o forse sei?) di chiusura dell’aeroporto di Bresso causeranno la perdita di lavoro per i tecnici aeronautici dell’officina, per gli istruttori di volo, per gli operatori della torre di controllo, per l’impiegata della scuola professionale e i pensionati che non potranno più valutare gli atterraggi dei giovani piloti. Saranno loro le vere vittime dei cattivi terroristi. Interveniamo in tempo per favore, grazie.
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