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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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VENEZIA

DAI MEDIA

domenica 20 luglio 2014

A piccoli passi verso l’Altra Europa

«Nell’affollata assem­blea nazio­nale tenuta ieri al tea­tro Vit­to­ria di Roma, più di 500 per­sone hanno cer­cato di svi­lup­pare un metodo dif­fi­cile basato sul con­senso e sulle solu­zioni con­di­vise, più che su quello basato su una "testa, un voto"». Il manifesto, 20 luglio 2014 con postilla

Anni di con­tra­sti non si can­cel­lano con un colpo di spu­gna. In un tempo ragio­ne­vole, ma non breve, Sini­stra Eco­lo­gia e Libertà e Rifon­da­zione Comu­ni­sta, le asso­cia­zioni e i gruppi che com­pon­gono l’«Altra Europa con Tsi­pras» stanno cer­cando di fare tesoro delle dif­fe­renze e delle debo­lezze di tutti.

Nell’affollata assem­blea nazio­nale tenuta ieri al tea­tro Vit­to­ria di Roma, più di 500 per­sone hanno cer­cato di svi­lup­pare un metodo dif­fi­cile basato sul con­senso e sulle solu­zioni con­di­vise, più che su quello basato su «una testa, un voto».

Gli equi­li­bri restano pre­cari e rischiano di creare pre­ci­pi­ta­zioni in vista delle pros­sime ele­zioni regio­nali in Cala­bria e in Emi­lia Roma­gna, dove si voterà a novem­bre e i par­titi della sini­stra con i Verdi e il Pd sono stati in mag­gio­ranza negli ultimi cin­que anni. O in Puglia dove, ad un anno dalla sca­denza del man­dato da gover­na­tore di Nichi Ven­dola, il pre­si­dente della giunta per le ele­zioni del senato Dario Ste­fàno (Sel) ha uffi­cia­liz­zato la sua can­di­da­tura alle pri­ma­rie del centro-sinistra, agi­tando le acque tra le com­po­nenti dell’Altra Europa favo­re­voli ad una con­sul­ta­zione della base prima di defi­nire le alleanze.

Allearsi, o meno, local­mente con il par­tito demo­cra­tico di Renzi [su eddyburg lo definiamo il PMR- n.d.r] può essere un boc­cone indi­ge­sto per la lista Tsi­pras, un ’espe­rienza che ha fatto dell’anti-renzismo, della lotta con­tro l’austerità e con­tro quello che Marco Revelli defi­ni­sce il «popu­li­smo dall’alto», ban­diere da sven­to­lare in Ita­lia e in Europa con­tro le lar­ghe intese tra popo­lari e socialisti.

Il posi­zio­na­mento elet­to­rale non è l’unico pro­blema dell’Altra Europa con Tsi­pras, ma può con­di­zio­nare la cre­di­bi­lità della sua pro­po­sta poli­tica. Lo sdop­pia­mento delle alleanze alle ultime regio­nali in Pie­monte e in Abruzzo dove Sel si è alleata con il Pd men­tre dava indi­ca­zioni di voto per Tsi­pras alle Euro­pee ha pena­liz­zato il risul­tato della lista. Lo stesso pro­blema è tor­nato a galla nei gruppi di lavoro che, nel pome­rig­gio di ieri, hanno affron­tato le que­stioni orga­niz­za­tive e programmatiche.

Le posi­zioni in campo sono almeno due: quella più netta «mai con il Pd» soste­nuta in un docu­mento pro­mosso dal can­di­dato alle euro­pee Dome­nico Fini­guerra e quella, più sfu­mata, pro­po­sta da Eleo­nora Forenza (Prc) sulle con­sul­ta­zioni ter­ri­to­riali con la base prima di sta­bi­lire le alleanze. Per l’eurodeputata la que­stione è sostan­ziale: «Sono le alleanze sociali a defi­nire il posi­zio­na­mento poli­tico, non vice­versa. Se can­didi tre atti­vi­sti No Tav, è dif­fi­cile allearsi con il Pd che difende il Tav». Il rischio è quello di fare spa­rire il ten­ta­tivo uni­ta­rio che ha con­trad­di­stinto l’Altra Europa.

Al momento, non c’è in que­sto spa­zio poli­tico un livello deci­sio­nale rico­no­sciuto capace di diri­mere la que­stione. Nel corso dei lavori del pome­rig­gio, Paolo Cento (Sel) ha soste­nuto che «l’assemblea nazio­nale dell’Altra Europa non ha titolo per deci­dere sulle alleanze alle regio­nali ed è pre­fe­ri­bile lasciare deci­dere i ter­ri­tori». La discus­sione resta aperta alla pos­si­bi­lità di spe­ri­men­tare alleanze con le liste civi­che sul modello della «rete delle città soli­dali» che ha avuto una buona affer­ma­zione in città come Pisa.

