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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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sabato 21 giugno 2014

L'amaca

Intanto, dall'altra parte, scivolano sempre più nel gorgo della vergogna. Sperare diventa sempre più difficile. La Repubblica, 21 giugno 2014

Si pensava che, se Lista Tsipras avesse ottenuto il quorum, la sinistra radicale avrebbe brindato allo scampato pericolo e si sarebbe compattata nella sua nuova formula; e che solo in caso di mancato quorum si sarebbe ancora una volta disfatta. Ma questa si chiama sottovalutazione: la sinistra radicale non obbedisce a regole così banali. A sfasciarsi dopo una sconfitta sono capaci tutti: il difficile è sfasciarsi dopo una vittoria, e “la difficoltà della sfida”, come sa chiunque abbia dimestichezza con quelle assemblee, quelle riunioni, quelle care e complicate persone, è uno dei cliché più amati dalla sinistra in genere e dalla sinistra radicale in special modo. È curioso dover constatare che la sinistra, che per statuto dovrebbe avere spirito collettivo, è invece collezionista inimitabile di scissioni, liti, fuoruscite, anatemi reciproci, e lo è con una pervicacia che non conosce stanchezza. Lo è anche — questo va detto — con evidente disinteresse: nel senso che non ne trae mai vantaggio o lucro, solo danni irreparabili. Ora si attende di sapere quali nuove aggregazioni siano in vista, in modo da poter prevedere per tempo le nuove scissioni.


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