responsive_m

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

INVERTIRE LA ROTTA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

mercoledì 13 agosto 2014

Patrimonio all’italiana. Azzerare tutti per colpirne una

La logica delle tirannidi è questa: sbarazzarsi da chi difende interessi che non sono quelli di chi comanda. E la tutela del patrimonio comune, oggi, è solo un intralcio al Fare: a Palermo come a Roma. Il Fatto Quotidiano, 13 agosto 2014

La Sicilia è l'unica regione d’Italia dove le soprintendenze dipendono direttamente dalla Giunta Regionale. Come sa chiunque conosca il paesaggio e il patrimonio storico, archeologico e artistico siciliani, i frutti di questa scelta sono stati terrificanti. E non è un problema di colori politici: il problema è aver spostato troppo vicino al territorio il centro decisionale, causando un corto circuito permanente tra interessi economici, amministrazione e politica. La giunta Crocetta, purtroppo, non fa eccezione.

Alla vigilia di ferragosto, il Dipartimento dei ben culturali e dell’identità siciliana ha comunicato l’avvio di un “procedimento di riesame degli incarichi di preposizione ai Servizi Soprintendenze” . In sostanza vengono congelati tutti i soprintendenti siciliani: ufficialmente a causa di alcuni singoli contenziosi, che inciderebbero sulla legittimità dell’intero assetto del sistema. In realtà, tutti sanno che il vero obiettivo di questo inedito azzeramento generale è Beatrice Basile, soprintendente di Siracusa: tanto fedele ai valori della Costituzione (che dovrebbe valere perfino in Sicilia) da esser d’intralcio a chi vorrebbe cementificare ancora quel territorio ferito.

Recentemente un singolare sit-in di costruttori della zona ha chiesto di sostituire alla Basile il suo predecessore, l’architetto Orazio Micali: che in effetti è stato poi rimesso in sella, salvo doverne velocemente scendere per una condanna di primo grado per i reati di abuso d’ufficio e falso ideologico, commessi mentre ricopriva un incarico di dirigente presso la Soprintendenza di Messina

È a questo punto che, pur di compiacere costruttori e politici di assai dubbia fama, la Regione giunge ad azzerare tutti i soprintendenti, per colpirne una. Una situazione tanto grave da indurre a pensare che l’autonomia della Sicilia in fatto di Beni culturali debba finire prima possibile. A meno che non passi l’idea di Renzi: che vorrebbe importare a Roma il modello siculo, mettendo tutte le soprintendenze italiane in questa condizione. Ecco ciò che ci aspetterebbe.
Show Comments: OR