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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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mercoledì 19 novembre 2014

Isole della laguna come risorsa: ecco tutti i progetti di recupero

Il volontariato salva beni comuni per la collettività, evitando rischi  di degrado e privatizzazioni. Ma non ci riesce quando come a Poveglia i privati prevalgono grazie al potere pubblico. La Nuova Venezia 18 novembre 2014


Isole come risorsa per la città. Potenzialità immense e non del tutto valorizzate per difendere il paesaggio, recuperare luoghi abbandonati, creare nuova economia e occasioni di lavoro. Ci voleva un gruppo di ragazzi, i bravi Cerchidonda, per mettere intorno a un tavolo soggetti privati che a vario titolo stanno realizzando progetti per la valorizzazione di isole della laguna. Patrimonio immenso che non sempre le amministrazioni sanno di avere. Dibattito intenso con un grande pubblico ieri nel teatrino dei Frari, nell’ambito della rassegna «Ecofestival». 

I Lazzaretti. Esperienza pilota quella che Girolamo Fazzini conduce da ormai trent’anni. Grazie al lavoro dei volontari un’isola dalla grande storia, il Lazzaretto Nuovo, è stata recuperata e restaurata. Oggi il Tezon grando, l’edificio più grande e ben conservato dopo le Teze dell’Arsenale, è un libro aperto che racconta la storia degli appestati e della quarantena, ma anche l’archeologia e la storia della laguna, con percorsi naturalistici e campi di studio dell’Università. «Ne abbiamo fatti una trentina, con le nostre sole risorse», dice orgoglioso Fazzini. Che adesso vuole trasformare il Lazzaretto Vecchio, restaurato e affidato anch’esso ai volontari di Archeoclub, nel museo archeologico lagunare. Il progetto era pronto, con la supervisione di Luigi Fozzati. I fondi in parte stanziati. Ma nulla si muove. 

Certosa. Diversa ma complementare l’esperienza della Certosa. 15 ettari in laguna nord, ex convento e poligono di tiro, affidata nel 2007 a Vento di Venezia, la società del velista Alberto Sonino. Che vi ha realizzato grazie anche all’aiuto di Comune e Regione e ai contributi europei, una darsena di prim’ordine e un polo produttivo. E adesso insieme al Comune costruirà il più grande parco urbano della laguna. «Attività compatibili», dice, «che possono dare lavoro nel rispetto dell’ambiente». 

Sant’Erasmo, Vignole, Mazzorbo. Si chiama «Green gold Islands, territori al setaccio» il progetto di Michele Brunello, Sandro Bisà e Giuditta Vendrame, presentato anche all’ultima Biennale, che si propone di trovare un nuovo equilibrio tra agricoltura e città. «Le isole come territorio dei desideri di una città, Venezia, che può essere laboratorio della modernità», dice Brunello. Nel «liquido amniotico» di una città d’arte invasa dal turismo si trova lo sbocco futuro. Valorizzando ambiente e attività agricole e anche edifici rurali restaurati nel rispetto dei luoghi. 

Poveglia. Andrea Barina, dell’associazione «Poveglia per tutti» spiega come i cittadini possano, mettendosi insieme, influire sulle scelte di programmazione per le isole della laguna. Il Demanio l’ha affidata all’imprenditore Luigi Brugnaro. Ma la partita non è chiusa.

Riferimenti

Per l'isola di Poveglia  vedi su eddyburg l'articolo Poveglia in bilico.  L'isola raffigurata nell'icona è il Lazzaretto Novo. 
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