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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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DAI MEDIA

martedì 18 marzo 2014

Grandi navi, o Venezia e la sua laguna?

Sospese le ordinanze che vietavano il passaggio delle Grandi navi nella città antica di Venezia. La discussione si riapre, ma si dovrà valutare e comparare le soluzioni non solo sull'impatto estetico, ma sul destino deòla città e della sua Laguna. Dai giornali locali  riprendiamo articoli di Albeto Vitucci (La Nuova Venezia), Paolo Navarro Dina (il Gazzettino) e Alberto Zorzi (Corriere del Veneto), 18 marzo 2013


La Nuova Venezia
Il Tar azzera i divieti alle grandi navi
di Alberto Vitucci


 Il Tar sospende le ordinanze. E da ieri non ci sono più limiti, di numero e di tonnellaggio, al transito delle grandi navi nel canale della Giudecca e in bacino San Marco per il 2014 e il 2015. «Non è stata rispettata la gradualità in assenza di soluzioni alternative», scrivono i giudici amministrativi nelle due ordinanze pubblicate ieri. E l'ordinanza della Capitaneria, continuano, «non appare sostenuta da un'adeguata attività istruttoria volta all'identificazione dei rischi assunti a fondamento delle misure mitigatone». Che significa? Che in attesa della discussione nel merito, fissata per il 12 giugno, vengono a decadere i prowedimenti firmati dalla Capitaneria di porto. E in particolare l'ordinanza 153 de 2013, che prevedeva la riduzione nel 2014 del passaggio di navi superiori alle 40 mila tonnellate (non più di 708 in un anno, il 12,5 per cento in meno con i traghetti deviati a Marghera e non più di cinque attraccate contemporaneamente in Marittima. Ma soprattutto il divieto di passaggio alle navi superiori alle 96 mila tonnellate. Dunque, si torna alla situazione precedente.

Evidente la soddisfazione di Vtp, La Venezia terminal passe : eri che aveva presentato il ricorso contro il prowedimento insieme alle imprese portuali coma la Bassani viaggi e la Panfido rimorchiatori. «Il Tar con un prowedimento che entra anche nel merito della questione riconosce le nostre buone ragioni», dice il presidente di Vtp Sandro Trevisanato, «e riconosce quello che diciamo da sempre, cioè l'inesistenza di pericolosità e rischi per il passaggio delle grandi navi in laguna. Un'ordinanza coraggiosa, perché i giudici non si sono fatti influenzare dall'emozionalità e dal clima. Adesso occorre che la politica riprenda in mano la questione e decida. Se ci invitano noi siamo disposti a sederci a un tavolo per individuare le vie di accesso alternative alla Marittima». 

Freddo il commento del sindaco Giorgio Orsoni. «Per ora sappiamo che quell'ordinanza era illegittima. Anche abbiamo presentato un ricorso su questo, sarà discusso a breve. Confido in ogni caso che il governo saprà imporre ai suoi concessionari il rispetto di quanto deciso». Partita aperta, dunque. Anche se la sentenza del Tar (presidente Bruno Amoroso, relatori Enrico Matti e Silvia Coppari) segna un punto in favore della croceristica. Costringendo in sostanza i vari soggetti a ricominciare daccapo. Adesso le strade sono due. Potrebbe essere emessa una nuova ordinanza motivata e concordata con i soggetti che preveda una riduzione graduale, in presenza del via ai «progetti alternativi». Oppure «tutto resta com'è», come temono gli anti navi. A di polemiche e buoni propositi, in assenza di provvedimenti (annullati) i passaggi delle navi potrebbero non essere ridotti almeno per qualche anno.

