responsive_m

Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

INVERTIRE LA ROTTA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

mercoledì 13 agosto 2014

Patrimonio all’italiana. Azzerare tutti per colpirne una

La logica delle tirannidi è questa: sbarazzarsi da chi difende interessi che non sono quelli di chi comanda. E la tutela del patrimonio comune, oggi, è solo un intralcio al Fare: a Palermo come a Roma. Il Fatto Quotidiano, 13 agosto 2014

La Sicilia è l'unica regione d’Italia dove le soprintendenze dipendono direttamente dalla Giunta Regionale. Come sa chiunque conosca il paesaggio e il patrimonio storico, archeologico e artistico siciliani, i frutti di questa scelta sono stati terrificanti. E non è un problema di colori politici: il problema è aver spostato troppo vicino al territorio il centro decisionale, causando un corto circuito permanente tra interessi economici, amministrazione e politica. La giunta Crocetta, purtroppo, non fa eccezione.

Alla vigilia di ferragosto, il Dipartimento dei ben culturali e dell’identità siciliana ha comunicato l’avvio di un “procedimento di riesame degli incarichi di preposizione ai Servizi Soprintendenze” . In sostanza vengono congelati tutti i soprintendenti siciliani: ufficialmente a causa di alcuni singoli contenziosi, che inciderebbero sulla legittimità dell’intero assetto del sistema. In realtà, tutti sanno che il vero obiettivo di questo inedito azzeramento generale è Beatrice Basile, soprintendente di Siracusa: tanto fedele ai valori della Costituzione (che dovrebbe valere perfino in Sicilia) da esser d’intralcio a chi vorrebbe cementificare ancora quel territorio ferito.

Recentemente un singolare sit-in di costruttori della zona ha chiesto di sostituire alla Basile il suo predecessore, l’architetto Orazio Micali: che in effetti è stato poi rimesso in sella, salvo doverne velocemente scendere per una condanna di primo grado per i reati di abuso d’ufficio e falso ideologico, commessi mentre ricopriva un incarico di dirigente presso la Soprintendenza di Messina

È a questo punto che, pur di compiacere costruttori e politici di assai dubbia fama, la Regione giunge ad azzerare tutti i soprintendenti, per colpirne una. Una situazione tanto grave da indurre a pensare che l’autonomia della Sicilia in fatto di Beni culturali debba finire prima possibile. A meno che non passi l’idea di Renzi: che vorrebbe importare a Roma il modello siculo, mettendo tutte le soprintendenze italiane in questa condizione. Ecco ciò che ci aspetterebbe.
Show Comments: OR