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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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domenica 22 giugno 2014

Rotoliamoci nel fango

Da un lato, gli avanzi di quello che fu il PCI di Gramsci Togliatti Longo Berlinguer e di quella che fu la DC di Sturzo De Gasperi Dossetti Moro, trascinati da un guitto di paese,  concordano con Berlusconi e Caldaroli su un Parlamento non eletto dai cittadini i cui membri sono sciolti da ogni legge (impuniti).
Dall’altro lato le possibili alternative frammentate, rissose, avvelenate dai personalismi individuali o di parrocchia.
Se è così, non c’è speranza nella politica. La speranza potrà rifiorire fra qualche decennio. Attrezziamoci a resistere e ad aspettare 
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