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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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martedì 23 dicembre 2014

Province occupate a oltranza, oggi l’incontro con Madia

I lavoratori  criticano l'abolizione della Provincia  per difendere il loro diritto al lavoro. Noi  perché l'esigenza di governare il territorio nella dimensione d'area vasta non é stata risolta, e abolire la Provincia è un tassello della distruzione del governo pubblico del territorio. Il manifesto, 23 dicembre 2014

I lavo­ra­tori delle pro­vince non si arren­dono e con­ti­nuano a occu­pare le sedi di lavoro: a Firenze hanno pas­sato in uffi­cio anche que­sta notte, a Milano si sono inca­te­nati i pre­cari. A Massa hanno insce­nato un funerale-protesta. Intanto oggi la mini­stra Marianna Madia vedrà i sindacati.

Dopo le novità intro­dotte dalla legge di sta­bi­lità, che comun­que non ras­si­cu­rano i lavo­ra­tori, oggi quindi è atteso il fac­cia a fac­cia con il governo. L’idea — spie­gano i sin­da­cati — è quella di met­tere a punto un calen­da­rio di appun­ta­menti, una sorta di road map, che con­senta di risol­vere il caos nor­ma­tivo gene­rato da quanto pre­vi­sto nella legge Del­rio di aprile scorso e dalle solu­zioni pro­po­ste oggi nell’ambito della mano­vra. La lea­der Cgil Susanna Camusso non a caso ha notato che tra le due nor­ma­tive ci sono a que­sto punto evi­denti «contraddizioni».

Il sot­to­se­gre­ta­rio Angelo Rughetti ieri ha cer­cato di ras­si­cu­rare i dipen­denti pub­blici: «Con la legge di sta­bi­lità — ha spie­gato — si attiva un per­corso paral­lelo di distri­bu­zione del per­so­nale delle Pro­vince che sarà age­vo­lato dal blocco dei con­corsi per comuni, regioni e Stato». «Il governo deve ema­nare un decreto pre­via con­cer­ta­zione con i sin­da­cati per sta­bi­lire i cri­teri» sulla mobi­lità», ha poi aggiunto, con­fer­mando che a gen­naio sarà con­vo­cato un tavolo di confronto.

«La rial­lo­ca­zione delle fun­zioni di com­pe­tenza regio­nale spet­terà alle Regioni e non al governo — ha con­ti­nuato Rughetti — Saranno que­ste che dovranno sta­bi­lire risorse umane, stru­men­tali e finan­zia­rie da desti­nare agli enti che saranno i nuovi tito­lari delle fun­zioni ammi­ni­stra­tive in que­stione. Saranno atti­vati tavoli regio­nali con la pre­senza di Comuni, Regioni e Stato per acce­le­rare la rico­gni­zione e la map­pa­tura dei posti disponibili».

Resta alta la pre­oc­cu­pa­zione, soprat­tutto sul fronte delle rica­dute occu­pa­zio­nale: «Siamo di fronte a dei tagli lineari e alla incom­pren­si­bi­lità di che cosa sarà delle dele­ghe con­crete che le pro­vince hanno oggi. La mano­vra crea degli esu­beri per i quali non è sicuro ci sia una ricol­lo­ca­zione», affer­mano i lavo­ra­tori fiorentini
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