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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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VENEZIA

DAI MEDIA

giovedì 15 maggio 2014

Menzogne e affari sulla Laguna. Non è solo scandalo, è molto peggio

Rivelazioni sulle menzogne a nascondere la decisione di distruggere la Laguna di Venezia. Ma c'è chi resiste. Informazioni e commenti di R. De Rossi, la Nuova Venezia, S. Testa, il Gazzettino, e Corriere del Veneto, 15 maggio 2014. Intervenga l'Europa, almeno il nuovo Parlamento. Con postilla


La Nuova Venezia
Comitati tra blocchi e diffide a Renzi
di Roberta De Rossi

Affollata assemblea a San Leonardo: sabato a Roma e poi "sorprese eclatanti" per la Biennale Lettera al premier per annunciare ricorsi all'Europa in caso di scavo di canali e attacco diretto al Comune: «Serve una valutazione sulla compatibilità tra porto e laguna»

II Comitato No Grandi navi serra le fila in vista «di quest'ultimo mese che porterà al Comitatone e nel quale ci giochiamo tutto per fermare lo scempio», per dirla con chi è intervenuto ieri alla grande assemblea pubblica che ha affollato Sala San Leonardo. Il programma è fitto. Intanto c'è la lettera-appello-diffida inviata al presidente del Consiglio Renzi per avvisarlo - come spiega Luciano Mazzolin - «che qualora il governo da lei presieduto, nell'ambito del decreto Clini-Passera, autorizzi lo scavo di un qualsiasi canale di accesso alla Marittima (sia Contorta Sant'Angelo voluto dal Porto, quello lungo la Giudecca sostenuto da Scelta civica e Vtp o il Vittorio Emanuele caldeggiato dal Comune), partirà immediata una richiesta alla Commissione europea per mettere l'Italia sotto procedura di infrazione per violazione delle direttive Acque 2000/60». Poi sabato prossimo, a Roma, lo striscione "No grandi navi" aprirà il corteo dei comitati territoriali alla manifestazione nazionale per l'acqua pubblica e contro le grandi opere. E in mattinata ci sarà annunciata visita al ministro Lupi: in partenza 3 pullman. Quindi sabato 7 giugno - per dirla con Tommaso Cacciari - «corteo da piazzale Roma ai cancelli della Stazione Marittima: pacifico, ma molto ben determinato a produrre un disturbo e il blocco all'imbarco dei passeggeri». Domenica 8 giugno, «sorprese eclatanti allo studio» in vista dell'inaugurazione della Biennale d'Architettura e dellaVogalonga.

Il Comitato Nograndi navi rilancia poi i progetti che portano fuori dalla laguna lo scalo passeggeri: «Sono 4, perfezionabili, ma puntiamo su quelli», sottolinea l'urbanista Stefano Boato. E attacca chiunque voglia scavare, Comune compreso. Così, il vice presidente di Italia Nostra, Lanapoppi, legge l'ultimo parere della commissione tecnica di verifica del ministero dell'Ambiente che - dopo aver dato parere negativo (1346/2014) sullo scavo Contorta Sant'Angelo - stoppa ora anche il progetto di Nuovo porto passeggeri a Porto Marghera, sostenendo che serve una valutazione tra compatibilità tra laguna e porto: «L'ipotesi progettuale predisposta dal sindaco di Venezia e relativa a nuovo porto passeggeri a Porto Marghera», si legge, «non contiene i necessari requisiti tecnici e di documentazione ambientale, indispensabili anche per esprimere un parere preliminare tecnico circa una possibile compatibilità ambientale del progetto», con «l'esigenza che, prima di poter formulare specifiche valutazioni sui vari progetti in discussione, sia avviato un processo di valutazione di impatto ambientale e o valutazione ambientale strategica, per una visione complessiva delle funzionalità e compatibilità portuali con l'ecosistema lagunare».

