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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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lunedì 23 marzo 2015

Quel campo patacca non è il vero grano

La vera agricoltura che fa bene al pianeta Terra non si fa all'Expo2015, ma là dove vogliono cancellarla con cemento e asfalto. Ma resiste ancora. Il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2015

Un campo di grano da 5 ettari nel centro di Milano. L’abbiamo visto in rete, magnificato nei tg come gioiello agricolo raffinato da Expo 2015 e incastonato nel cuore della metropoli. Poco importa se in contemporanea usciva la notizia che tra gli sponsor dell’esposizione figurassero Mc Donald’s e Coca Cola. Poco importa se quel campo di grano sarà realizzato in collaborazione con una delle multinazionali che controlla il mercato delle sementi.

Non fanno notizia invece le centinaia di ettari di suoli fertili persi dalla provincia di Milano e dalla Lombardia per realizzare la kermesse “nutrire il pianeta”. O quelli che si stanno per perdere a causa di altri progetti inutili che incombono ovunque sulla pianura padana. Dopo la Brebemi, recentemente usata come campo da calcetto, si vogliono asfaltare le risaie con l’autostrada Broni-Mortara e cancellare i veri campi di grano del Parco del Ticino. Veri campi di grano, seminati con varietà quasi perdute, come quelli che trovate nei pressi dell’agriturismo l’Aia, a Cassinetta di Lugagnano.

Con fatica, Massimiliano, Anna ed Enea hanno conquistato, tra mille peripezie burocratiche, l’emancipazione dalle sementi delle multinazionali. Nella loro terra, solcata dai fossi di un reticolo idrico studiato da Leonardo da Vinci e alimentati dall’acqua del fontanile Piatti, producono farina di eccellente qualità da 11 grani antichi selezionati negli anni ‘30, grani che restituiscono semi al 99%. 

Ma se vi fate accompagnare da Massimiliano per vedere le sue gemme pulite, sentirete la sua preoccupazione per il mostro che incombe e la sua determinazione nell’affrontarlo con il movimento #notangenziale: 14 mila firme e 13 anni di battaglie. Una lotta che non si è mai fermata contro un nastro d’asfalto che vorrebbero srotolare sui suoi campi e su quelli di molte aziende agricole. Canali, filari, fontanili, biodiversità, ed anche reddito per molte famiglie, sono a rischio per un progetto inutile e faraonico: da Vigevano a Malpensa, passando per Abbiategrasso, Albairate, Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio. 

I milanesi conoscono bene queste zone. Ci vengono a cercare refrigerio d’estate, lungo l’alzaia del Naviglio Grande. Passeggiando e pedalando tra ville del ‘500, ‘600 e ‘700. Esiste anche un progetto meraviglioso e davvero virtuoso: navigare tra Locarno e Venezia, sotto ponti esistenti e vie d’acqua storiche, dove sono passate le chiatte per costruire il Duomo di Milano. Sarebbe turismo vero e posti di lavoro. Però la politica che conta, o pensa di contare, ha deciso che la vocazione di questa riserva meravigliosa, debba essere la coltivazione di cemento e asfalto. Altro che humus, grani antichi e bellezza. Meglio correre a 130 all’ora verso Malpensa. 

Ma anche qui la valle resiste. E si è data appuntamento il 28 marzo alle 9 da Albairate ad Abbiategrasso. Si sfilerà di nuovo: in bici, a piedi, con i trattori. Ci sarà anche Massimiliano. Porterà qualche chilo della sua farina. Venite a vedere qual è il vero grano che serve per nutrire il pianeta! 

www.notangenziale.org  
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