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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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venerdì 15 agosto 2014

Napoli, occupano Città della Scienza contro il premier

Mentre il Comune spazza strade e nasconde rifiuti per apparire pulito al passaggio mediatico del Principe (ai più vecchi torna alla mente il percorso di trionfante cartapesta che allietò il passaggio di Hitler e Mussolini nel 1938), qualcuno ricorda una storia di usurpazione di bene pubblico per il quale il popolo si batte dai giorni del Rinascimento napoletano. Il Mattino, 14 agosto 2014


È stato occupato ieri il cantiere di Corporea a Città della Scienza: un gruppo di manifestanti del Comitato “Una spiaggia per tutti” ha protestato contro la firma dell’accordo per la ricostruzione di Città della Scienza e la bonifica di Bagnoli, prevista per questa mattina in occasione della visita a Napoli del premier Matteo Renzi. Sulle impalcature sono stati affissi degli striscioni con le scritte: “Renzi and Co 'Stateve a Casa” e “Stop Speculazioni e privatizzazioni a Bagnoli”.    Mentre un gruppo di manifestanti si è arrampicato sulle impalcature, altre persone hanno effettuato un volantinaggio per spiegare le ragioni della protesta. “Non si può ricostruire sull’area destinata a spiaggia pubblica  - dicono Massimo Di Dato dell’Assise per Bagnoli e Domenico di Bancarotta, centro sociale poco distante dal cantiere Corporea - Città della Scienza va trasferita come prescrivono le leggi, i piani urbanistici e la delibera firmata da 13mila napoletani e approvata due anni fa dal consiglio comunale”. Tra i motivi della protesta anche le modalità della firma, che avviene alla vigilia Ferragosto cosa che, a loro avviso, avviene “senza una discussione in Consiglio, che la Giunta ci ha rifiutato”.


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