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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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giovedì 17 aprile 2014

SEL. Lista Tsipras, l’alternativa ai due populismi di Renzi e Grillo

Europee 2014. Al teatro Vittoria di Roma, Sinistra Ecologia e Libertà rivendica la scelta di confluire nell’«Altra Europa con Tsipras», critica il liberismo e l’austerità di Pd e socialdemocratici. Il manifesto, 17 aprile 2014
La sot­tile bat­ta­glia alle euro­pee con­tro il «popu­li­smo dall’alto» di Renzi e con­tro il «popu­li­smo dal basso» di Grillo, Nichi Ven­dola la vuole com­bat­tere con la razio­na­lità. All’esordio della cam­pa­gna elet­to­rale di Sini­stra Eco­lo­gia e Libertà, ieri a Roma in un tea­tro Vit­to­ria gre­mito da un pub­blico di età media matura, il suo pre­si­dente ha riven­di­cato la scelta di cor­rere alle ele­zioni del 25 mag­gio con l’«Altra Europa con Tsi­pras» senza le ban­diere del suo par­tito. «Per Sel rinun­ciare al sim­bolo e con­fluire in que­sta lista non è stato facile – ha spie­gato – Siamo nati da una scon­fitta e abbiamo attra­ver­sato una sta­gione dif­fi­cile, ma non ci rico­no­sciamo nella posi­zione di chi, come il Pd e il socia­li­smo euro­peo, si è illuso di potere gui­dare il libe­ri­smo e poi ha sot­to­scritto le poli­ti­che di auste­rità, pen­sando di fare a meno di un’Europa senza la Grecia».

È la linea che ha vinto il con­gresso di Sel al Pala­con­gressi di Ric­cione nel gen­naio scorso. Quella di Nicola Fra­to­ianni, oggi depu­tato e coor­di­na­tore del par­tito, che ha intro­dotto l’incontro. Dopo il fal­li­mento dell’alleanza «Ita­lia bene comune» con il Pd di Ber­sani, Sel ha rotto le incer­tezze e ha lasciato il guado. Non vuo­le­farsi «cat­tu­rare nella spi­rale tra­sfor­mi­stica che, in nome dell’emergenza, ha dato vita alle lar­ghe intese con Ber­lu­sconi» ha detto Ven­dola seduto al cen­tro del palco con il gior­na­li­sta Luca Telese e Bar­bara Spi­nelli, una delle «garanti» della lista di cit­ta­di­nanza con il nome del lea­der greco di Syriza. Sel si è così schie­rata con Tsi­pras, can­di­dato alla pre­si­denza della Com­mis­sione Ue dalla Sini­stra Euro­pea e da Rifon­da­zione Comu­ni­sta in Ita­lia. Lo ha fatto per neces­sità, ma anche come una sfida, ha pre­ci­sato il suo pre­si­dente. In que­sto per­corso Ven­dola ha rico­no­sciuto alla Spi­nelli e agli altri garanti (Revelli, Viale, Gal­lino) un effetto ricom­po­si­tivo a sini­stra con Rifon­da­zione e la garan­zia di rivol­gersi ad un elet­to­rato più ampio.

Gli inizi non sono stati facili. Le pole­mi­che tra i garanti sulle can­di­da­ture di Sonia Alfano, Vale­ria Grasso, Luca Casa­rini, poi quella di Anto­nia Bat­ta­glia sull’Ilva a Taranto con­tro Sel e il suo pre­si­dente hanno allon­ta­nato Flo­res D’Arcais e Camil­leri. Avere supe­rato in poche set­ti­mane le 150 mila firme neces­sa­rie per pre­sen­tare la lista è stata un’impresa che ha rin­fran­cato molti. Per Ven­dola que­sto suc­cesso non scon­tato è il vero ini­zio. La lista sta pren­dendo forma, la par­te­ci­pa­zione di atti­vi­sti e mili­tanti l’hanno pre­miata. I pro­blemi però non sono finiti, e Telese li ha elen­cati uno dopo l’altro. Come si può rico­no­scere que­sta lista in un dibat­tito poli­tico domi­nato dalla reto­rica aggres­siva dei 5 Stelle, e di chi vede nell’uscita dall’euro la sal­vezza dall’Europa dell’austerità? In più, il nome di Tsi­pras «lo cono­sce solo chi legge i gior­nali, non alle masse popo­lari». «Grillo ha un van­tag­gio straor­di­na­rio: tutto per lui è facile.

Basta allora l’esorcista, una bestem­mia, per fare colpo — ha rispo­sto Ven­dola — È dif­fi­cile affron­tare que­sto ple­bei­smo pic­colo bor­ghese per cui tutto è un com­plotto. Basta sve­larlo per ritro­varsi in un nuovo mondo. Que­sto porta voti. Noi non pos­siamo fare altro se non costruire un pro­gramma alter­na­tivo fon­dato sulla razio­na­lità. Diremo alle per­sone che non si sal­ve­ranno seguendo chi dice che il nemico è solo l’euro o le tec­no­cra­zie». È la stessa situa­zione in cui si trova Tsi­pras, solo che in Gre­cia le parti si pre­sen­tano rove­sciate. Oggi Syriza è in testa ai son­daggi e avrebbe la mag­gio­ranza relativa.

Il pro­gramma è lo stesso per la lista ita­liana e per quelle che appog­giano Tsi­pras in Europa: mutua­liz­za­zione del debito, red­dito minimo, un New Deal di inve­sti­menti pub­blici per rilan­ciare l’occupazione, riforma radi­cale della Bce e di tutti i trat­tati euro­pei eli­mi­nan­done l’ispirazione neo­li­be­ri­sta. E infine la pro­po­sta più impor­tante: un refe­ren­dum in Ita­lia sul Fiscal Com­pact, «ma non per uscire dall’Euro» ha pre­ci­sato Spinelli.

«Grillo è l’espressione di un disa­gio pro­fondo da com­pren­dere, ma le sue pro­po­ste sull’Europa sono di una con­fu­sione estrema — ha con­ti­nuato la gior­na­li­sta– non c’è un’idea che duri più di una set­ti­mana. C’è un vago pro­po­sito di bat­tere sul tavolo i pugni con la Mer­kel, un po’ come dice di volere fare Renzi, oppure fare il refe­ren­dum sull’euro per­chè secondo lui è facile uscirne. Tutto que­sto non è popu­li­sta ma con­ser­va­tore, mira al ritorno dell’equilibrio tra le potenze nazio­nali al nazio­na­li­smo e alla xeno­fo­bia, a tutto ciò che c’era prima l’europa unita». L’altro punto sono le alleanze. L’ambizione di rifare l’Europa non è da poco, e non sarà facile, come ha ricor­dato Spi­nelli, farlo con i soli social­de­mo­cra­tici che can­di­dano Mar­tin Schultz, espres­sione dell’Spd che in Ger­ma­nia governa con Angela Merkel.

Ven­dola rico­no­sce la distanza tra i suoi pro­po­siti radi­cali di riforma e l’astuzia con­ser­va­trice dei social­de­mo­cra­tici, ma sostiene di non volersi ras­se­gnare: «Il socia­li­smo euro­peo dovrà fare i conti con le con­trad­di­zioni reali dell’austerità che ha distrutto il ceto medio, fon­da­mento delle nostre democrazie»
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