Il Gazzettino
Grandi navi, via libera dal Tar
di Paolo Navarro Dina  


«Mancano zioni alternative». Accolto il ricorso di Venice Terminal Passeggeri contro le limitazioni al traffico crocieristico in Laguna. Nuova decisione il 12giugno Paolo Navarro Dina VENEZIA Le alternative non ci sono. E allora è bene che tutto resti com'è. Il Tribunale amministrativo per il Veneto ha deciso di prendere tempo. E di non guardare in faccia neanche al precedente governo di Enrico Letta che nel novembre scorso aveva cercato una mediazione (che non aveva accontentato nessuno sia pure dietro le quinte) sulla questione delle Grandi Navi. E ieri il Tar lo ha messo nero su bianco con la sospensiva del ricorso numero 146 proposto da Venezia Terminal Passeggeri, la società che gestisce lo scalo passeggeri della Serenissima, contro un pool di enti e istituzioni (ministeri delle Infrastrutture; dell'Ambiente, della Difesa; Autorità portuale, Magistrato alle Acque e Comune di Venezia) sull'ordinanza emessa dall Capitaneria di Porto che, all'indomani di un vertice ministeriale a Palazzo Chigi, con tutti gli enti interessanti, aveva messo in pratica le decisioni assunte a Roma con le quali si prevedeva la limitazione al transito nel canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza lorda superiore alle 40 mila tonnellate; nonchè il divieto per l'anno 2015 del transito in Bacino di San Marco e Canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza superiore alle 96 mila tonnellate e relative misure di mitigazione per il periodo transitorio 2014-2015. Ora, a seguito della sospensiva del Tar tutto torna in alto mare. Il ministro all'ambiente Galletti: «Rispettiamo la magistratura ma serve soluzione rapida per eviater che le Grani navi attraversino il bacino di San Marco». E ancor più potranno sorgere problemi, non solo di carattere logistico, ma di pro grammazione su un tema così delicato anche per il futuro, visto che lo stesso Tar ha stabilito una decisione "nel merito" sui provvedimenti per il 12 giugno prossimo, contemporaneamente all'avvio della stagione crocieristica, pur se questa è stata già programmata da tempo. il "niet” del Tar fa tornare quindi tutto all'anno zero, e anche se qualcuno ha visto implicitamente un favore all'Autorità portuale e ai suoi progetti di scavo del canale Sant'Angelo-Contorta nella laguna Sud, la questione ritorna drammaticamente all'attenzione, anche perchè il Tribunale amministrativo sottolinea nel suo documento che "le misure - recita il dispositivo - si pongono in contrasto con lo specifico principio di gradualità in base alla quale l'interdizione del transito può essere consentita solo a partire dal momento dell'effettiva disponibilità di una via alternativa». Insomma, manca il Contorta o qualsiasi altra via navigabile? Bene, allora si torni alla consuetudine adottata finora. Anche quella di far continuare a solcare le grandi navi a pochi metri da Palazzo Ducale. Ma c'è di più. Il Tar getta altra benzina sul fuoco, anche con un'indubbia critica alle istituzioni laddove afferma: «L'ordinanza di novembre - aggiungono i giudici - non appare sostenuta da un'adeguata attività istruttoria preliminare volta all'identificazione dei rischi connessi ai traffici nei canali in questione e ai transiti (...)». Ma è ancora più pesante la "chiusa" del provvedimento: «Tale carenza - dicono i magistrati del Tar - oltre a concretare un difetto di motivazione, non consente altresì di valutare appieno l'idoneità, la razionalità e la congruenza delle misure limitative adottate in concreto». Nell'ultima parte della sentenza di sospensiva, il Tar ribadisce le "contestazioni di segno opposto (Vtp e Comune, ognuno per la propria parte ndr)" in modo assolutamente speculare (...) volte a dimostrare per un verso la sproporzione rispetto agli obiettivi di tutela e salvaguardia dell'ambiente lagunare e, per l'altro, l'assoluta insufficienza rispetto al medesimo obiettivo»

Corriere del Veneto
Grandi navi, niente limiti Il Tar: prima le alternative
di Alberto Zorzi


