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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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VENEZIA

DAI MEDIA

mercoledì 27 agosto 2014

Lista "L'altra Europa": provo a dire la mia

«L'elemento costituente per me del nostro progetto è la lotta per "l'Altra Europa", legato alla lotta del sud Europa e alla proposta innovativa di Tsipras». L'intervento chiaro e appassionato, sui temi sollevati dall'eddytoriale 146, di uno dei principali costruttori della lista "L'altra Europa" e del suo successo

L'intervento che pubblichiamo è stato inviato alla mailing list dei militanti della lista "l'altra Europa con Tsipras", nella quale è in corso un fervido dibattito sulla prosecuzione, in Italia e in Europa, dell'azione politica iniziata in occasione delle elezioni per il Parlamento europeo.  Il titolo, i sottotitoli e i corsivi sono nostri. Altri interventi, oltre a quello di Paolo Cacciari, sono leggibili in calce all'eddytoriale n. 146.

Ho perso un po' di giorni a leggere i vari scambi (sono stato via otto giorni e sono arrivate a metà agosto 139 mail, numeri da record direi). La prima sensazione è stata di profondo spaesamento: sembra che stiamo in questa mailing list avendo fatto cose diverse, avendo lavorato a progetti diversi, insomma per caso, come se non avessimo fatto insieme un'impresa straordinaria (che non è avere preso le firme, il 4,03, ma avere messo le basi per un progetto nuovo). O come se avessimo fatto imprese diverse, o altrimenti che ci incontrassimo per la prima volta. Le lettura del contributo di Salzano e dell'intervista di Zagrebelsky mi hanno un pò chiarito le idee, e provo a dire la mia, ripartendo brevemente da quello che penso e conosco che abbiamo fatto (io conservo le mail, me le archivio, sono andato un pò a rileggerle).

Un po' di storia

Sul finire del 2013 ( quando in Italia c'era una commissione di saggi per la riforma della Costituzione e il governo Letta) viene pensata la proposta di cui io darei questa sintesi.

Quali sono gli elementi che la caratterizzano? In un quadro rivoluzionato ( questa Europa, l'attacco alle Costituzioni e al welfare state pianificato come quadro generale, la debolezza dei partiti italiani e la potenza di Renzi e di Grillo) è necessario cambiare punto di vista, uscire dal pantano italiano e riformulare una proposta ripartendo da un punto di vista generale, dal quadro dei poteri europei e dal dominio della finanza (direi con l'accetta una proposta per dare una risposta a quanto denunciato da Luciano Gallino nel suo libro La lotta di classe dopo la lotta di classe).

Una dimensione europea fondativa quindi, il cui legame con Tsipras e quello che rappresenta è essenziale. Non solo un altro punto di vista quindi, ma bensì un vero e proprio cambio di campo di gioco, reso necessario dalla marginalità in cui dopo la fiammata del 2011 eravamo ridotti, come democratici e sinistra. Marginalità dovuta forse da non avere saputo dare risposta al cambio di quadro dei poteri reali, che ormai sono extranazionali.

Quale è il punto unitario attrattivo? Una risposta democratica radicale alla crisi e all'attacco alla democrazia, alla lotta dell'alto verso il basso. 

Il punto di forza è la proposta programmatica, non la mera collocazione ( non basta stare nel mezzo tra Grillo e Renzi per prendere i voti). Una proposta caratterizzata da essere non solo lanciata ma sostenuta dalla gran parte dell'intellettualità italiana avvertita, con un programma generale di medio-lungo periodo, che parlava ad un fronte ampio (da chi aveva votato Pd a chi si era astenuto, i tanti pubblici diversi del nostro elettorato). Il tutto, con la rottura anche formale rispetto ai partiti, ha permesso di recuperare all'impegno anche per la rappresentanza molte parti della cittadinanza attiva (come scrive Salzano) che generalmente saltano le scadenze elettorali. Ed ha aperto un dibattito serio nelle forze politiche che hanno ceduto una cosa fondamentale in questo passaggio, la gestione esclusiva della rappresentanza.

A questa grande forza di elaborazione intellettuale io lego gran parte del consenso elettorale e della qualità programmatica ( lo dico perchè penso che i comitati siano stati importanti ma non sufficienti e penso che le ultime vicende stiano scatenando un anti-intellettualità che per noi può essere mortale).
Così definito il progetto è tutt'altro da  esperienze precedenti, elettorali e non elettorali, non è la rete dei movimenti modello social forum, non è la rete dei comitati di lotta, parte dall'Europa e non dal municipio, non è l'unità dei vari pezzi-soggetti della sinistra.

