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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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venerdì 21 marzo 2014

Tsipras, trappola d’Aosta

«Europee. Raccolta firme a pieno ritmo, ma è impar condicio in Valle. Barbara Spinelli scrive alla presidente Boldrini. Appello anche a Roberto Fico, il presidente a 5 stelle della commissione vigilanza Rai: la tv pubblica non informa». Il manifesto, 21 marzo 2014

La rac­colta delle firme per pre­sen­tare la lista Tsi­pras alle euro­pee va bene; secondo gli orga­niz­za­tori per­sino molto bene. Un migliaio di ban­chetti in giro per l’Italia, solo per la prima set­ti­mana un ’teso­retto’ di 44mila firme, che signi­fi­cano vento in poppa per arri­vare alle neces­sa­rie 150mila entro la prima set­ti­mana aprile, ter­mine utile per la pre­sen­ta­zione. Un «for­mi­da­bile rap­porto con le per­sone, una prima strada per farci cono­scere, una rispo­sta piena di spe­ranza per il futuro», spiega Cor­rado Oddi, respon­sa­bile della raccolta.

Oddi ha un know how di tutto rispetto: ha coor­di­nato la trion­fale cam­pa­gna sui refe­ren­dum dell’acqua (2011, un milione e mezzo di firme, poi 27milioni di voti). Però c’è un però, anzi una trap­pola: «La legge elet­to­rale, di dub­bia legit­ti­mità demo­cra­tica, lo dico con un eufe­mi­smo, chiede 30mila firme per cia­scuna delle 5 cir­co­scri­zioni, 3mila firme in ogni regione. In Valle d’Aosta come in Lom­bar­dia. E cioè su un bacino di 90mila abi­tanti come in uno da 10milioni». Stessa cosa nelle isole. Secondo il plan­ning del respon­sa­bile, dalla Sici­lia, 5 milioni di anime, devono arri­vare almeno 25mila firme; dalla Lom­bar­dia ’solo’ 20mila.

C’è di meglio, si fa per dire. Ad Aosta la rac­colta di firme, già di per sé proi­bi­tiva data la pro­por­zione con gli abi­tanti, è una corsa ad osta­coli: gli uffici del sin­daco Bruno Gior­dano (Union Val­dô­taine) hanno depen­nato gran parte delle richie­ste di suolo pub­blico per i ban­chetti avan­zate dai comi­tati L’Altra europa con Tsi­pras. Motivo? «Un malin­teso signi­fi­cato della parola ’mono­po­li­stico’», spiega Rosa Rinaldi, della segre­te­ria Prc, volata in Valle per dare una mano. «Per l’amministrazione avremmo il ’mono­po­lio’ dei ban­chetti. Per que­sto ce ne ha negati molti. Pec­cato che l’unico ’mono­po­lio’ di cui godiamo, nostro mal­grado, è quello della rac­colta firme: siamo solo noi a doverla fare». Gli altri par­titi, che sie­dono in par­la­mento, non ne hanno biso­gno. «È una let­tura buro­cra­tica e non demo­cra­tica delle regole. E sia chiaro: tor­ne­remo alla carica, ma se non ci con­ce­de­ranno il suolo ce lo pren­de­remo lo stesso».

In città cir­cola un sospetto. Gli auto­no­mi­sti pun­tano a un can­di­dato unico con il Pd, che si gio­ve­rebbe parec­chio di non avere con­cor­renti a sini­stra. E così la sfida di Aosta è un rischia­tutto. Se non rag­giun­gesse quota 3mila ver­rebbe inva­li­data la lista nell’intera cir­co­scri­zione Nord-Ovest. E la strada per sca­val­care lo sbar­ra­mento nazio­nale (4%) diven­te­rebbe tutta salita. Sabato mat­tina in città arri­verà il socio­logo Marco Revelli. Men­tre a Palermo, a fine marzo, per il rush finale delle firme sbar­cherà il can­di­dato Ale­xis Tsipras.

Intanto oggi la pre­si­dente della camera Laura Bol­drini si vedrà reca­pi­tare una let­tera fir­mata Bar­bara Spi­nelli, ispi­ra­trice e capo­li­sta degli «euroin­su­bor­di­nati». Con la richie­sta di un incon­tro urgente per affron­tare il caso di trat­ta­mento uguale di situa­zioni dise­guali. «Chie­diamo alla pre­si­dente di farsi carico di que­sta dispa­rità demo­cra­tica. Alle poli­ti­che del 2013 la fine anti­ci­pata della legi­sla­tura ha abbat­tuto le firme neces­sa­rie fino al 25%, sotto la pres­sione di Grillo», ricorda Mas­simo Torelli, coor­di­na­tore della lista.

Anche per­ché, come se non bastasse, c’è l’eterno pro­blema dell’informazione pub­blica. I pro­mo­tori hanno scritto al pre­si­dente della Vigi­lanza Rai Roberto Fico (M5S) segna­lando — ve ne fosse biso­gno — che per la prima volta il 25 mag­gio «i cit­ta­dini con­cor­re­ranno diret­ta­mente all’elezione del pre­si­dente della Com­mis­sione». Gli ita­liani si tro­ve­ranno a votare nomi stra­nieri. Serve un appo­sito spot infor­ma­tivo. Fico ha fatto sapere che deve ancora appro­fon­dire il caso. Al voto man­cano meno di due mesi
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