Grandi navi, tutto da rifare. Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva presentata con due ricorsi da Venezia terminal passeggeri e da otto imprese portuali più il comitato Cruise Venice. L'ordinanza boccia i limiti del governo che imponevano una riduzione del 12,5% del traffico delle crociere per il 2014, ma anche i limiti per il 2015 che vietavano l'ingresso alle navi superiori alle 96 mila tonnellate. Chi il Tar lo «mastica» tutti i giorni, quando ha ricevuto le ordinanze numero 178 e 179 depositate ieri pomeriggio poco dopo le 3 e firmate dal giudice Silvia Coppari e dai colleghi della prima sezione, Bruno Amoroso ed Enrico Mattei, l'ha capito subito. Quelle tre pagine di motivazione, decisamente anomale per una ordinanza di sospensiva, sono un'ipoteca anche in vista della nuova udienza che il 12 giugno affronterà nel merito, in maniera più approfondita, la questione. E dunque, pur con le pmdenze del caso e una giusta dose di scaramanzia, il futuro sembra segnato: le grandi navi da crociera torneranno davanti a piazza San Marco, senza limiti, fino a data da destinarsi. Questo dicono le due ordinanze, che hanno accolto la richiesta di sospensiva presentata da un lato da «Venezia terminal passeggeri» (Vtp), la società di gestione del terminal della Marittima (con l'avvocato Vittorio Domenichelli), dall'altro da otto imprese portuali più il comitato pro-navi Cruise Venice (con l'avvocato Roberto Longanesi Caftani). Fino al 12 giugno sono dunque «congelati» i limiti che la Capitaneria di Porto aveva stabilito sulla base delle indicazioni del governo dopo l'incontro a Roma del 5 novembre scorso con Regione Veneto, Comune di Venezia e Autorità portuale: ovvero una riduzione del 12,5% del traffico delle navi da crociera per l'anno 2014 (da 809 del 2012 a 708), mentre per l'anno 2015 era previsto un limite ancor più stringente, cioè il divieto di ingresso dalla bocca di porto del Lido alle navi superiori alle 96 mila tonnellate di stazza. Un limite, questo, che secondo Vtp avrebbe di fatto dimezzato il numero di passeggeri a Venezia (che lo scorso anno erano stati 2,2 milioni) e messo a rischio 2.50o posti di lavoro diretti e 4.500 con l'indotto. Ed è il motivo per cui il gestore del terminal, in una nota, ieri ha esultato. «Questa decisione conferma la validità delle tesi da noi sempre sostenute - dice Vtp - circa l'inesistenza di pericolosità o di danni dovuti alla circolazione della navi in laguna. Il Tar non si è fatto influenzare dalle inconsistenti argomentazioni dei circoli del "no" o da ragioni di tipo emozionalo». Due, secondo i magistati, i motivi per la sospensione, che apre vari scenari: difficile pensare a un ricorso immediato al Consiglio di Stato, vista l'udienza di merito fissata così a breve, ma non è scontato nemmeno che, di fronte a una situazione anche sospesa, le grandi compagnie siano pronte subito a rimettere quelle «grandi navi» ritirate dopo il provvedimento. Il primo è che l'ordinanza della Capitaneria sarebbe in contrasto con il decreto Clini-Passera di due anni fa (il famoso «anti-inchini» successivo alla tragedia della Costa Concordia all'isola del Giglio), che aveva posto dei limiti molto più stringenti - stop alle navi oltre le 4o mila tonnellate - ma subordinati a «praticabili vie di navigazione alternative». «Le misure in esame si pongono in contrasto con lo specifico principio di gradualità enunciato - scrive il Tar - L'interdizione del transito può essere consentita solo a partire dal momento dell'effettiva disponibilità di una via alternativa». Secondo i giudici mancherebbe inoltre un'adeguata istruttoria, «volta all'identificazione dei rischi connessi ai traffici nei canali in questione (...) non potendosi evincere dal provvedimento un'esauriente ponderazione delle specifiche valutazioni dei rischi, assunti a fondamento delle misure mitigatorie in esame). Di qui la «carenza di motivazione» del provvedimento, che peraltro ha portato lo stesso Comune di Venezia a impugnare l'ordinanza per motivi opposti, cioè ritenendo troppo «soft» quel taglio del 12,5% a fronte dell'indirizzo del governo che diceva «fino al 2=%». «Il Tar è stato molto coraggioso», dicono all'unisono gli avvocati Domenichelli e Longa-nesi Caftani, i due legali che si erano battuti nell'udienza di giovedì scorso per dimostrare che i limiti avevano finalità meramente «estetiche», non di sicurezza o ambientali, e che ora ricordano gli interessi (e le pressioni) in campo, dalla politica agli ambientalisti, alla comunità internazionale. «Prendiamo atto dell'ordinanza, ma noi abbiamo fatto quello che dovevamo, sulla base delle indicazioni del ministero», dice il comandante della Capitaneria, l'ammiraglio Tiberio Piattelli. Alberto Zorzi Prendiamo atto dell'ordinanza, ma noi abbiamo fatto quello che dovevamo, sulla base delle indicazioni del ministero Tiberio Piattelli comandante della Capitaneria
 Due anni di storia L'incidente del Giglio e il decreto «inchini» II 13 gennaio 2012 la Costa Concordia affonda all'isola del Giglio. II governo, dopo che già da mesi a Venezia si protesta contro le crociere, stabilisce che davanti a San Marco non potranno più passare le navi sopra le 40 mila tonnellate, ma solo dopo aver trovato una strada alternativa: è il decreto «anti-inchini» Clini-Passera Le proteste e il tuffo in Bacino In città la protesta monta. I «No Nav» insultano dalla banchina i passeggeri delle navi e ritengono che il decreto sia carta straccia, perché non stabilisce limiti temporali. La manifestazione più clamorosa è quella del 21 settembre scorso, quando una cinquantina di persone si tuffa nel canale della Giudecca bloccando una nave per un'ora Lo stop del governo e il pressing di Letta II 5 novembre una riunione a Roma presieduta dall'ex premier Letta stabilisce che nel 2014 le navi dovranno essere «fino al 20 per cento» in meno rispetto al 2012 (ma il limite reale sarà del 12,5), mentre nel 2015 saranno off limits quelle sopra le 96 mila tonnellate. Il 5 dicembre la Capitaneria pubblica le ordinanze 1 andi na transito n- . aguna le limitazioni sono congelate no al 12 giugno, il Tar si esprimerà nel merito della questione L'ordinanza della Capitaneria era illegittima, ci aspettavamo un pronunciamento del genere Giorgio Orsoni sindaco di Venezia Lo stop ai limiti al transito è un fatto grave per Venezia e per il futuro della città Ilaria Borletti Buitoni sottosegretario alla Cultura
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