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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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lunedì 21 aprile 2014

Nieri: «Il piano casa di Lupi aggraverà l’emergenza abitativa nel paese»

«Esi­ste un’enorme ten­sione sociale sulla casa e si deve man­te­nere lo spa­zio della media­zione». Il manifesto 19 aprile 2014 (m.p.r.)

Al mini­stro degli interni Ange­lino Alfano che vuole blin­dare il cen­tro di Roma, il vice-sindaco di Roma Luigi Nieri (Sel) ribatte di «evi­tare spa­rate elet­to­rali, visto che non passa giorno senza fare comizi, un ruolo che non si con­ci­lia con l’incarico deli­cato che rico­pre. È una con­trad­di­zione stri­dente. Invece di pen­sare a repri­mere dovrebbe pen­sare alla cura per risol­vere i pro­blemi che por­tano que­ste per­sone a manifestare».

Cosa pensa della gestione dell’ordine pub­blico a Roma?
Mi pre­oc­cupa la gestione dell’ultimo sgom­bero dell’occupazione abi­ta­tiva alla Mon­ta­gnola. È stata molto discu­ti­bile. I capi­gruppo Pd e Sel avreb­bero incon­trato gli occu­panti alle 14, e le forze dell’ordine avreb­bero dovuto lasciare a quell’ora l’immobile. Poi ci sono state le cari­che. Lo dico a tutti: dob­biamo ripor­tare alla calma la città, esi­ste un’enorme ten­sione sociale sulla casa e si deve man­te­nere lo spa­zio della media­zione. Con i movi­menti che ho incon­trato l’altra sera dico che dovreb­bero avere un’attenzione alla nostra aper­tura sui temi sociali, spo­stare l’asticella troppo avanti non aiuta.Biso­gna lavo­rare per risol­vere i pro­blemi delle fami­glie. Lo dob­biamo fare noi, il governo, le forze dell’ordine, e anche loro.

Secondo lei l’articolo 5 del piano Lupi sulla casa è una minac­cia alle occu­pa­zioni abitative?
Sono asso­lu­ta­mente con­tra­rio ad un prov­ve­di­mento che creerà pro­blemi enormi in una città dove abbiamo ere­di­tato oltre 100 occu­pa­zioni, alcune delle quali vanno avanti anche da 12 anni. Lupi dovrebbe sapere che quando si fa una legge biso­gna pen­sare alle per­sone in carne ed ossa. Tagliare acqua, luce e gas signi­fica dan­neg­giare bam­bini, anziani, pre­cari, migranti, fami­glie. Vuole que­sto il ministro?

Secondo lui chi occupa com­pie un reato.
Una fami­glia costretta ad occu­pare un allog­gio lo ha fatto per­chè è senza casa. Que­sta cri­mi­na­liz­za­zione della povertà è insop­por­ta­bile. Io vengo dalla sto­ria dei movi­menti per il diritto alla casa. Cono­sco Roma che oggi è il cuore di un’emergenza nazio­nale. Non è que­sto il modo per affron­tarla. Sono molto pre­oc­cu­pato per­chè il piano di Lupi rischia anche di inter­rom­pere il per­corso del piano sulla casa, for­te­mente voluto dai movi­menti, con il quale la regione Lazio con Zin­ga­retti ha stan­ziato circa 200 milioni.

Il sin­daco Marino con­ce­derà alle forze di poli­zia l’uso di alcune strut­ture comu­nali in dismis­sione. Non sarebbe il caso di adi­birle ad uso abitativo?
Que­sto è un aspetto dei prov­ve­di­menti a cui stiamo lavo­rando. Faremo altri bandi per la rige­ne­ra­zione urbana di 100 strut­ture che desti­ne­remo a fini abi­ta­tivi, a ate­lier di arti­sti o asso­cia­zioni cul­tu­rali. Pro­prio in que­sti giorni, con la Regione e il Dema­nio, abbiamo avviato un pro­cesso di que­sto tipo sull’occupazione del Porto Fluviale.

L’offensiva, anche giu­di­zia­ria, con­tro i movi­menti è un modo per met­tere in dif­fi­coltà la giunta, com’è acca­duto con l’Angelo Mai e il comi­tato popo­lare di lotta per la casa?
Alcune vicende sono con­te­state per reati spe­ci­fici e la magi­stra­tura farà il suo corso. Sarò chiaro: tutte que­ste vicende vanno affron­tate con un ruolo poli­tico forte dell’amministrazione comu­nale. Vale per la casa e per le altre emer­genze sociali. Se si tra­sfor­mano i pro­blemi sociali in ordine pub­blico c’è qual­cosa che non fun­ziona in que­sto paese.

La giunta è in grossa sof­fe­renza e sem­brano acuirsi i con­tra­sti con il governo. Ci sarà un rimpasto?
Non c’è uno scon­tro tra noi e il governo. Penso ci sia un rap­porto sba­gliato tra alcune forze in par­la­mento e il comune. Il dibat­tito sul «Salva Roma» ha offeso la capi­tale. Ha dato l’idea che sareb­bero arri­vati tanti soldi, men­tre in realtà non è arri­vato un euro. Que­sta giunta ha ere­di­tato una situa­zione eco­no­mica gra­vis­sima e ha fatto scelte in netta discon­ti­nuità con le pre­ce­denti: la chiu­sura della disca­rica di Mala­grotta o sull’urbanistica. Il rim­pa­sto è un ter­mine datato, però non c’è dub­bio che ci sia biso­gno di un suo rilan­cio. Lo affron­te­remo con sere­nità nelle pros­sime settimane.


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