responsive_m

Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

INVERTIRE LA ROTTA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

giovedì 19 giugno 2014

Stop a Consorzio e concessione unica

«È quanto chiede al Governo la sezione veneziana di Italia Nostra che ha convocato ieri a Roma un incontro-stampa sul tema "Mose, malaffare, che fare?", proprio per fare il punto della situazione dal fronte dell’associazione ambientalista che da anni si batte contro la realizzazione dell’opera». Il Gazzettino, 19 giugno 2014



VENEZIA Lo scioglimento del Consorzio Venezia Nuova e la fine del concessionario unico per le opere di salvaguardia in laguna. Una moratoria dei cantieri in corso. La nomina di una commissione d’indagine di esperti «terzi» che valuti lo stato effettivo dei lavori del Mose e anche il modo in cui essa sta venendo realizzata, esaminando anche le possibili criticità - dal funzionamento delle cerniere all’uso dei materiali - già emerse in alcune occasioni. Perché il sospetto è che se numerose irregolarità sono state commesse nell’uso dei fondi per la realizzazione dell’opera - come sta accertando l’inchiesta in corso della Procura veneziana - questo possa essere avvenuto anche per quanto riguarda aspetti tecnici e uso dei materiali legati al progetto di dighe mobili. 

È quanto chiede al Governo la sezione veneziana di Italia Nostra che ha convocato ieri a Roma un incontro-stampa sul tema «Mose, malaffare, che fare?», proprio per fare il punto della situazione dal fronte dell’associazione ambientalista che da anni si batte contro la realizzazione dell’opera. Era presente il presidente Lidia Fersuoch, il consigliere Cristiano Gasparetto ed esperti come Andreina Zitelli, Luigi D’Alpaos e Armando Danella, che da anni seguono la questione Mose. Perplessità sono state invece espresse da Italia Nostra riguardo allo scioglimento del Magistrato alle Acque disposto dal Governo dopo l’inchiesta Mose, perchè uomini e strutture che lo componevano sono rimasti gli stessi, assegnato al Provveditorato alle Opere Pubbliche, mentre è sull’organizzazione del lavoro e non sulla soppressione di un’antica istituzione che andrebbero accesi i fari. 

Per quanto riguarda inoltre la gestione della laguna e del suo territorio, si chiede inoltre il passaggio di competenze dal Ministero delle Infrastrutture e quelli dei Beni Culturali e dell’Ambiente e un ruolo riconosciuto del Comune di Venezia e degli altri Comuni di gronda nella gestione delle opere che li riguardano. Chiesta anche una revisione del progetto Mose, che non garantisce la reversibilità prevista dalla legge. Annunciata anche la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale e sottolineato come l’Unesco,, nel convegno mondiale in corso a Doha abbia dato allo SAtato italiano tempo fino al 2016 per risolvere le criticità di Venezia: dal passaggio delle grandi navi in laguna ai flussi turistici incontrollati.(e.t.)
Show Comments: OR