responsive_m

23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

INVERTIRE LA ROTTA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

VENEZIA

DAI MEDIA

giovedì 19 giugno 2014

Stop a Consorzio e concessione unica

«È quanto chiede al Governo la sezione veneziana di Italia Nostra che ha convocato ieri a Roma un incontro-stampa sul tema "Mose, malaffare, che fare?", proprio per fare il punto della situazione dal fronte dell’associazione ambientalista che da anni si batte contro la realizzazione dell’opera». Il Gazzettino, 19 giugno 2014



VENEZIA Lo scioglimento del Consorzio Venezia Nuova e la fine del concessionario unico per le opere di salvaguardia in laguna. Una moratoria dei cantieri in corso. La nomina di una commissione d’indagine di esperti «terzi» che valuti lo stato effettivo dei lavori del Mose e anche il modo in cui essa sta venendo realizzata, esaminando anche le possibili criticità - dal funzionamento delle cerniere all’uso dei materiali - già emerse in alcune occasioni. Perché il sospetto è che se numerose irregolarità sono state commesse nell’uso dei fondi per la realizzazione dell’opera - come sta accertando l’inchiesta in corso della Procura veneziana - questo possa essere avvenuto anche per quanto riguarda aspetti tecnici e uso dei materiali legati al progetto di dighe mobili. 

È quanto chiede al Governo la sezione veneziana di Italia Nostra che ha convocato ieri a Roma un incontro-stampa sul tema «Mose, malaffare, che fare?», proprio per fare il punto della situazione dal fronte dell’associazione ambientalista che da anni si batte contro la realizzazione dell’opera. Era presente il presidente Lidia Fersuoch, il consigliere Cristiano Gasparetto ed esperti come Andreina Zitelli, Luigi D’Alpaos e Armando Danella, che da anni seguono la questione Mose. Perplessità sono state invece espresse da Italia Nostra riguardo allo scioglimento del Magistrato alle Acque disposto dal Governo dopo l’inchiesta Mose, perchè uomini e strutture che lo componevano sono rimasti gli stessi, assegnato al Provveditorato alle Opere Pubbliche, mentre è sull’organizzazione del lavoro e non sulla soppressione di un’antica istituzione che andrebbero accesi i fari. 

Per quanto riguarda inoltre la gestione della laguna e del suo territorio, si chiede inoltre il passaggio di competenze dal Ministero delle Infrastrutture e quelli dei Beni Culturali e dell’Ambiente e un ruolo riconosciuto del Comune di Venezia e degli altri Comuni di gronda nella gestione delle opere che li riguardano. Chiesta anche una revisione del progetto Mose, che non garantisce la reversibilità prevista dalla legge. Annunciata anche la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale e sottolineato come l’Unesco,, nel convegno mondiale in corso a Doha abbia dato allo SAtato italiano tempo fino al 2016 per risolvere le criticità di Venezia: dal passaggio delle grandi navi in laguna ai flussi turistici incontrollati.(e.t.)
Show Comments: OR