Sulla proposta abbiamo dimostrato una straordinaria capacità organizzativa, rileggendo le mail abbiamo fatto cose con tempi e ritmi folli senza un euro.  Su questo torno dopo.

Per me è evidente che non è mai stata una proposta per una mera lista elettorale, ma l'avvio di una proposta generale ambiziosa che fin dalla sua elaborazione superava la scadenza elettorale, andando a ridifinire un nuovo spazio politico e sociale.  Una proposta molto definita ma che abbiamo vissuto ed elaborato molto diversamente. Di largo dominio e discussione l'aspetto del"comunismo di guerra" di cui scrive Marco Revelli, molto meno - a mio parere - il profilo innovatore e costituente della proposta.

Una proposta che si è realizzata avendo la convizione di avere nelle mani nient'altro che la forza della proposta e la sensibilità politica di Tsipras. E anche lo stile politico della sua costruzione è stato nuovo, dopo il lancio " a freddo e non concordato", per fare sì che tra gennaio e febbraio tantissime storie e realtà partecipassero alla sfida c'è stata grande attenzione a non chiudere nessuna porta a nessuna storia ( bastava l'adesione al progetto),  a non fare analisi del sangue e ad ogni relazione e grande, grandissima pazienza. Insomma abbiamo fatto politica, non esiste solo il bianco e nero, ma esiste anche il processo che sposta le posizioni ( così è stato per SEL- quando leggo di un progetto debole verso SEL sorrido, su SEL siamo stati molto aggressivi e con conseguenze anche dolorose). Lo stile del nostro confronto  in questi ultimi periodi in mailing list è tutt'altro da questo, troppo spesso riemergono, anche inconsciamente, i fantasmi della nostra storia ( richiami di ordine, accuse di  tradimento, storie di provenienza).

Leggere i documenti

Vi invito ad andare a rileggere i documenti fondamentali della nostra storia
  1. http://listatsipras.eu/chi-siamo/l-appello.html l'appello iniziale
  2. i dieci punti programmatici di Tsipras
  3. le dieci differenze tra noi e gli altri  http://listatsipras.eu/chi-siamo/i-dieci-punti.html ( che personalmente considero la cosa più bella che è stata prodotta, primaria redattrice Spinelli, con la definizione più appropriata per noi " Siamo la forza politica alternativa"- che non è un partito ma è già in campo come scrive Raffaella Bolini)
  4. l'elaborazione programmatica http://listatsipras.eu/chi-siamo/programmanew.html
 Sono tutti attualissimi, c'è la necessità di aggiornarli a Renzi (che è un vero esponente dell'alto Europeo) e delle guerra, ma sono fondativi di un processo che è al primo passo. Rileggendoli sono tutti da attuare subito.  Lo dico con orgoglio, io penso di essere partecipe di un percorso che può veramente cambiare campo di gioco.

Per questo ritorno allo spasaemento di cui scrivevo inziale, le proposte avanzate e il tipo di dibattito ci riportano a proposte nobili - sottolineo nobili- che potevano essere fatte l'anno scorso - nel 2013 - in agosto. Penso che sia molto nobile lavorare alla realtà di comitati territoriali contro gli scempi ecologici, estrattivi e urbanistici, penso che sia altrettanto nobile pensare ad uno spazio di incontro dei movimenti, ma penso che quello che abbiamo messo in campo, altrettanto nobile, sia un'altra cosa.

Su questo punto, volendosi bene, dobbiamo confrontarci, quello che viene avanzato - parlando di forme - da tante persone che stimo (cito Roberta Radich a nome di tutti viste le mail odierne) mi sembra un'altra cosa rispetto al progetto che abbiamo lanciato, non ha come priorità l'Europa e i suoi poteri, ma la rete territoriale che potrebbe definire un soggetto ecologista territoriale.

L'Europa, elemento costituente

L'elemento costituente per me del nostro progetto è la lotta per l'Altra Europa, legato alla lotta del sud Europa e alla proposta innovativa di Tsipras. Se perdiamo questo si riparte  dal 2013, si può fare ma è un'altra storia. Ed è per questo che dissento da Salzano e dalla citazione forse troppo letterale di Rodotà, parlare di  l'Altra Italia (Lombardia, Toscana, Firenze etc...) è un passo indietro, la nostra dimensione è quella Europea.

