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Cristiana Salvagni
In fila per il libro digitale la biblioteca rinasce grazie ai nuovi lettori
7 Maggio 2014
Articoli del 2014
«Gli ebook rilanciano i prestiti: più 64 per cento nel 2013. Boom di iscritti al servizio gratuito, tra loro anche manager. In fila per il libro digitale la biblioteca rinasce grazie ai nuovi lettori».

«Gli ebook rilanciano i prestiti: più 64 per cento nel 2013. Boom di iscritti al servizio gratuito, tra loro anche manager. In fila per il libro digitale la biblioteca rinasce grazie ai nuovi lettori».

La Repubblica, 6 maggio 2014 (m.p.r.)

Roma. Le biblioteche salvate dall’. Sembra un controsenso: i polverosi scaffali stipati di volumi di carta rilanciati da quei libri impalpabili, compressi in un file e scaricati dal web. Eppure i dati sul prestito elettronico in Italia raccontano una rinascita digitale delle sale di lettura e il ritorno di quegli utenti, istruiti e in carriera, che non ci mettevano piede da anni. Secondo il rapporto della piattaforma MediaLibraryOnline, che sarà presentato giovedì al Salone del Libro di Torino, quelli che oggi leggono sullo schermo titoli presi in prestito sono 320mila e sono cresciuti del 64 per cento rispetto al 2012, diventando quasi uno su dieci di tutti i frequentatori tradizionali delle biblioteche
(4-5 milioni secondo l’Istat).

Il servizio è nato nel 2009: serve 3.900 biblioteche pubbliche, più della metà delle 6.841 legate agli enti locali, e in un paio di anni ha visto moltiplicarsi iscritti e prestiti gratuiti. Nel 2013 i download sono aumentati del 202 per cento, le consultazioni hanno sfiorato i due milioni: 1,8, per la precisione, contro il milione del 2012 e i 400mila scarsi del 2011. Come funziona? Ci si registra in biblioteca, si riceve un account e poi da casa, sull’autobus o in fila dal medico si possono sfogliare giornali e riviste o scaricare ebook, film, dischi da ascoltare. Soprattutto i libri elettronici stanno facendo da traino alla lettura: avvicinano a Marcel Proust o Dan Brown gente che mai prima aveva avuto confidenza con i testi di carta e riportano in biblioteca, almeno virtualmente, quei lettori forti che per mancanza di tempo non ci andavano più. «Se gli utenti tradizionali sono studenti e pensionati, per lo più donne, quelli digitali sono uomini 30-40enni, professionisti che fanno parte della fascia attiva della popolazione» spiega Pieraldo Lietti, coordinatore di Brianza Biblioteche e membro del comitato nazionale dell’Associazione italiana biblioteche. Questi iscritti di ritorno consultano il catalogo la sera tardi, tra le sette e mezzanotte, prendono in prestito in media 24 libri l’anno contro i 17 dei fruitori tradizionali e sempre più spesso leggono in versione “mobile”: aumenta del 17 per cento l’uso dello smartphone.

Più in generale i dati testimoniano una rivoluzione in corso nello stile di lettura. «È più liquida, un’esperienza meno isolata e più sociale: prima di abbandonare definitivamente la carta per l’e-reader gli aspiranti lettori digitali fanno le prove sui tablet, sui cellulari, e ciò indica che c’è una grande curiosità per questo nuovo mondo » continua Lietti. Come c’è una rinata vivacità delle biblioteche: arriva da lì un libro su cinque di tutti quelli letti in Italia. «I numeri crescono in fretta — conferma Giulio Blasi, amministratore delegato di Horizons, la società che gestisce la piattaforma Mlol — gli utenti attivi sono tra il 5 e il 10 per cento di tutti i frequentatori abituali, ma abbiamo stimato che possono crescere fino al 20-30 per cento. Finora tanti potenziali lettori neanche sanno che esiste questo servizio. Si diffonde molto con il passaparola». E, a guardare le zone, anche a macchia di leopardo. Ha una presenza capillare in Lombardia, Piemonte o Emilia Romagna ma èlacunoso al sud e del tutto assente in grandi città come Roma e Napoli, così come in Valle d’Aosta, Liguria, Molise, Basilicata, Calabria. «In Italia c’è una questione meridionale delle biblioteche — continua Blasi — per questo la nostra copertura è molto più radicata al centro-nord».

Nonostante ciò siamo tra i Paesi più avanzati in Europa: «Solo noi abbiamo accordi con tutti i grandi gruppi, l’ultimo l’abbiamo chiuso da poco con Mondadori e ha segnato la presenza sulla piattaforma di tutti i “big five” dell’editoria. Inoltre nel 2012 la percentuale di biblioteche che offrivano era del 44 per cento contro il 4 della Francia e il 16 della Germania ». Il catalogo on line è di 27mila titoli ma entro l’estate dovrebbe raggiungere i 50mila. Una goccia nell’oceano rispetto al milione di titoli offerto negli Stati Uniti: ma là il prestito digitale è arrivato dieci anni prima.

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