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domenica 26 aprile 2015

Appello.Italicum, un voto per la Costituzione

«I parlamentari ritrovino la propria dignità e la forza di rappresentare davvero la nazione senza vincolo di mandato». In calce le firme. Il ricordo del 25 aprile risveglierà qualche coscienza, e trasformerà il borbottio della sinistra tremula in schietta decisione?


L’avvicinarsi del voto in Aula sull’Italicum dà luogo, per il merito e il metodo delle scelte fin qui pra­ti­cate, a pre­oc­cu­pa­zioni e timori.È grave che si arrivi a una legge elet­to­rale che non can­cella le stor­ture del Por­cel­lum, e non tiene conto dei chiari prin­cipi posti dalla Corte costi­tu­zio­nale nella sen­tenza 1/2014, sulla rap­pre­sen­tanza e sul voto libero ed uguale come pie­tre ango­lari del sistema demo­cra­tico. Prin­cipi che ven­gono ulte­rior­mente lesi dalla riforma costi­tu­zio­nale con­te­stual­mente in discussione.

È grave che si giunga alla fase con­clu­siva dell’iter legi­sla­tivo attra­verso ripe­tute for­za­ture e vio­la­zioni di prassi, rego­la­menti, e per­sino della Costi­tu­zione, che vanno dalle straor­di­na­rie acce­le­ra­zioni nei lavori alle sosti­tu­zioni for­zose di dis­sen­zienti con palese lesione delle garan­zie a cia­scun par­la­men­tare rico­no­sciute. For­za­ture e vio­la­zioni che potreb­bero ora giun­gere alla nega­zione del voto segreto a richie­sta san­cito dal rego­la­mento Camera per la legge elettorale.

È grave che tutto que­sto accada per scelta di una parte del Pd, mino­ranza in Par­la­mento e nel paese, che attra­verso i mec­ca­ni­smi della disci­plina interna di par­tito vuole imporre la pro­pria deci­sione come volontà mag­gio­ri­ta­ria dell’istituzione. Per di più appro­fit­tando di numeri par­la­men­tari dichia­rati ille­git­timi dalla Corte costi­tu­zio­nale al fine di sman­tel­lare un’architettura demo­cra­tica che fu costruita sull’amplissimo con­senso di tutte le forze anti­fa­sci­ste attente ai diritti e alle libertà.

Chie­diamo a tutti i par­la­men­tari di ritro­vare la pro­pria dignità e la forza di rap­pre­sen­tare dav­vero la nazione senza vin­colo di man­dato, come la Costi­tu­zione loro garan­ti­sce ed impone.


Pie­tro Adami, Cesare Ante­to­maso, Gior­gio Anto­nan­geli, Gae­tano Azza­riti, Fran­ce­sco Baic­chi, Alberto Ben­zoni, Felice Beso­stri, San­dra Bon­santi, Anto­nio Caputo, Lorenza Car­las­sare, Ser­gio Caserta, Giu­seppe Maria Cas­sano, Paolo Ciofi, Clau­dio De Fio­res, Gio­vanna De Minico, Enzo Di Sal­va­tore, Anna Fal­cone, Anto­nello Falomi, Gianni Fer­rara, Costanza Fir­rao, Tom­maso Ful­faro, Dome­nico Gallo, Mau­ri­zio Gian­cola, Alfiero Grandi, Fran­ce­sca La For­gia, Raneiro La Valle, Paolo Leo­nardi, Sil­via Man­de­rino, Mau­ri­zio Mar­celli, Monica Min­nozzi, Ubaldo Nan­nucci, Gio­vanni Palom­ba­rini, Alba Pao­lini, Fran­ce­sco Pardi, Paola Patuelli, Vin­cenza Rando, Maria Ric­ciardi Gian­noni, Franco Russo, Gio­vanni Russo Spena, Cesare Salvi, Anto­nia Sani, Linda San­tilli, Paolo Soli­meno, Lan­franco Turci, Nadia Urbi­nati, Mas­simo Vil­lone, Vin­cenzo Vita, Emi­lio Zecc
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