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La Galleria di Milano requisita per una cena benefica. Per non turbare il senso estetico dei lussuosi ospiti, le barriere che bloccano gli ingressi sono state dipinte d'oro. Il nudo cemento va bene solo in periferia. (p.s.)
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mercoledì 29 aprile 2015

«La priorità è salvare le vite»

Il segretario dell'ONU Ban Ki-moon gela i propositi interventisti di Renzi e ribadisce l’importanza di soccorrere i migranti. “Non esi­ste una solu­zione mili­tare alla tra­ge­dia umana che sta avve­nendo nel Medi­ter­ra­neo”. Il manifesto, 28 aprile 2015 (m.p.r.)

Ban Ki moon gela Mat­teo Renzi e i suoi pro­po­siti di distrug­gere i bar­coni degli sca­fi­sti con l’avallo dell’Onu. Non è bastata una gita sulla nave San Giu­sto della nostra Marina mili­tare per con­vin­cere il segre­ta­rio gene­rale delle Nazioni unite della bontà dei pro­getti del governo ita­liano, deciso più che mai ad affon­dare le imbar­ca­zioni con cui i traf­fi­canti di uomini tra­spor­tano nel canale di Sici­lia migliaia di dispe­rati in fuga dalla guerra. Ban è arri­vato ieri a Roma per un ver­tice Ue-Onu-Italia sull’emergenza immi­gra­zione facen­dosi pre­ce­dere da un ammo­ni­mento che ha fatto capire al pre­mier ita­liano come la strada per con­vin­cerlo ad auto­riz­zare un qual­siasi tipo di inter­vento in Libia sia a dir poco in salita. «Non esi­ste una solu­zione mili­tare alla tra­ge­dia umana che sta avve­nendo nel Medi­ter­ra­neo» ha detto il segre­ta­rio, get­tando così acqua sulle ambi­zioni inter­ven­ti­ste del governo. Al punto da costrin­gere ieri la por­ta­voce dell’Alto rap­pre­sen­tante Ue per la poli­tica estera Fede­rica Moghe­rini a cor­rere ai ripari: il piano che l’Unione euro­pea sta pre­pa­rando per distrug­gere i bar­coni «non è un inter­vento mili­tare» in Libia, ha detto la portavoce.

Moghe­rini e Ban Ki moon avranno avuto comun­que modo di chia­rirsi le idee ieri pome­rig­gio quando, insieme a Mat­teo Renzi, hanno preso il largo nel canale di Sici­lia sulla nave San Giu­sto. Una cro­ciera voluta dal pre­mier per mostrare al segre­ta­rio gene­rale quanto accade ogni giorno lungo la fron­tiera meri­dio­nale dell’Europa, nella con­vin­zione di riu­scire a por­tarlo dalla sua parte. Qual­cosa, però, non deve essere andato nel verso giu­sto. O forse Ban Ki moon ha capito qual è la vera urgenza del Medi­ter­ra­neo: «Le auto­rità devono foca­liz­zarsi sul sal­va­tag­gio delle vite dei migranti», ha detto il numero uno dell’Onu una volta rimesso piede a terra. Frase che sem­bre­rebbe pren­dere le distanze anche dai pochi risul­tati rag­giunti gio­vedì scorso dal con­si­glio euro­peo straor­di­na­rio sull’immigrazione dove sì, si sono stati tri­pli­cati i fondi desti­nati a Tri­ton, ma almeno per ora non è stato modi­fi­cato lo scopo della mis­sione, che resta di sor­ve­glianza delle fron­tiere e non di sal­va­tag­gio dei migranti. A Renzi e Moghe­rini non è rima­sto altro che fare buon viso a cat­tivo gioco: «L’Italia non è più sola», ha detto il pre­mier. «Fer­mare i traf­fi­canti di esseri umani per evi­tare una cata­strofe uma­ni­ta­ria è un’assoluta prio­rità su cui con­tiamo di avere il soste­gno delle Nazioni unite».

Nei pros­simi giorni si vedrà se sarà così, e soprat­tutto se gli sforzi diplo­ma­tici messi a punto dalla rap­pre­sen­tante euro­pea della poli­tica estera avranno rag­giunto o meno lo scopo (ieri la Moghe­rini ha par­lato di immi­gra­zione al tele­fono anche con il mini­stro degli esteri russo Ser­ghiei Lavrov ed è quasi scon­tato che tra i temi toc­cati ci sia stata anche la Libia). Intanto già in que­sta set­ti­mana si potrebbe comin­ciare a capire come l’Unione euro­pea intende muo­versi per met­tere fine alle stragi dei bar­coni. Un anti­cipo potrebbe arri­vare mer­co­ledì con l’intervento che il pre­si­dente della com­mis­sione Jun­ker farà nel corso della ple­na­ria pre­vi­sta a Stra­sburgo, men­tre la «road­map» degli inter­venti potrebbe arri­vare nei giorni imme­dia­ta­mente suc­ces­sivi con la spie­ga­zione dei tempi ad aumen­tare del tri­plo i finan­zia­menti per Tri­ton e la mis­sione di poli­tica di difesa e sicu­rezza su cui la Moghe­rini sta lavo­rando e che, dopo aver visto Ban Ki moon, la por­te­ranno oggi e domani a Washing­ton e New York. Il 13 mag­gio, invece, è pre­vi­sta la pre­sen­ta­zione del piano Ue sull’immigrazione in cui dovrebbe esserci anche un’ipotesi di sud­di­vi­sione dei pro­fu­ghi tra gli Stati mem­bri. Que­stione sulla quale fino a oggi si sono incon­trate le mag­giori dif­fi­coltà quando non dei veri veti da parti di alcuni Paesi.
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