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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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giovedì 14 agosto 2014

Se/Ed 2014 | Abitare

Perché è necessario agire con un programma organico di interventi e una stringente regia pubblica, e non con una miriade anarchica di progetti edilizi affidati all'iniziativa privata con delega in bianco. Nuovo seminario di eddyburg: qui di seguito le finalità, i contenuti e gli appuntamenti.



Questione della casa e pianificazione urbanistica.  L'attuale quadro legislativo e amministrativo è inadeguato e, per certi aspetti, contraddittorio con l'obiettivo di soddisfare i bisogni abitativi attraverso un organico insieme di interventi di trasformazione urbana, per i seguenti motivi:
- appiattimento sulla sola dimensione della produzione edilizia (non “politiche per l’abitare”, ma facilitazioni per interventi edilizi);
- ricorso sistematico a deroghe e varianti (i piani urbanistici costituiscono un ostacolo da superare e non il necessario riferimento per indirizzare e selezionare gli interventi);
- delega all’iniziativa privata sulla localizzazione e connotazione degli interventi (qualsiasi  trasformazione dell’esistente, in qualunque parte del territorio urbanizzato, è considerata positiva a prescindere dal contenuto e dalle ricadute);
- progressivo allargamento del perimetro dell’edilizia sociale, rispetto alle categorie di beneficiari, alle forme di convenzionamento, alla possibilità di reinserimento degli alloggi realizzati nel libero mercato, con conseguente scomparsa di misure rivolte alle forme più marcate di povertà e di disagio sociale;
- nessuna attenzione a forme innovative di intervento che pongano la convivenza al centro delle iniziative o che diano risposta a bisogni insorgenti (aumento delle famiglie monopersonali, invecchiamento della popolazione, residenza temporanea per persone che si spostano per ragioni di studio/lavoro, …).
Anche in rapporto ad altre esperienze europee, appaiono evidenti l’arretratezza culturale e la complessiva inefficacia delle misure previste a scala nazionale e del tutto insufficienti gli strumenti e le risorse disponibili a scala locale. Gli interventi per la casa sono palesemente contrapposti alla pianificazione urbanistica, mentre dovrebbero costituirne un elemento fondante: un paradosso che si sta trasformando in una condanna per la pianificazione.

SE/ED 2014. Riteniamo indispensabile e urgente – così come avvenne dieci anni fa per il consumo di suolo – rompere il dominio di una visione così misera del problema della casa. Per questo, riteniamo indispensabile ridefinire il perimetro e il senso di  alcune parole-chiave (residenza sociale/housing sociale, politiche abitative, rigenerazione urbana), producendo un documento avente un carattere “argomentativo” che spieghi, in modo semplice ma informato, le ragioni per cui è preferibile  agire attraverso un organico insieme di interventi di trasformazione urbana, mantenendo una stringente regia pubblica, e non mediante una miriade scoordinata di progetti edilizi affidati al privato attraverso una sostanziale delega in bianco. Il documento deve essere corredato da una serie di esempi concreti che dimostrano la possibilità di agire in concreto nelle nostre città per soddisfare la domanda sociale di abitazioni migliorando la vivibilità complessiva.
Abbiamo individuato tre punti chiave, sui quali riteniamo indispensabile esprimere un punto di vista controcorrente:
1.  per prima cosa, riteniamo necessario mettere ordine sui contenuti delle politiche della casa in senso stretto, sui bisogni pregressi e sulle domande insorgenti a cui si intende dare risposta, sul ruolo riservato all’iniziativa pubblica;
2.  in secondo luogo, vogliamo rimarcare che le politiche della casa non si esauriscono nella produzione di alloggi. Le grandi lotte per la casa della fine degli anni sessanta hanno insegnato che il diritto alla casa e alla città sono indissolubilmente legati tra loro. Per questo occorre contrastare con forza la deriva derogatoria dei cosiddetti “piani casa” e promuovere, al contrario, una stretta integrazione tra politiche della casa, politiche urbane e pianificazione urbanistica.
3. infine, vogliamo indicare con precisione gli obiettivi e gli strumenti necessari per evitare che gli interventi di rigenerazione urbana consistano in mere valorizzazioni immobiliari e, al contrario, contribuiscano a soddisfare le domande sociali e migliorare le condizioni di vita nella città.

Organizzazione delle attività. L’attività  è finalizzata alla preparazione e pubblicazione del documento. In particolare si prevede:
- la raccolta di contributi, suggerimenti e proposte dal gruppo di persone che aderisce al sito;
- la stesura di una bozza del documento, attraverso un incontro seminariale, organizzato a Roma, il 10 ottobre 2014;
- la raccolta e pubblicazione dei materiali pervenuti sul sito;
- la presentazione della stesura definitiva del documento, a Venezia, il 19 dicembre 2014.

Come partecipare attivamente. Potete contribuire al terzo Seminario di eddyburg:
- partecipando all'incontro di Roma, il 10 ottobre 2014 o inviando un contributo scritto riguardante uno dei tre temi indicati sopra;
- segnalando un esempio positivo di iniziativa di recupero o rigenerazione di una porzione di città, in Italia o all’estero, che ritenete significativo rispetto ai tre punti chiave del documento.

Per inviare la segnalazione e per iscriversi al seminario, scrivete a eddyburg2014@gmail.com.
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