È stata così pro­spet­tata una solu­zione inter­lo­cu­to­ria: creare una con­sul­ta­zione nei ter­ri­tori prima di defi­nire una col­lo­ca­zione poli­tica, abban­do­nando il per­corso ver­ti­ci­stico che ha con­trad­di­stinto la lista fino ad oggi. «Le ammi­ni­stra­tive restano un pro­blema anche per Syriza – ha rico­no­sciuto Mas­simo Torelli di Alba – Anche se è il primo par­tito in Gre­cia, alle ultime ele­zioni non è riu­scita ad affer­marsi in due regioni impor­tanti per­ché alcuni com­po­nenti della sua rete hanno pre­fe­rito altre alleanze. Il modello poli­tico adot­tato a livello nazio­nale è dif­fi­cile da espor­tare sul piano locale in Gre­cia come in Italia».

Il dilemma non è solo tat­tico, ma poli­tico. E mette in discus­sione la recente sto­ria della «sini­stra radi­cale». Bar­bara Spi­nelli ne è con­sa­pe­vole. «Rischiamo di restare pri­gio­nieri di una sin­drome che può creare divi­sioni — afferma l’eurodeputata — Non ci sal­ve­remo se ci con­cen­triamo solo sulle ele­zioni. La nostra forza nascerà da un pro­gramma incen­trato su un “New Deal” della demo­cra­zia, della cul­tura e del lavoro in Ita­lia e in Europa e non dalla col­lo­ca­zione elet­to­rale. Se non ci riu­sci­remo alle regio­nali, saremo pronti per le poli­ti­che. Non divi­dia­moci sulle regio­nali quando un sog­getto poli­tico ancora non c’è».

San­dro Medici, già can­di­dato alle euro­pee, vede una «reti­cenza» sulle forme orga­niz­za­tive da dare all’Altra Europa: «Andiamo avanti per appros­si­ma­zioni suc­ces­sive — afferma — ma l’incastro è dif­fi­cile. Se spingi sul pedale dell’opposizione, si pos­sono creare divi­sioni. E quindi c’è chi non vuole ini­ziare divi­den­dosi. È sem­pre pos­si­bile che, alla lunga, que­sto pro­cesso por­terà ad una niti­dezza, ma per il momento si gal­leg­gia. Siamo in una situa­zione tra­gica: la sini­stra è irri­le­vante men­tre cre­sce la povertà, la disoc­cu­pa­zione e la repres­sione». L’urgenza è uscire da que­sto incantesimo.

«La dif­fe­renza si fa sulle pra­ti­che e non sulla tat­tica. Solo così è pos­si­bile recu­pe­rare la cre­di­bi­lità che a mio avviso è stata persa quando Spi­nelli non ha man­te­nuto l’impegno di lasciare il seg­gio a Bru­xel­les dopo l’elezione» sostiene Luca Spa­don che par­te­cipa alla cam­pa­gna Act! lan­ciata da stu­denti e pre­cari della lista Tsi­pras. La pro­spet­tiva dell’Altra Europa dovrebbe essere quella di «farsi lie­vito» e «mol­ti­pli­ca­tore» dei comi­tati poli­tici esi­stenti e delle istanze dei movi­menti che «oggi ci guar­dano con dif­fi­denza o si rivol­gono al movi­mento 5 Stelle» sostiene Finiguerra.

È fitta l’agenda in vista dell’autunno.L’Altra Europa si schie­rerà in molte mani­fe­sta­zioni di oppo­si­zione al governo. Il momento «clou» sarà un cor­teo pro­gram­mato a Roma il 13 dicem­bre. Si andrà in piazza il 18 otto­bre con la Fiom, il 14 novem­bre con gli stu­denti con­tro il «Jobs Act» Renzi-Poletti. Gior­gio Cre­ma­schi, dell’associazione Ross@, ha invi­tato l’Altra Europa a par­te­ci­pare all’assemblea di fine set­tem­bre che pro­se­guirà il «con­tro­se­me­stre popo­lare» a cui par­te­cipa un ampio car­tello di sin­da­cati di base, par­titi e gruppi della sinistra.

L’assemblea di ieri ha deciso l’allargamento dell’attuale coor­di­na­mento for­mato da 44 per­sone ai mem­bri dei comi­tati ter­ri­to­riali. Que­sto gruppo esteso coor­di­nerà le atti­vità fino a set­tem­bre. Ver­ranno eletti por­ta­voce locali che rispet­te­ranno la parità di genere. Per quelli nazio­nali si vedrà nelle pros­sime set­ti­mane. Un nuovo incon­tro nazio­nale dell’Altra Europa verrà fis­sato a novembre.


postilla.
A mio parere la direzione di marcia deve essere la rinuncia alle molteplici identità, ieri aggregate nella lista "con Tsipras", e la costruzione di un nuovo soggetto politico caratterizzato da una nuova identità (ideale,  sociale strategica, programmatica, organizzativa). La base della nuova identità è rinvenibile nei documenti su cui è nata la lista "con Tsipras". Senza nascondersi i problemi del transito, né le sue difficoltà, le incertezze e gli errori che potranno compiersi, non vedo altre strade. Il rischio di ripetere i fallimenti  storici delle sinistre italiane e i tentativi rivelatisi velleitari dei movimenti sociali è molto elevato. 
La fine della centralità della classe operaia e l'individuazione del nuovo soggetto sociale da assumere come riferimento di classe è forse la direzione nella quale le intelligenze devono lavorare di più. "Cercare ancora", diceva ieri Claudio Napoleoni e ripete oggi Marco Revelli.
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