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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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mercoledì 15 gennaio 2014

Nuovo stadio, la Save si ritira Marchi: no al Quadrante di Tessera.

E' il tramonto di Tessera City,  la grande operazione di valorizzazione immobiliare della gronda lagunare avviata dal craxiano Gianni De Michelis e proseguita dai suoi seguaci nascosti sotto altre bandiere, oppure una guerra tra bande per la divisione degli utili? La Nuova Venezia, 15 gennaio 2014

Orsoni: fa solo i suoi affari Save abbandona il Quadrante «Orsoni si faccia lo stadio da solo» II presidente Marchi: «Impossibile dialogare con il sindaco, adesso non potrà dare più la colpa a noi» Salta così l'opzione sull'area di 28 ettari per il centro sportivo, in vendita i terreni destinati a bosco 

 Quadrante di Tessera: Save si chiama fuori, rischiando di far saltare il progetto dello stadio del Venezia Calcio. «Mi chiamo fuori perché con questo muro contro muro non ha senso insistere. Ora il sindaco Giorgio Orsoni non ha alibi, se vuole fare lo stadio lo faccia, e io me lo auguro, ma almeno non potrà dare la colpa a noi, come è sua abitudine» ha spiegato ieri il presidente di Save, Enrico Marchi, in un incontro convocato per ricostruire la lunga storia dell'accordo che era stato siglato nel 2008 con l'allora sindaco Massimo Cacciari. 

Un'intesa che aveva messo tutti d'accordo: con uno scambio di aree tra la società di gestione dell'aeroporto e il Comune, compensata con una maggiore capacità edificatoria per Save, si sarebbero potuti realizzare la nuova sede del Casinò e lo stadio per il comune, e una serie di edifici - «ma non centri commerciali» - funzionali allo scalo per la Save di Marchi. Un accordo che però è stato necessario rivedere dopo l'apposizione nell'ottobre del 2011 di un vincolo Enac di un chilometro dall'asse della nuova pista prevista nel masterplan della società di gestione e che si estende anche sull'area destinata allo stadio. Da allora è cominciato il braccio di ferro, in mezzo ci sono state l'approvazione del Pat da parte del Comune - fermo però in Regione - e l'opzione d'acquisto da parte di Save di un'area di 28 ettari, a nord del quadrante e a ovest della Triestina perla realizzazione dello stadio. 

Un nuovo accordo però non è mai stato trovato perla volontà di Ca' Farsetti - accusa Marchi - di voler tagliare le aree di Save dal progetto del quadrante, escludendo la compensazione delle aree acquistate da Save per l'accordo del 2008, e concentrando tutta la capacità edificatoria sulle aree di proprietà della Marco Polo, società del Comune. 

Per Ca' Farsetti però Marchi ha un solo obiettivo: speculare ai danni della programmazione urbanistica della città. Il presidente di Save invece sostiene che «Orsoni ha agito cercando di ignorarci, trattando direttamente con Enac dimostrando» aggiunge «una miopia incredibile. E anche malafede. Non abbiamo più tempo di distrarci con queste beghe politiche, a questo punto ci teniamo i terreni che ci servono per realizzare la seconda pista, rinunciamo all'opzione sul terreno per lo stadio, e le altre le vendiamo, con calma». Il che vuol dire che sfuma il progetto dello stadio - almeno così come era stato immaginato, perché il Comune sta cercando di ottenere una deroga per realizzarlo all'interno del vincolo di un chilometro - e sfuma il progetto del bosco, un'area di 105 ettari che era stata acquistata da Save in base all'accordo con Cacciari. Non è in pericolo però il progetto della seconda pista, assicura Marchi anche se per realizzarla, oltre ai 70 ettari già nella disponibilità di Save, serviranno anche i 16 d del Comune. «Con il masterplan definitivo entro 18 mesi procederemo all'esproprio delle aree che ci mancano, compresa quella di proprietà del Comune. 

Non è un progetto di Save» ha evidenziato Marchi «ma è un progetto nazionale che riguarda il terzo aeroporto intercontinentale italiano». Il mirino di Marchi resta puntato contro Orsoni, che invita a interrogarsi sul perché, come emerso in un sondaggio di Ipr Marketing, sia uno dei sindaci meno amati in Italia: «Orsoni probabilmente ha qualche problema con la mia persona, ma questo non è per volontà mia. Forse perché era una delle tante persone che avrebbe ambito a fare il presidente dell'aeroporto, come era una delle tante persone che attorno allo scalo lavorava con ricche consulenze. Per quanto mi riguarda io non ho mai avuto l'ambizione, e non l'ho neppure oggi, di fare il sindaco di Venezia. Forse lui aveva quella di fare il presidente della Save».
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