responsive_m

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Gli incendi nella foresta amazzonica, baluardo vitale della biodiversità, contro i cambiamenti climatici e per la sopravvivenza di 30 milioni di persone, quest'anno sono aumentati dell'83% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Bolsonaro ha ripetutamente affermato che il suo paese dovrebbe aprire l'Amazzonia agli interessi commerciali, per consentire alle aziende minerarie, agricole di sfruttare le sue risorse naturali. La distruzione della parte brasiliana della foresta è notevolmente incrementata sotto il nuovo presidente. Nei primi 11 mesi, la deforestazione aveva già raggiunto i 4.565 km quadrati, con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. (i.b.)

INVERTIRE LA ROTTA

CONTRORIFORMA URBANISTICA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

sabato 26 luglio 2014

Piano casa e piano alberghi

Schizofrenie renzusconiane: proclamano che bisogna promuovere il turismo, asservendogli anche la cultura, e incentivano la trasformazione della ricettività alberghiera nella residenzialità di lusso. L'unica regola è fare affari: è questo lo slogan sempre più vincente. Carteinregola online, 25 luglio 2014

Come è diventata ormai pratica consolidata, anche nel decreto legge 91/2014 (competitività) che oggi è stato approvato al Senato con la fiducia, a quanto pare è stato inserito un articolo – 18 bis – che dovrebbe far contento qualcuno, in questo caso gli albergatori, che potranno traformare in appartamenti il 40% della superficie degli hotel

A leggere il primo comma (1), si tratta di un’iniziativa apparentemente innocente, che intende introdurre e regolamentare i “condhotel”, che però pochi sanno effettivamente cosa sono. Ecco come il quotidiano on line affaritaliani.it descrive il primo “condhotel“ aperto in Italia, a Milano: “il nuovo Hotel Ramada Plaza Milano, costruito nell’area che ospitava in passato una fabbrica di componenti per aerei, attraverso il marchio HouseHotel metterà in vendita 96 appartamenti di varie tipologie, dal monolocale di 43 mq all’attico di 245 mq, arredati e corredati, e, acquistando l’opzione Gold, si avranno anche biancheria “luxury”, macchina da caffè Nespresso, dotazione tecnologica Apple e abbonamento a Sky. Ma il vero plus della formula “condohotel”, lanciata con il claim “Questa casa E’ un albergo”, è la possibilità di usufruire dei servizi dell’hotel: portineria 24 ore su 24, vigilanza con controllo degli ingressi degli appartamenti, accesso alla spa e al centro benessere, palestra, bar, ristorante e concierge”

In pratica si tratta di alberghi e residences che vengono trasformati in appartamenti da mettere in vendita o affittare, e comunque non più destinati al turismo. Se poi qualcuno avesse ancora qualche dubbio, basta che legga il secondo comma, laddove si precisa che “in caso di interventi edilizi sugli esercizi alberghieri esistenti, limitatamente alla realizzazione della quota delle unità abitative a destinazione residenziale prevista dal precedente comma, venga rimosso automaticamente il vincolo di destinazione alberghiera di cui all’articolo 8 della legge 17 maggio 1983, n. 217”(2).

L’ennesimo provvedimento edilizio infilato alla chetichella, questa volta dal governo (dal ministro Lupi?), che permette agli albergatori di trasformare il 40% degli hotel e delle pensioni in abitazioni, senza neanche cercare di attenuare con qualche foglia di fico linguistica tipo “rigenerazione” o “riduzione del consumo energetico”, ma con una semplice esigenza di “riqualificazione”. Nessun “paletto” che sottoponga il provvedimento ai criteri stabiliti dai piani regolatori (in effetti, dopo il Piano casa del Lazio, a che servono i piani regolatori?), quindi niente standard obbligatori come i parcheggi, i servizi e il verde per i nuovi abitanti.

E meno male che si ripete come un mantra che il nostro Paese dovrebbe valorizzare la sua vocazione turistica…(per chi non lo sapesse: a Roma vengono meno turisti che a Parigi e anche a Berlino). E anche a volerla mettere solo sul piano economico, un albergo è un’attività che dà lavoro a tante persone, una casa è – per sua natura – immobile…

Post scriptum: l’unica possibilità – se non di salvezza, di correzione – è affidata alle Regioni e alle Autonomie Locali che devono definire “un’intesa” per stabilire le “condizioni di esercizio dei condhotel”. Contiamo quindi sul buon senso dei presidenti e degli assessori all’urbanistica regionali per rispedire al mittente questo ennesimo tentativo di cancellare la pianificazione pubblica a favore del farwest privato


(1)Decreto-legge competitività. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’emendamento sostitutivo del ddl n. 1541 di conversione in legge del decreto-legge n. 91 in materia di competitività; il provvedimento è stato incardinato nella seduta pomeridiana del 24 luglio. Dopo le dichiarazioni di voto, la chiama è prevista per le ore 16 circa. Ecco L’emendamento del Governo: «Dopo l’articolo 18 è aggiunto il seguente:
Art.18-bis.
(Misure a favore della riqualificazione degli esercizi alberghieri composti da una o più unità immobiliari)
Show Comments: OR