responsive_m


Questa mattina Edoardo Salzano ci ha lasciato. La commemorazione laica si terrà mercoledì 25 prossimo, alle ore 15, presso la sede di Ca' Tron dell'Università IUAV di Venezia, Santa Croce 1957. Dalle 12 alle 14 sarà possibile un ultimo saluto a Eddy, presso la camera ardente dell'ospedale civile di Venezia. Niente fiori ma, per chi vuole, una donazione all'Associazione eddyburg (bonifico su c/c IBAN IT03N0501812101000012375168).

PER EDDY

INVERTIRE LA ROTTA

CONTRORIFORMA URBANISTICA

DAI MEDIA

VENEZIA

domenica 2 marzo 2014

Compagno Schulz


Qualche differenza  ancora c'è tra le socialdemocrazie europee e il liberalsocialismo forzitaliota di Matteo Renzi e del suo partito. Ma la sinistra è un'altra cosa.  Il manifesto, 2 marzo 2014

Chissà se al com­pa­gno Renzi sarà andato di tra­verso il pop-corn quando Mar­tin Schulz, a con­clu­sione del congresso-convenscion del Pse, ha esor­dito con «Cari com­pa­gni…», rivol­gen­dosi natu­ral­mente anche alla folta dele­ga­zione di un par­tito, che ha can­cel­lato la parola sini­stra dal suo nome. Il libraio di Wur­se­len è da ieri il can­di­dato alla pre­si­denza della Com­mis­sione euro­pea. Lo ha desi­gnato l’assise di Roma, alla fine delle tre gior­nate con­vo­cate per accen­dere i motori di una cam­pa­gna elet­to­rale dif­fi­cile, deci­siva, con una posta altis­sima per la sini­stra e per le sorti stesse dell’Europa.

Nella sala del palazzo dei con­gressi quello di Schulz è risuo­nato come un discorso d’altri tempi, più vicino alle corde di un socia­li­smo lom­bar­diano d’altri tempi che a quelle di un libe­ri­smo blai­riano, ispi­ra­tore del nuovo corso ren­ziano. Con­tro una crisi che ha fatto «i ric­chi sem­pre più ric­chi», che ha pro­dotto «120 milioni di poveri, 27 milioni di disoc­cu­pati», Schulz ha chie­sto ai rap­pre­sen­tanti del socia­li­smo euro­peo se erano «ancora in grado di sen­tire il dolore di chi con la crisi ha perso il lavoro, la casa, la cer­tezza di poter sfa­mare i pro­pri figli», per­ché «solo se saremo in grado di con­di­vi­dere que­sto dolore — ha avver­tito il lea­der social­de­mo­cra­tico — potremo meri­tare di vin­cere le elezioni».

Que­sto socia­li­sta che milita nell’Spd dall’età di dician­nove anni, ha par­lato del biso­gno di rico­struire un’Europa sociale e demo­cra­tica, aperta nelle sue fron­tiere, dove «nes­sun paese dovrà imporsi agli altri», dove «al cen­tro dovrà esserci la parola ugua­glianza», con­tro la “mano invi­si­bile” del mer­cato che tutto regola, con­tro una poli­tica che «pensa solo a sal­vare le ban­che», con­tro «i cinici sem­pre in agguato, e sem­pre pronti a dire che il voto non conta per­ché sono gli accordi nasco­sti», a det­tare legge. Dun­que il pros­simo 25 mag­gio la sini­stra «che si è persa deve ritor­nare a casa».

Ma Schulz è anche un bravo equi­li­bri­sta, molto attento a non nomi­nare la revi­sione dei Trat­tati, a non citare mai la Bce, a glis­sare sulle lar­ghe intese che in Ger­ma­nia e in Ita­lia con­ti­nuano a par­lare la lin­gua del fiscal com­pact. Una lacuna tem­pe­sti­va­mente col­mata da Renzi quando, nel suo breve inter­vento, ha assi­cu­rato che prima di tutto l’Italia «deve adem­piere ai pro­pri obbli­ghi tenendo i conti in ordine». Tutto il con­tra­rio di quel che ispira il can­di­dato della sini­stra Ale­xis Tsi­pras, sim­bolo di una bat­ta­glia e di una coa­li­zione che mette al cen­tro la cri­tica alla poli­tica eco­no­mica delle isti­tu­zioni mone­ta­rie e dei governi che se ne sono arci­gni guar­diani. E che, dalla Gre­cia, indica la rotta per un’altra Europa.
Show Comments: OR