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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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martedì 20 maggio 2014

Pugni chiusi e toni soft il tour in treno di Tsipras “Renzi imita la destra”

Eccezionale! Il giornale fondato da Eugenio Scalfari scopre che alle elezioni europee partecipa anche Alexis Tsipras, e non solo Renzi e Grillo. E si accorge perfino che il leader della lista europea "L'altra Europa" non è trinariciuto. La Repubblica, 20 maggio 2014

Gli studenti della Statale a Milano, gli operai senza lavoro a Torino e il bagno di folla e musica in piazza Maggiore a Bologna. Per un giorno Alexis Tsipras è stato, anche fisicamente, il leader della sinistra italiana. Si è mosso - sempre in treno - come un capo nostrano scortato dalle sue truppe. Foto ricordo, autografi, pugni chiusi. 24 ore per dire che “L’altra Europa”, quella che non strangola i cittadini con le politiche cieche di austerity, è possibile. Ha 39 anni, è greco, parla inglese. E’ moderato nel linguaggio (ma solo i toni), sorridente, anche ironico. Per esempio quando gli chiedono se la buona affermazione in Grecia di Syriza, il suo partito, può far da volano alle sorti meno entusiasmanti della sinistra italiana. Lui risponde: «Una faccia una razza». Se Atene si tira su, può succedere anche a Roma.

Nel corso di tutta la campagna elettorale in tanti hanno pronunciato il suo nome senza conoscerlo. Ieri terza missione in Italia, l’ultima prima del voto. Eccolo il candidato presidente alla commissione europea. Parla a Milano, davanti alla Statale. E spiega che lui non è Grillo, non vuole la distruzione dell’euro: «L’euro è uno strumento per cambiare le nostre vite, una moneta comune in un’Europa in cui non ci devono essere proprietari e inquilini». Dice: «Non ho i capelli e la barba di Grillo». Cioè sono diverso: «Non basta urlare, denunciare, bisogna avere proposte alternative. Per essere credibili i 5 Stelle dovrebbero fare alleanze sociali più vaste». La politica è una cosa seria, insinua Alexis, che qualcuno ha definito Davide contro Golia. Non bisogna interpretare queste elezioni — avverte — come «un derby Renzi/Grillo»: «Qui si tratta di cambiare gli equilibri dell’Europa, di uscire da politiche che hanno distrutto il welfare, creato milioni di senza lavoro, ucciso le speranze dei giovani». Ci vuole un nuovo inizio, «un New Deal europeo». Magari anche una legislazione contro la corruzione: «Da voi l’Expo, da noi le Olimpiadi di Atene nel 2004». Una faccia, una razza.

Si fermano ad ascoltarlo. Scusi chi è quello? «E’ Tsipras, della Lista Tsipras». Ah, ecco. Fa una buona impressione alle signore: «Sembra Banderas». E conquista i vecchi compagni che si mescolano agli studenti quando se ne va dalla piazza alzando il pugno chiuso. Tsipras che non le manda a dire a Renzi: «Il suo Pd ha applicato le politiche proposte dalla destra popolare e dopo le elezioni potrebbe accordarsi con Berlusconi, il che non è buono per il popolo italiano». Tsipras che, però, non è affatto trinariciuto, non chiude la porta a Schulz, visto mai che si allenti l’alleanza «mortale» con i conservatori e il Pse torni ad essere «più di sinistra ». Per raggiungere Torino — seconda tappa — il candidato presidente sceglie l’Alta Velocità, ma niente bar, gli comprano i panini. Stazione Centrale: i fotografi gli chiedono di fare ciao prima di salire a bordo. Esegue perplesso ed è anche la prima volta che concede interviste sul treno.

 «Da noi — spiega Danai, la sua addetta stampa — le linee ferroviarie sono pochissime». «La Grecia in miseria, con tre milioni di persone che non hanno più accesso alle cure. Non ve lo dico per suscitare compassione ma per farvi capire che la Grecia è stata una cavia di questa crisi. Se non cambia la politica in Europa, succederà anche in altri Paesi quel che è successo da noi». Arrivano gli ultimi dati delle amministrative da Atene. Tsipras è soddisfatto: «E’ un segno che il cambiamento è possibile anche altrove». Si informa dei sondaggi italiani: «Mi preoccupa l’astensione e certo anche la soglia del 4 per cento... » Sul treno c’è Paolo Ferrero, alla stazione di Torino lo aspetta Marco Revelli. 

Via sul palchetto davanti a Palazzo Nuovo, sede dell’università di Torino. Bandiere No Tav, la platea che intona Bella Ciao: «Compagne e compagni, sono molto fiero per voi». Si sforza di parlare italiano: «Andate a votare per “L’altra Europa”, dobbiamo voltare le spalle al populismo di destra e al neoliberismo ». La sinistra «come terza forza», dice Tsipras. E fa sognare gli orfani di vittorie: «C’è un blocco per l’austerità, con i popolari, i socialdemocratici e i liberali; c’è un blocco fascista; e poi ci siamo noi, la sinistra alternativa ».

 A Bologna, gran finale. I compagni gli hanno preparato il bagno di folla, le luci di piazza Maggiore, gli ospiti illustri. Via video arriva l’appoggio di Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli uccisi dai fascisti. Il compagno Alexis ringrazia, benedice e torna ad Atene.
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