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Sinistra, un campo di forza
19 Aprile 2015
Sinistra
Altra Europa. Assemblea a Roma, obiettivo la casa comune ma oggi la priorità è 'mobilitazione totale'. La grande scommessa le elezioni regionali: Liguria, Emilia-Romagna, Veneto, Calabria, Umbria.
Altra Europa. Assemblea a Roma, obiettivo la casa comune ma oggi la priorità è 'mobilitazione totale'. La grande scommessa le elezioni regionali: Liguria, Emilia-Romagna, Veneto, Calabria, Umbria.

Il manifesto, 19 aprile 2015

Prima gior­nata di lavoro, e prima effet­tiva assem­blea deci­sio­nale ieri a Roma per L’Altra Europa con Tsi­pras nella Sala Roma Eventi (in via Ali­bert 5), soprat­tutto primo evento nazio­nale dalla nascita della ’Coa­li­zione sociale’ lan­ciata da Mau­ri­zio Lan­dini, il ’fatto nuovo’ con cui fare i conti. Da vicino: fra i rela­tori della mat­ti­nata di ieri c’è infatti anche Michele De Palma, brac­cio destro di Lan­dini e qui a nome della neo­nata Coa­li­zione. Ma nel menù del dibat­tito c’è molto: dai 100 anni di Pie­tro Ingrao rac­con­tati da Maria Luisa Boc­cia, ad Arnaldo Cestaro, l’uomo tor­tu­rato alla Diaz, nei giorni di Genova 2001, gra­zie al cui ricorso la Corte euro­pea ha con­dan­nato l’Italia fino alle ele­zioni spa­gnole e, nean­che a dirlo, alla situa­zione greca.

350 i pre­senti, sta­volta nel ruolo di dele­gati da 72 assem­blee in giro per i nodi ter­ri­to­riali di tutta Ita­lia. Non per «par­ti­tiz­zarsi», spie­gano gli orga­niz­za­tori, ma per avere un assem­blea che possa legit­ti­ma­mente deci­dere e lan­ciare una pro­po­sta «per un pro­cesso costi­tuente unico alter­na­tivo alle poli­ti­che di auste­rità». Tema deli­cato, come sem­pre, al cen­tro della rela­zione del socio­logo Marco Revelli che ha illu­strato il cam­bio di fase, e di mar­cia, della (ex) lista elet­to­rale dalle euro­pee di un anno fa.

«Siamo qui per com­piere un passo diverso da quello di allora. Per molti aspetti più dif­fi­cile. E comun­que più impe­gna­tivo», ha spie­gato, «allora si trat­tava di met­tere in com­pe­ti­zione una lista elet­to­rale, sulla base di un appello volto a evi­tare il para­dosso, mor­tale, che in Europa non fosse pre­sente nes­sun vero rap­pre­sen­tante della sini­stra ita­liana. Oggi, qui, com­piamo un atto molto più dif­fi­cile, e impe­gna­tivo». Non è ancora la costru­zione della “casa comune” «che rimane il nostro obiet­tivo di medio ter­mine rispetto a cui ci siamo fino ad oggi “messi al ser­vi­zio” e al cui pro­cesso di costru­zione con­di­viso da una rete di sog­getti molto più ampia ci met­te­remo a mag­gior ragione al ser­vi­zio da oggi in poi».
Per ora però l’obiettivo è «met­tere in campo una forza» e cioè «una mobi­li­ta­zione totale di ener­gie sociali e intel­let­tuali. Met­tere in discus­sione quel dogma pre­sup­pone un’accumulazione di forza incom­pa­ra­bile con quella con cui si sono finora misu­rate le nostre sini­stre di oppo­si­zione. Non più una testi­mo­nianza, l’affermazione di un’identità par­ziale e oppo­si­tiva, ma la costru­zione di un rap­porto di forza capace di pro­durre uno spo­sta­mento al livello del governo delle nostre società».
Cru­ciale, e non potrebbe essere diverso, il test delle regio­nali e fra gli altri l’esperimento ligure, dove lo smot­ta­mento del Pd ha pro­dotto una lista di sini­stra ampia sotto un’unica inse­gna. Pre­senti le forze della sini­stra orga­niz­zata e le tante asso­cia­zioni che via via si sono avvi­ci­nate all’Altra europa. Oggi ancora inter­venti fino alle 12, poi voto dell’ordine del giorno finale e degli organismi
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