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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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domenica 18 maggio 2014

Lettera aperta ad Alexis Tsipras

Lettera al leader de "l'altra Europa con Tsipras", un gruppo di intellettuali «convinti dell'importanza immensa di cultura e conoscenza come strumenti fondamentali per la formazione dei livelli di coscienza degli individui e di analisi della realtà, così come siamo convinti che tra le disuguaglianze c'è l'accesso ai saperi». 18 maggio 2014
 
Caro Tsipras,
noi firmatari di questa "lettera aperta" siamo convinti sostenitori della tua lista per tutto quello che rappresenta nel desolante panorama politico dove sembra sia stato cancellato ogni riferimento a una sinistra che sia realmente tale.

Ti scriviamo perché tutti noi siamo convinti dell'importanza immensa della cultura e della conoscenza come strumenti fondamentali per la formazione dei livelli di coscienza degli individui e di analisi della realtà, così come siamo convinti che tra le disuguaglianze sociali c'è anche l'accesso ai saperi e alla conoscenza.

E' anche in questo senso che alcune forze intellettuali e politiche si battono per "un'altra Europa". Un'Europa che sia legata alle necessità e allo sviluppo dei popoli, all'affermazione di una politica per la cultura che si basi sulla ricchezza, la pluralità e le specificità che affondano le loro radici nelle nostre tante e diverse storie, sulle straordinarie e forti originalità che ne derivano, sulla creatività come motore fondamentale dello sviluppo sia intellettuale che materiale del nostro continente: la famosa "Creation" individuata da Mitterrand ai tempi ormai lontani della sua presidenza europea. Un'Europa legata alle necessità e allo sviluppo dei popoli, che riconosca i diritti dei lavoratori della cultura, che difenda e sostenga i luoghi della produzione e diffusione culturale, che consideri la cultura, la conoscenza e la ricerca come bene pubblico e diritto inalienabile.

Ma per tutto questo serve che la sinistra metta questi temi e questi problemi al centro della sua interpretazione della realtà e sia dunque la forza che lavori per una sorta di nuovo umanesimo che si opponga ai processo distruttivi che stiamo rischiando di percorrere. Non è certo un caso che questo appello ti venga da un paese come l'Italia, dove venti anni di dominio politico e mediatico di un personaggio simbolo come Berlusconi hanno costruito un senso comune cui nemmeno una parte rilevante della sinistra (o meglio del centro-sinistra) si è sottratta. Ma noi pensiamo che l'intera storia del Novecento ci dica come e quanto sia possibile che quello che avviene nel laboratorio di un solo paese possa finire attraverso infinite strade e accadimenti per influenzare e perfino determinare il destino di un intero continente.

Allora per combattere fino in fondo la riduzione dei cittadini a consumatori, la "scarnificazione" delle donne e degli uomini operata dal liberismo e dalla globalizzazione capitalistica, la mercificazione dei bisogni, delle persone, dei corpi e della vita, occorre portare avanti politiche per la cultura realmente basate sul valore strategico che questa riveste. Strategico per lo sviluppo e strategico sul piano economico per l'indotto che determina. Ma strategico principalmente per l'utile culturale e dunque sociale che produce.

Dunque per tutto questo ci rivolgiamo a te come nostro candidato alla Presidenza della Commissione europea, chiedendoti un impegno perché anche questi temi siano al centro della tua battaglia per "un'altra Europa".



Citto Maselli (regista) primo firmatario
Patricia Adkins Chiti (musicista, musicologa, presidente Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica)
Carmine Amoroso (regista)
Enzo Apicella (designer, pittore, giornalista)
Piero Arcangeli (etnomusicologo e compositore)
Mino Argentieri (docente universitario, direttore "cinema sessanta")
Giorgio Arlorio (sceneggiatore)
Gino Auriuso (attore, regista)
Salvo Barrano (archeologo)
Mauro Berardi (produttore)
Paolo Berdini (urbanista)
Piero Bevilacqua (storico)
Marina Boscaino (insegnante e giornalista)
Sergio Brenna (ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano)
Benedetta Buccellato (attrice e autrice)
Andrea Camilleri (scrittore)
Chiara Cavaliere (ricercatrice universitaria)Marina Corradi (psichiatra)
Caterina Corsi (attrice)
Mario Eustachio De Bellis (insegnante)
Marco Dentici (scenografo)
Emanuele Di Carlo (laureando in Chimica)
Pippo Di Marca (regista e attore teatrale)
Giovanna Fago (biologa)
Gianni Ferrara (professore emerito di diritto costituzionale Università la Sapienza di Roma)
Agostino Ferrente (regista)
Loredana Fraleone (insegnante)
Stefano Galieni (giornalista)
Giuseppe Gaudino (regista indipendente)
Salvatore Gioncardi (attore)
Giovanni Greco (scrittore, regista)
Sabina Guzzanti (regista, autrice, attrice)
Francesca Koch (presidente Casa internazionale delle donne/storica)
Felice Laudadio (giornalista, critico, operatore culturale, scrittore)
Fabiomassimo Lozzi (regista)
Silvia Luzzi (attrice)
Cecilia Mangini (regista)
Lucio Manisco (giornalista)
Ivano Marescotti (attore)
Magda Mercatali (attrice)
Roberto Nobile (attore)
Moni Ovadia (autore, regista, attore)
Federico Pacifici (attore)
Debora Petrocelli (attrice, autrice, regista)
Massimo Piesco (regista)
Paolo Pietrangeli (regista/cantautore)
Alessandro Portelli (università La Sapienza di Roma)
Ermanno Rea (scrittore)
Mimma Russo (pittrice)
Nino Russo (regista)
Edoardo Salzano (urbanista)
Isabella Sandri (regista indipendente)
Antonia Sani (Associazione scuola per la Repubblica)
Massimo Sani (regista)
Daniela Scarlatti (attrice)
Pia Soncini (operatrice culturale)
Angelo Tantaro (Diari di Cineclub)
Stefania Tuzi (ricercatrice universitaria)
Mara Vardaro (insegnante)
Antonio Veneziani (scrittore)
Pasquale Voza (Università di Bari)
Patrizia Zappa Mulas (attrice)
Riccardo Zenezini (dottorando di ricerca in Chimica)
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