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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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mercoledì 20 agosto 2014

Austerità, «una svolta è possibile»

C'è chi spera ancora nel cambiamento di Matteo Renzi: scrive Laura Pennacchi nell'intervista a Massimo Franchi: «Dopo le europee Renzi aveva parlato della necessità di un piano keynesiano. Ora può benissimo farlo, invece di raccattare quattro spicci dai soliti noti. I referendum possono essere un primo passo». Il manifesto, 20 agosto 2014

«Renzi dopo il suc­cesso alle euro­pee parlò di piano key­ne­siano. Dob­biamo dar­gli cre­dito, facen­do­gli però notare tutte le incoe­renze del suo agire. Con l’Europa invece biso­gna pro­prio cam­biare strada, le cose stanno andando così male e cam­biando così in fretta che una svolta nel modello di svi­luppo è tutt’altro che un’utopia e i refe­ren­dum con­tro l’austerità pos­sono essere il primo passo». Laura Pen­nac­chi, respon­sa­bile del Forum eco­no­mia della Cgil, sot­to­se­gre­ta­ria al Tesoro con Prodi, riflette con «otti­mi­smo» sulle indi­scre­zioni sulla mano­vra che arri­verà in con­tem­po­ra­nea con la sca­denza della rac­colta delle 500mila firme per modi­fi­care le norme ita­liane su Fiscal com­pact e pareg­gio di bilancio.

Nei tanti piani che ad ago­sto si affib­biano al governo spunta un con­tri­buto di soli­da­rietà per le pen­sioni più alte. Come lo giudica?

Potrebbe essere un’idea giu­sta se si appli­casse l’indirizzo che sug­gerì la Corte quando dichiarò inco­sti­tu­zio­nali prov­ve­di­menti simili dei governi Ber­lu­sconi e Monti: il pre­lievo deve essere su tutti i red­diti, non solo su quelli da pen­sione. Se si deci­desse di chie­dere un con­tri­buto di soli­da­rietà pro­gres­sivo che col­pisse anche i red­diti scan­da­losi dei mana­ger pub­blici e pri­vati si potrebbe otte­nere una cifra cospi­cua da uti­liz­zare per ridurre la disu­gua­glianza, che vede il nostro Paese al secondo posto nell’indice inter­na­zio­nale che la misura, die­tro solo agli Stati Uniti.

Il governo pare invece voler uti­liz­zare i pro­venti delle sole pen­sioni e mira a col­pire soprat­tutto coloro che hanno un asse­gno cal­co­lato col metodo retri­bu­tivo, ormai con­si­de­rati da tutti dei privilegiati.

Indub­bia­mente c’è una dif­fe­renza forte tra chi è andato in pen­sione col retri­bu­tivo e chi ci va ora. Ma una misura del genere col­pi­rebbe soprat­tutto i lavo­ra­tori auto­nomi che fino al 1990 paga­vano solo il 10% dei con­tri­buti: il rical­colo por­te­rebbe a tagli stra­to­sfe­rici dei loro asse­gni. Per la fina­lità dei pro­venti del con­tri­buto di soli­da­rietà invece io pro­pendo per inve­sti­menti pub­blici che creino lavoro, la vera emer­genza. Quando pre­sen­tammo i refe­ren­dum alla Camera, un son­dag­gio con­dotto da Nicola Pie­poli mostrò come il 70% degli ita­liani era dispo­sto a un con­tri­buto di soli­da­rietà da mille a 5 mila euro se fosse ser­vito per dare lavoro ai gio­vani. Per que­sto dico che avendo un’ambizione quasi rivo­lu­zio­na­ria il governo dovrebbe per­cor­rere que­sta strada e non rac­cat­tare quat­tro spicci dai soliti noti col­pendo le pen­sioni medie.

Quale sarebbe una soglia accet­ta­bile per que­sto contributo?

I 90mila euro annui sono pari a 3.500 al mese, un livello accet­ta­bile per ini­ziare a discu­tere, soprat­tutto per­ché sarebbe un inter­vento pro­gres­sivo che col­pi­rebbe i più ricchi.

Lei crede che Mat­teo Renzi abbia la forza poli­tica per por­tare avanti un piano del genere? Alfano non gri­de­rebbe alla “patrimoniale”?

Non si trat­te­rebbe di una patri­mo­niale, ma di un con­tri­buto di soli­da­rietà. La Corte costi­tu­zio­nale lo ha quasi auspi­cato nelle moti­va­zioni della sen­tenza. Dopo il suc­cesso alle euro­pee Renzi ha par­lato di neces­sità di “un inter­vento key­ne­siano” e quindi penso che potrebbe benis­simo farlo. Anzi, dob­biamo spro­narlo. Con­te­stan­dolo però dura­mente quando ad esem­pio non rilan­cia la poli­tica indu­striale pun­tando solo sulle privatizzazioni.

In paral­lelo poi il governo pare trat­tare con la nuova Com­mis­sione euro­pea mar­gini sul rien­tro dal defi­cit. Potrà bastare per avere una Legge di sta­bi­lità non recessiva?

C’è ben altro da met­tere in gioco con la Com­mis­sione rispetto alle pic­cole modi­fi­che dei para­me­tri. Ma le cose stanno andando così male — l’intera area Euro è in sta­gna­zione con una cre­scita nel 2014 sti­mata sotto l’1% — e stanno cam­biando così velo­ce­mente — anche la loco­mo­tiva Ger­ma­nia è in obiet­tiva dif­fi­coltà — che ci sono tutte le con­di­zioni per met­tere in sof­fitta il fal­li­mento delle poli­ti­che ottuse e miopi di auste­rità e rilan­ciare l’intervento pub­blico. Par­tendo, come hanno chie­sto prima Visco e poi Dra­ghi, dagli inve­sti­menti per l’occupazione: c’è un enorme liqui­dità che non si tra­muta in inve­sti­menti. Un risul­tato che pos­sono rag­giun­gere solo le isti­tu­zioni pub­bli­che usando la leva pub­blica. Serve una rivo­lu­zione cul­tu­rale e per que­sto i nostri refe­ren­dum pos­sono essere un punto di svolta, a par­tire dal rag­giun­gi­mento delle 500mila firme entro settembre.

Sem­bra otti­mi­sta sul futuro eco­no­mico del continente…

Dob­biamo essere otti­mi­sti, la situa­zione è tale da darci pos­si­bi­lità infi­nite di cam­bia­mento. Karl Polany era spie­tato nel descri­vere i pro­blemi del capi­ta­li­smo, ma non meno spe­ran­zoso di poterlo cambiare.

A pro­po­sito di refe­ren­dum: molti a sini­stra hanno storto la bocca leg­gendo il nome di Mario Bal­das­sarri, vice­mi­ni­stro dell’Economia con Ber­lu­sconi, nel comi­tato pro­mo­tore, o l’adesione di Fra­telli d’Italia.

I refe­ren­dum sono uno stru­mento largo per loro natura. Chiun­que appoggi le idee alla base dei que­siti è il ben­ve­nuto in que­sta bat­ta­glia. Le boc­che storte mi sem­brano una pru­de­rie tipica di una sini­stra che col­tiva una purezza sterile.
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