Per la commissione «occorre chiarire e definire quali siano le funzioni portuali che risultino non superare i limiti di compatibilità ambientale rispetto alla protezione e conservazione dell' ecosistema lagunare nel suo complesso. Ogni progetto per individuare vie di navigazione alternative dovrà essere compiutamente esaminato nell'ambito di una valutazione ambientale approfondita che tenga conto dell'intero complesso lagunare e degli aspetti sin qui non considerati tra i quali si evidenziano la circolazione idrodinamica, incidenza sugli habitat e sulle specie tutelate della Rete Natura 2000 e sull'ecosistema lagunare, l'estensione e il trasporto dei sedimenti, nonché le interazioni dell'opera con il funzionamento del Mose» [nostri corsivi- n.d.r.].

La Nuova Venezia
Incurante del parere negativo della Via,
la Capitaneria ritiene compatibili solo il Contorta e il canale retro Giudecca
di Roberta De Rossi


II risultato del gruppo di lavoro del ministero delle Infrastrutture, del quale fa parte anche l'Autorità portuale che propone Io scavo del canale: bocciati gli ormeggi a mare  Dipendesse dalla Capitaneria di porto, il prossimo Comitatone di fine maggio avrebbe due sole opzioni tra le quali scegliere: scavo del canale Contorta dell' Angelo o scavo di un nuovo canale retro Giudecca. Con ponti d'oro alla prima
ipotesi. 

Lo scarno dossier - 9 pagine - che riassume al Comitatone i progetti esistenti, ritiene solo questi due progetti compatibili con il decreto Clini-Passera: a firmarlo è l'ammiraglio Tiberio Piattelli, che ha coordinato il gruppo di lavoro composto da Capitaneria, Autorità portuale (per altro parte in causa, come promotrice dello scavo del Contorta) e Magistrato alle Acque (che ha fatto mettere a verbale come il livello di progettazione delle proposte sia difficilmente comparabile), al quale il ministro delle Infrastrutture aveva dato l'incarico di valutare i progetti presentati. Un giudizio finale che scatenerà reazioni accese, di segno opposto al parere della commissione Via del ministero dell'Ambiente, che ha bocciato lo scavo del Contorta. 

Nell'analizzare costi, impatto sull'occupazione, tempi dei vari progetti, l'ammiraglio Piattelli conclude che «le proposte che in relazione al decreto Clini Passera individuano vie alternative sono quelle della Realizzazione tangenziale lagunare canale retro Giudecca e della Ricalibratura Canale Contorta Sant'Angelo e solo tra le stesse, qualora voglia mantenersi l'operatività dell'attuale stazioni passeggeri in Marittima, debba effettuarsi la comparazione», potendole inserire in Legge obiettivo. 

Tutte le altre proposte si riferiscono a nuove stazioni marittime in siti diversi da quelli attuali e pertanto subordinate al procedimento di revisione del piano regolatore portuale». Dopo aver qualificato i fascicoli "No Grandi Navi" e "Gersich" come «piani programmatici e non ipotesi di progetto», il dossier boccia le ipotesi che puntano a spostare gli ormeggi in bocca di porto, per «riserve sulla compatibilità con la presenza del sistema Mose», l'esposizione a «venti dominanti», tempi non ipotizzabili perla necessità di varianti, ricadute sulla crocieristica e il Comune di Cavallino Treporti che ha già deliberato contro. 

Così per la proposta Claut; il progetto Boato Iuav, ma anche per il progetto Duferco Italia Holding (costo 127 milioni) anche relativamente all'«aumento del traffico in laguna per la movimentazione dei passeggeri da bocca di porto a Marittima, comunque necessaria per tutti i servizi ai passeggeri», con aumento di costi per i servizi alle navi. Bocciato anche il progetto E3d Srl, nuovo Porto passeggeri a Porto Marghera, 6 anni di lavori e 299 milioni di spesa, caldeggiato dal Comune che vorrebbe integrarlo con lo scavo del canale Vittorio Emanuele, con ormeggi provvisori a fianco dell'isola serbatoi petroliferi e di fronte alla banchina petroli: «Ciò è incompatibile con la sicurezza. Per le fasi successive si evidenzia l'interferenza negativa tra il traffico passeggeri e il traffico merci, petrolifero, chimico». Il sito rientra nel Piano di Sicurezza integrato trattandosi di area a rischio industriale» e «comporterebbe conseguenze negative sul traffico commerciale e industriale», con perdita di ricavi pubblici e privati e occupazione.. 

