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8 GIUGNO: MAI PIU'

8 GIUGNO: MAI PIU'
Dopo l'incidente di domenica mattina, nel quale una gigantesca nave da crociera ha investito un' imbarcazione e si è schiantata contro la riva, è stata indetta una manifestazione contro le grandi navi in Laguna. E' dal 2006 che A Venezia ci si oppone a questi mostri d'acciaio, pericolosi, inquinanti, devastanti. Non mancherebbero provvedimenti ai quali appellarsi per tenere fuori le navi, ma le istituzioni non esercitano i loro poteri, colluse come sono con gli interessi economici dominanti. Domani tutti alle Zattere, ore 16.00, anche se il prefetto ha negato il permesso di concludere il corteo a Piazza San Marco, luogo aperto a tutti i turisti e mercanti ma non a chi protesta! (a.b.)

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sabato 21 giugno 2014

«Fermate le grandi navi» l’Unesco scrive al governo

«Nel 2016 Venezia rischia di essere cancellata dai siti «Patrimonio dell’Umanità». «Occorre prendere provvedimenti al più presto per difendere la città lagunare anche dalle altre grandi opere che la minacciano e dalla pressione turistica sempre più forte».  La Nuova Venezia, 21 giugno 2014

VENEZIA «Stop alle grandi navi in laguna da gennaio 2016. Altrimenti Venezia rischia di essere cancellata dai siti mondiali dell’Unesco Patrimonio dell’Umanità». L’avvertimento è stato inviato al governo sotto forma di «raccomandazione», firmata dal World Heritage committee riunito a Doha in Qatar. L’organizzazione mondiale delle Nazioni unite che si occupa di siti da proteggere ricorda come il traffico di navi troppo grandi provochi problemi alla laguna e anche alle rive e ai palazzi della città. «Dunque», si legge nella lettera, «occorre prendere provvedimenti al più presto per difendere la città lagunare anche dalle altre grandi opere che la minacciano e dalla pressione turistica sempre più forte». 

Un’iniziativa che ha riscosso il plauso di Italia Nostra e delle associazioni ambientaliste. Che invece preoccupa il Porto. «Ho letto che le navi spostano sedimenti in laguna centrale», dice il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, «in realtà non è così». Costa annuncia anche di aver inviato una lettera al governo chiedendo lumi. «Il 30 giugno le compagnie americane annunciano il programma per il prossimo anno», dice Costa, «e già in febbraio ci hanno comunicato che in assenza di alternative chiare sceglieranno altri porti. Per la città potrebbe essere un danno enorme». Sul tavolo ci sono da mesi i progetti alternativi per il passaggio delle grandi navi davanti a San Marco.

Dibattito intenso, che adesso per l’uscita di scena del sindaco Orsoni e della giunta dimissionaria si svolge con un protagonista in meno. L’ipotesi sostenuta dal Comune era quella di deviare le grandi navi a Marghera. Quella del Porto invece di scavare il nuovo canale Contorta-Sant’Angelo per far arrivare le navi in Marittima dalla bocca di Lido e non più da San Nicolò. Ci sono anche le proposte di Cesare De Piccoli (e della società genovese Duferco) per spostare il nuovo terminal passeggeri a San Nicolò, davanti all’isola artificiale del Mose. Stesso luogo individuato da Luciano Claut, assessore grillino della giunta di Mira, e Stefano Boato. Progetti che, per volontà del Senato, dovranno essere comparati e sottoposti alla Valutazione di Impatto ambientale. 

Il ciclone Mose e l’inchiesta che ha portato in carcere 35 persone ha un po’ oscurato l’argomento Grandi navi. Ma la tensione è alta. La settimana prossima si riuniscono anche i comitati “No Grandi Navi laguna bene comune” per ricordare al governo che non può essere usato il «sistema Mose». Alberto Vitucci ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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