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Roberto Ciccarelli
Così vicina, così lontana: la sinistra made in Tsipras
30 Gennaio 2015
Sinistra
«La vit­to­ria di Tsi­pras gene­ra entusiasmo. Dimo­stra che la poli­tica può unire e dare gioia. In Ita­lia c’è un’emergenza dovuta alla fine dei par­titi di massa come spazi deli­be­ra­tivi. La demo­cra­zia non rina­sce senza rico­struire tali spazi, met­tendo insieme sociale e politico».
«La vit­to­ria di Tsi­pras gene­ra entusiasmo. Dimo­stra che la poli­tica può unire e dare gioia. In Ita­lia c’è un’emergenza dovuta alla fine dei par­titi di massa come spazi deli­be­ra­tivi. La demo­cra­zia non rina­sce senza rico­struire tali spazi, met­tendo insieme sociale e politico».

Il manifesto, 29 gennaio 2015 (m.p.r.)

Ad unirla, per il momento, è il suc­cesso poli­tico di Ale­xis Tsi­pras e di Syriza in Gre­cia. Riu­nita ieri al tem­pio di Adriano a Roma, la sini­stra ita­liana isti­tu­zio­nale, in bilico o a cavallo tra Sel e alcune com­po­nenti della «sini­stra Pd», si è espressa con le maiu­scole com­men­tando l’intervista che il primo mini­stro greco ha rila­sciato in un libro di Teo­doro Andrea­dis (Bor­deaux edizioni).

Per Ven­dola (Sel) è «Syriza è l’inizio di un nuovo pro­cesso poli­tico con­ti­nen­tale che può sal­vare la civiltà euro­pea dai disa­stri eco­no­mici e sociali pro­dotti dalle poli­ti­che di auste­rity». Per Sme­ri­glio (Sel) «Tsi­pras dimo­stra che si può vin­cere fuori dalle com­pa­ti­bi­lità poli­ti­che». Sme­ri­glio ha anche riven­di­cato la scelta di avere schie­rato il con­gresso di Sel dalla parte di Tsi­pras, e non dei socia­li­sti for­mato «lar­ghe intese» di Schultz e di «avere fatto la lista Tsi­pras alle Euro­pee».

Nes­sun rife­ri­mento al caso «Spinelli-Furfaro» che ha oppo­sto i quar­tier gene­rali dell’Altra Europa e Sel che, dopo vari scos­soni, con­ti­nuano un per­corso che ricorda l’antico motto delle «con­ver­genze paral­lele». Di Tsi­pras si apprezza il «prag­ma­ti­smo» e il «rea­li­smo». E poi «una radi­ca­lità che non si con­fonde con il mas­si­ma­li­smo». L’entusiasmo gene­rato della sua vit­to­ria può por­tare ad un «pro­cesso nuovo». Per que­sto «non pos­siamo stare sull’uscio del Pd per vedere se escono Civati o Fas­sina– ha detto Ven­dola –La novità è la ripresa del con­flitto sociale archi­viato da tempo in Ita­lia».
Un con­flitto iden­ti­fi­cato con la Cgil che si è oppo­sta al Jobs Act. Per Ven­dola biso­gna rac­cor­dare il «sociale» e il «poli­tico» in vista di una o più «coa­li­zioni». Di «uscire dal Pd» Civati e Fas­sina (Pd) in effetti non ci pen­sano pro­prio. Al netto di bat­tute di buon gusto che hanno fatto sor­ri­dere una pla­tea di almeno 500 per­sone, il primo ha riba­dito le sue cri­ti­che a Renzi («Per lui non ci sono alter­na­tive al pen­siero unico, ma qui non c’è nes­sun pen­siero, è rima­sto solo l’unico») e al «tratto equi­voco» del rap­porto tra il Pd e i socia­li­sti euro­pei. Civati ha alluso al ful­mi­nante giu­di­zio di Tsi­pras sul Pd «libe­ri­sta in Ita­lia e social­de­mo­cra­tico in Europa, a dimo­stra­zione di una per­so­na­lità scissa». Una defi­ni­zione che descrive chi si col­loca a sini­stra di que­sto par­tito e vota la riforma del lavoro del «Jobs Act».

In que­sto con­te­sto malin­co­nico e autoi­ro­nico in cui è dif­fi­cile riu­nire per­so­na­lità scisse, Fas­sina si è impe­gnato a ren­dere «il governo ita­liano proat­tivo rispetto alla piat­ta­forma di Syriza. Le sue pro­po­ste non sono utili solo alla Gre­cia. Il pro­blema del debito non riguarda solo la Gre­cia». E ha pro­po­sto una «piat­ta­forma di con­sul­ta­zione siste­ma­tica». Pro­po­ste in cui non sono mai stati citati i movi­menti (Ita­lia sulla casa, con­tro lo Sblocca Ita­lia o dello scio­pero sociale). Gli stessi (o ana­lo­ghi) che rap­pre­sen­tano invece la base di Syriza in Gre­cia. La pro­spet­tiva sem­bra essere un’altra. L’ex vice­mi­ni­stro dell’Economia del governo Letta ha sug­ge­rito di con­si­de­rare la «cri­tica radi­cale ma non estrema al capi­ta­li­smo» di Papa Francesco.

Ad aprire, e chiu­dere, l’incontro mode­rato dalla gior­na­li­sta Lucia Goracci è stata Luciana Castel­lina che ha messo da parte le media­zioni pun­tando dritto all’entusiasmo «che la vit­to­ria di Tsi­pras ha gene­rato. Dimo­stra che la poli­tica può unire e dare gioia. In Ita­lia c’è un’emergenza demo­cra­tica dovuta alla fine dei par­titi di massa come spazi deli­be­ra­tivi. La demo­cra­zia non rina­sce senza rico­struire tali spazi, met­tendo insieme sociale e politico».

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