E, ancora: «La sostenibilità economica non è garantita, la proposta non appare compatibile con la legge 84/94, il codice della navigazione». Promosso, si diceva, il progetto dell'Autorità portuale Apv (in commissione) per la "ricalibratura contorta Sant'Angelo": 2 anni e 11 mesi dalle autorizzazioni ai collaudi, con lo scavo di 7,168 milioni di metri cubi di fanghi, interramento oleodotto Eni, Terna, materiale riutilizzato per la formazione di velme ai lati canale. Progetto ritenuto «reversibile» e «via alternativa di emergenza al traffico commerciale»: «Realizzare questo percorso comporta trascurabili conseguenze nella fase transitoria sull'offerta crocieristica. Spesa: 157 milioni di euro, 80 per lo scavo, 77 milioni per il recupero morfologico attività prevista esclusivamente in questo intervento. I modelli idraulici evidenziano che l'intervento abbia efficacia nella riduzione degli effetti erosivi tipici della laguna centrale: l'effetto della realizzazione si può considerare positivo per l'ecosistema lagunare. Compatibile con Legge speciale, decreto Clini Passera». 

Nessun accenno alla Via negativa dell'Ambiente. Quanto al progetto Zanetti (neo sottosegretario all'Economia), Vtp per un nuovo canale retro Giudecca: in fase di esercizio, i modelli evidenziano che l'abitato della Giudecca è interessato alla ricaduta dei contaminanti e superamento limiti acustici sulle facciate, a spot, per duemila abitanti. «Relativamente alle modifiche dell'idrodinamica lagunare e del trasporto in solido, su larga scala non si notano modifiche della morfologia lagunare rispetto allo stato di fatto, ma «circoscritte e blande». Tre anni e 6 mesi per i lavori, 6,5 milioni di metri cubi scavati, 60 milioni di spesa, opere a protezione delle rive della Giudecca: «Protocolli volontari per il transito con carburanti di basso contenuto di zolfo, potranno rivelarsi strumenti utili per la riduzione degli impianti e l'impatto diretto sulla Giudecca sarebbe limitato».

Corriere del Veneto
Lettera-diffida inviata a Renzi dai No Nav
di E.Lor.- E.Bel


Parte domani indirizzata al premier Renzi e ai componenti del Comitatone la lettera-diffida firmata da Ambiente Venezia, No Navi e Laguna Bene Comune. Annunciano di essere pronti, nel caso in cui il governo decida di scavare nuovi canali in laguna per le crociere, di chiedere l'avvio della procedura di infrazione alla Commissione Europea per violazione della Direttiva Acque. Accusano mancanza di trasparenza nell'individuazione degli scenari, chiamano in causa i pareri «segreti» della Via-Vas, sottolineano che il sindaco ha presentato un progetto senza mandato di Ca' Farsetti. A leggere la lettera, ieri sera, è stato Luciano Mazzolin durante l'assemblea pubblica a San Leonardo, dove il clima si è scaldato. Armando Danella ha accusato il Pd di totale assenza nella discussione e ha puntato il dito contro gli stessi consiglieri comunali: «Se non si oppongono li consideriamo conniventi». E poi ha aggiunto: «Siamo di fronte a un altro Expo? In Italia per ogni grande opera c'è una tangente».