Il 19 luglio è stato costruito da un comitato larghissimo in base a questa continuità di percorso, da qui alla fine del 2014 per me è prioritario attuare le proposte programmatiche che abbiamo presentato alle elezioni e fare iniziative e campagne coerenti e sviluppare un'elaborazione sul tema della soggettività politica.  Su questo vorrei essere molto chiaro: io sono per un soggetto politico NUOVO, nelle forme e nelle pratiche, ma ora noi, come ben dice Salzano, non siamo un soggetto politico e non c'è ancora una traccia e una elaborazione ( per questo confronto mi sembra pertinente il documento Orsucci Radich che, per onestà, non condivido nella sua impostazione). E, in tempi non biblici, dobbiamo decidere se e come lanciare una fase costituente, che, per un soggetto democratico, comporta una campagna di adesione, regole e selezione della dirigenza e della rappresentanza ( fare elezioni senza corpo sociale non esiste).

La costituzione dei gruppi di lavoro permanenti è per me una scelta forte su cui proseguire, da lì devono nascere le prese di posizione (anche sulle estrazioni e su Tempa  Rossa - condivido il merito non il metodo che sembra troppo legato a nostre vicende interne) e il rilancio delle nostre proposte programmatiche.

Su Renzi e Draghi, sull'intervento della Troika che stanno preparando in queste ore, abbiamo i punti più forti di alternativa del programma e parliamo di altro. In questo dobbiamo essere e fare la Forza Politica, prendere parola e azione (di cui scrive sempre Raffaella). 

La priorità del 30  [data della prossima assemblea nazionale - n.d.r.]è per me definire un'agenda forte da qui alla fine dell'anno ( io la sintetizzerei in 4 priorità: costituzione comitati referendari in vista del referendum costituzionale, dimensione sociale che prepari sia la manifestazione Fiom, da qui arrivare alla nostra manifestazione di fine anno a chiusura del semestre Renzi, costruire almeno una grande occasione di confronto intellettuale sulla fase politica e Renzi nel quadro europeo con connesso aggiornamento del documento-nostra carta d'indentità).

Farlo e farlo bene può permetterci di dire senza spocchia che siamo il progetto nazionale alternativo che sfiderà Renzi al referendum costituzionale, alla politiche, sulle politiche generali in un quadro europeo. Un progetto che non è ancora soggetto politico e che lo può diventare solo se mantiene una missione chiara e un progetto alto e non viva di sole elezioni. Con questa ambizione e prospettiva, con molto buon senso-consapevolezza delle difficoltà e conoscenza della situazione regionale, si può affrontare brillantemente anche il passaggio delle regionali nel 2014.

Sono convinto che noi esistiamo se stiamo nella lotta per l'Altra Europa, non per altro. Per me quindi il chiarimento di missione-oggetto sociale che sembra smarrito  di cui scrive Alfonso Gianni è dirimente, fatto quello l'organizzazione (che tanto sembra preoccupare) è conseguente e facile, ritorno a dire che abbiamo avuto capacità organizzative straordinarie.  Su questo sono laico, penso che potrebbe funzionare in coordinamento operativo (che starà al massimo in piedi 3 mesi) di chi segue le varie attività che definiremo e da un gruppo di coordinamento di ogni singolo gruppo di lavoro permanente. Il passaggio dirimente sulle nostra forma e sulle grandi scelte (avvio fase costuituente?)  per me dovrà essere la prossima assemblea ( il 19 luglio si era detto che sarebbe stato il punto-tema della prossima assemblea che chiude il 2014 e prepara il 2015) e non vedo elementi perchè non lo sia.

Io sono quindi per continuare sull'impostazione da cui siamo partiti nello scorso inverno e che ci ha portato al 19 luglio, trovando tutte le forme organizzative adatte. Lo dico per convinzione e orgoglio -  riuso volutamente questo termine - di quello che abbiamo fatto.

Volevo scrivere poco  e con poca passione ma non ci sono riuscito.

NOTA: non ho volutamente parlato del gruppo parlamentare, con i parlamentari stiamo diventando ossessivi (si parla e si scrive solo di loro), faranno benissimo il loro lavoro, aiutiamoli ma non soffochiamoli e giudichiamo ogni 24 ore, facciamoli lavorare nelle modalità di cui scrive Salzano
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