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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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venerdì 18 aprile 2014

Grandi navi, decide Renzi

Ogni volta che c’è da distruggere qualcosa per far crescere gli affari liquidando patrimoni di bellezza, di salute, di diritti, di storia, ecco che interviene il Decisore, il Rottamatore (più giusto sarebbe chiamarlo semplicemente il Distruttore). Adesso interviene a gamba tesa per difenderela più devastante delle soluzioni proposte per portare torme di turisti a mordere la città e fuggirne subito. La Nuova Venezia, 18 aprile 2014, con postilla

il presidente del Consiglio Matteo Renzi a dire l'ultima parola sul percorso alternativo al passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco, in una riunione con i ministri competenti di Infrastrutture, Ambiente e Beni Culturali in programma la prossima settimana. Un percorso che dovrà comunque approdare - come avviene oggi per le navi da crociera - alla Stazione Marittima, tagliando fuori, a quanto risulta dalla nota congiunta dei tre Ministeri, altre possibili soluzioni come Mar-ghera - caldeggiata dal Comune - o il terminal in Adriatico. 

Una decisione arrivata al termine di una giornata di tensione nel vertice sulle grandi navi organizzato al ministero delle Infrastrutture dal ministro Maurizio Lupi con il collega dell'Ambiente Gianluca Galletti e con il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni. Già decisa l'adozione della legge Obiettivo per accelerare la scelta, il ministro Lupi ha cercato ieri di far passare subito come definitiva la scelta del progetto dello scavo del canale Contorta-Sant'Angelo - sostenuto dall'autorità Portuale - incontrando però l'opposizione nella stessa riunione dei Beni Culturali, con Borletti Buitoni, che ha chiesto un confronto più ampio tra le varie soluzioni progettual proposte. 

Ma a pesare - quando comunque sembrava si "virasse" sul Contorta - è stata anche la mobilitazione del Pd con il capogruppo al Senato Luigi Zanda e il senatore Felice Casson che hanno scritto a Renzi ricordando la risoluzione del Senato che vincolava il Governo a un vero confronto tra tutti i progetti. II comunicato finale emesso dai tre ministri esprime, nella conclusione, questa determinazione, seguita all'intervento di Renzi. «La presidenza del Consiglio - si legge nella nota - convocherà per la fine della prossima settimana una riunione con i tre ministeri coinvolti al fine di individuare la soluzione definitiva per il percorso alternativo per raggiungere la Stazione Marini-ma e dare così piena attuazione alla legge Clini-Passera». 

Trattandosi di percorsi alternativi per raggiungere la Stazione marittima, sembrano restare in piedi, oltre al Contorta, la "tangenziale" alle spalle del canale della Giudecca - sostenuta dalla Venezia Terminal Passeggeri - ma anche lo scavo del canale Vittorio Emanuele, soluzione alternativa a Marghera, comunque gradita al sindaco Giorgio Orsoni. Dalla riunione ministeriale di ieri sono comunque scaturiti risultati significativi, con la conferma della riduzione dei passaggi delle navi da crociera, al di là della sentenza del Tar sul ricorso della Venezia terminal passeggeri. «Si è preso atto di un impegno della Clia (Cruise Lines International Association) - si legge nella nota congiunta dei tre Ministeri - con il quale l'associazione delle Compagnie di navigazione fa volontariamente e unilateralmente proprie le disposizioni della Capitaneria di Porto sulle restrizioni imposte al transito delle grandi navi nel bacino di San Marco, sospese recentemente dal Tar. In particolare: di anticipare al 2014 il blocco del passaggio delle navi con stazza lorda superiore alle 96 mila tonnellate non passeranno più dal Bacino di San Marco e dal canale della Giudecca. Da subito le Compagnie si impegnano a impiegare carburanti per uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1 per cento in massa, dall'ingresso e per tutta la permanenza in Laguna. La riduzione già dal 2014 dei transiti delle navi da crociera di oltre 40 mila tonnellate nel canale della Giudecca».

Postilla

Inserisco a mo' di postilla una dichiarazione che ho rilasciato per il blog del sito della lista "L'altra Europa con Tsipras"
le Grandi navi a Venezia: Parole in maschera  e picconate del Distruttore
Continuano a nascondere i problemi reali dietro le mistificazioni. Secondo tanti personaggi autorevoli, come il Ministro alle infrastrutture  Lupi  e quello all’ambiente Galletti, il problema è quello della fastidiosa e rischiosa presenza  dei “grattacieli del mare” nello specchio d’acqua antistante Piazza San Marco. E la la stessa sottosegretaria ai beni culturali Borletti Buitoni, sebbene riconosca che «Venezia e la sua laguna devono essere tutelate in quanto patrimonio dell’umanità», chiede solo che vengano liberati «il bacino della Giudecca ed il canale di San Marco dai passaggi invasivi delle grandi navi».
Nei fatti, nessuno dei personaggi che influenzano l’opinione pubblica nazionale e internazionale si preoccupa dell’aggressione alla salute dei cittadini veneziani, avvelenati dalle polveri sottili.. E nessuno si oppone ai progetti devastanti di nuove vie d’acqua (nuove “autostrade del mare”) che accrescerebbero la distruzione della Laguna già avviata  nel secolo sacorso col malfamato “Canale dei petroli”. C’è chi, come il sindaco Orsoni e i suoi supporters di destra e di sinistra, vorrebbe potenziare quest’ultimo, e chi invece vorrebbe addirittura trasformare in una nuova possente autostrada il tortuoso sentiero acqueo del canale Contorta Sant’Angelo, accelerando ancora il degrado della Laguna, plurimillenaria testimonianza della bellezza e dell’utilità del rapporto saggio tra l’applicazione della cultura e del lavoro dell’uomo alla rispettosa trasformazione della natura.
Bisogna lavorare, in Italia, in Europa e nel mondo, perché nell’immediato prevalgano le soluzioni che estromettono le Grandi navi dalla Laguna, utilizzando approdi esterni al cordone delle dune litoranee. In prospettiva, bisogna mettere in atto le condizioni per un turismo che non sia fattore di degrado della qualità dei luoghi che ne attirano i flussi, ma sia volto alla conoscenza e al godimento dei patrimoni che natura e storia hanno lasciato, a noi e i nostri posteri. In primo luogo promuovendo le attività volte al restauro, alla conoscenza, alla tutela e alla manutenzione dei patrimoni comuni.
P.SAvevo appena scritto la nota quando ho letto che l’attuale presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi il Distruttore, ha avocato a sé l’autorità di decidere la realizzazione della nuova devastante autostrada del mare  denominata “Canale Contorta Sant’Angelo”, scavalcando così tutte le competenze istituzionali, calpestando le leggi, offendendo i  documentati pareri della scienza indipendente e della ragione,  e ponendo in definitiva  lo Stato che dovrebbe rappresentare al servizio della mercificazione  e dello sfruttamento economico di un patrimonio della collettività.
Edoardo Salzano

CChi voglia sapere di più sulle diverse alternative sul tappeto par l'accesso dei grandi fkussi turistici a Vanezia legga il libretto Confondere la Laguna, scritto da Lidia Fersuoch per la collana "Occhi aperti si Venezia" di Corte del fòntego editore.


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