Meloni al Porto Riguardo agli atti ancora La presidente di sconosciuti Fratelli d'Italia: «Non Cristiano possiamo regalare di p alare g Italia Nostra turisti ai turchi» chiede che sia l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin a farsi dare tutti i materiali per metterli a disposizione della città e Stefano Boato annuncia incontri pubblici per illustrare i progetti in bocca di porto e degli altri pur in assenza di atti. Intanto venerdì il Comitato presenta un libro bianco sul tema delle navi, in attesa delle altre iniziative, con il clou il 7 giugno con il corteo da piazzale Roma al Porto per bloccare i crocieristi.

Ha parlato di navi ieri anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale nel suo tour elettorale a Venezia. Meloni, in un incontro con gli operatori del Porto ha promesso di mettere i bastoni tra le ruote del decreto Clini-Passera. Agli operatori delle crociere che le hanno parlato di 2 mila posti di lavoro a rischio Meloni ha promesso «appoggio per qualsiasi iniziativa parlamentare, perché in questo momento non possiamo certo permetterci di regalare un milione di turisti ai turchi». 


Il Gazzettino
Grandi navi, il "sarto" Costa e la laguna sciancata
di Silvio Testa


Quando si crede al lupo che si traveste da agnello, allora si è perduti. Per questo bisogna diffidare delle suadenti parole del presidente dell'Autorità Portuale, Paolo Costa, che favoleggia una laguna da Mulino Bianco spiegando al colto e all'inclita che grazie al Mose alle bocche di porto e - udite udite - grazie allo scavo del canale Contorta Sant'Angelo, sarà possibile ricostruire la morfologia del bacino centrale che egli stesso riconosce ridotto a un braccio di mare.

Costa non dice per quale ragione la laguna sia ridotta così, forse sarà colpa di un destino cinico e baro, ma allora glielo ricordiamo: a distruggere la laguna è stato il Canale dei Petroli con le circa 4 mila navi che vi passano ogni anno, e il Contorta ne sarà la replica. Salvo, naturalmente, arginarli entrambi, per confinare all'interno di un alveo chiuso gli effetti erosivi provocati dallo spostamento di migliaia e migliaia di tonnellate d'acqua innescato dal dislocamento delle navi.

Il presidente dell'Autorità Portuale non parla di argini, ma parla di velme e di barene, come se una volta tagliato un albero si potesse dire al falegname sotto casa di ricostruirne un altro. Le veline e le barene sono frutto della Natura e se sono scomparse è per colpa dell'intervento dell'uomo che si, è vero, ha sempre operato in laguna, ma per preservarla e per difenderla mirando al suo equilibrio, non per distruggerla. Ciò fino alla Modernità, poi sono arrivati i Costa e quelli come lui, che danno ragione a chi dice che per certi ingegneri il fiume più bello è un tubo. Chiamiamo, allora, le cose con il loro nome: le veline e le barene di Costa sono argini, isole artificiali, palizzate, burghe riempite di fanghi (inquinati, inquinanti) e di sassi, se non addirittura dighe di pietrame come quella lunga 8 chilometri e larga 26 metri che l'Autorità Portuale ha per l'appunto proposto chissà perché per confinare il Canale dei Petroli tra San Leonardo e Fusina. Con le finte barene del Contorta si tratterebbe, sia chiaro, della divisione della laguna in due bacini idraulici separati. A sentire Costa, viene in mente una mitica barzelletta di Walter Chiari che raccontava di un cliente e di un sarto che non voleva ammettere i propri errori. Per far star bene un vestito sbagliato sul malcapitato, il sarto lo convinceva a modificare in continuazione la sua postura (le spalle, la schiena, le gambe eccetera), finendo per trasformare il cliente in uno sciancato al quale, però, il vestito cadeva a pennello! Meglio, allora, una laguna "sciancata", come vorrebbe il sarto Costa, o una laguna sana e con un bel vestito tagliato bene? Nella seconda ipotesi, le navi incompatibili devono restare fuori dalla laguna, conservando la Marittima come terminal per le navi compatibili e come snodo logistico per la nuova portualità.

Silvio Testa, già valoroso giornalista del Gazzettino, è  autore del libro "E le chiamano navi"  e componente del Comitato NO Grandi Navi 



 A mo' di postilla pubblico le due dichiarazioni che ho rilasciato, per il sito web della lista L'altra Europa con Tsipras" e per il facebook eddyburg, il 24 aprile e oggi 15 maggio.

24 aprile 2014Un’affollata assemblea del Comitato “No Grandi Navi – Laguna bene comune” ha deciso come proseguire l’azione per contrastare lo scempio provocato dalle Grandi navi su Venezia e la sua Laguna. Ancora una volta è dal basso che viene un segnale di chiarezza, verità, onestà intellettuale e saggezza. Il comitato No grandi navi ha avuto il grande merito di aprire gli occhi al mondo sulle scempio dell’arrivo dei Grattacieli del mare in Laguna. Oggi ha ancora, e di nuovo, il merito di mettere l’accento su due verità che l’opinione pubblica italiana e internazionale non conosce, e che i decisori (da Orsoni a Costa, da Renzi e dai suoi ministri e sottosegretari ai rappresentanti dei poteri economici) se conoscono nascondono nelle parole e nei conseguenti atti. 
La prima verità nascosta dai potenti è questa: il problema non è estetico, non è l’impatto visivo dei Grattacieli, non è il disturbo e il rischio nel “salotto buono”della citta: il Bacino San Marco. Il problema e il danno è costituito dalla salute dei cittadini e dal degrado ulteriore di quel monumento unico al mondo che è la Laguna: la Laguna di Venezia, l’unica laguna rimasta tale da un millennio grazie al sapiente incontro tra la natura e la cultura e il lavoro quotidiano dell’uomo. E’ questo il bene universale che il pensiero corrente ignora o nasconde (24 aprile 2014)

15 maggio 2014. La vergogna delle Grandi navi .La protervia con la quale Venezia si nascondono i documenti ufficiali per poter proseguire nella distruzione del millenario monumento costituito dalla Laguna spinge ad andare al di là dell’indignazione. Intervenga l’Europa, come fece per evitare a Venezia la minaccia dall’Expo 2000.
Come oggi la stampa informa ben tre differenti pareri della Commissione per la Valutazione d’impatto ambientale hanno bocciato le le soluzioni che sembrano essere le sole all’esame del governo Renzi: quella del nuovo canale Contorta, tenacemente sostenuto dal, presidente del Porto, sia quella del rafforzamento del nefasto Canale dei petroli e del Vittorio Emanuele, proposto dal Sindaco Orsoni, sia infine quello a sud della Giudecca.
Le grandi navi, i nefasti “grattacieli del mare sono incompatibili con la sopravvivenza della Laguna. Non lo dicono solo i comitati, le associazioni, i cittadini di Venezia, gli esperti indipendenti dalle pressioni dei poteri forti, e le persone di buon senso di tutto il mondo. Lo sostengono anche documenti ufficiali, che i fautori dell’ulteriore mercificazione della città e del suo ambiente hanno colpevolmente nascosto.
Già una volta il Parlamento europeo intervenne per impedire lo scempio per la città, minacciata dalla proposta di far scorrazzare nel prezioso ambiente della città e del suo ambiente l’elefante dell’Esposizione universale: evitare che i dinosauri delle Grandi navi distruggano ciò che un millennio di collaborazione tra storia e natura hanno realizzato. Venezia e la sua Laguna sono un bene dell’intera umanità. Chi ha aderito alla lista “L’altra Europa con Tsipras” non può non impegnarsi affinché il nuovo Parlamento europeo, rafforzato oggi nei suoi poteri, faccia ciò che i poteri istituzionali del nostro paese non hanno dimostrato di voler fare.  (15 maggio 2014)

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