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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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mercoledì 18 dicembre 2013

Progetto Cerba sempre più a rischio il Pm preleva gli atti del Comune

Si avvicina, almeno così pare e speriamo, il definitivo accantonamento – anche se per motivi che avremmo preferito diversi - del progettone Ligresti-Veronesi in mezzo al Parco Sud. La Repubblica Milano, 18 dicembre 2013, postilla (f.b.)

La richiesta della Procura è arrivata qualche giorno prima che il Collegio di vigilanza, previsto per oggi pomeriggio, fosse convocato. E adesso questo passaggio rischia di compromettere ulteriormente la vicenda già tormentata del Cerba. I magistrati milanesi hanno chiesto a Palazzo Marino una serie di atti amministrativi correlati al progetto del Centro europeo di ricerca biomedica avanzata, nell’ambito del procedimento penale che verte sul fallimento delle due immobiliari del gruppo Ligresti, ImCo e Sinergia, proprietarie dei terreni su cui il polo scientifico dovrebbe sorgere. Una novità, questa, che potrebbe contribuire a confermare i dubbi degli enti locali, e in particolare di Palazzo Marino, sull’ipotesi di andare avanti con il progetto. E di dare l’ok alla richiesta, presentata dalla società Visconti srl, di avere un’ulteriore proroga per firmare gli atti integrativi all’Accordo di programma, necessari per permettere al progetto di restare in vita.

I pm che indagano sul crac hanno chiesto a Palazzo Marino i documenti che ripercorrono tutto l’iter amministrativo del Cerba. Ovvero, i verbali dei Collegi di vigilanza che si sono svolti finora, le proposte di integrazione all’Accordo di programma fatte nei mesi scorsi da Visconti srl (la società costituita dalle banche creditrici di Ligresti per presentare il concordato e rilevare il progetto), le richieste di proroga alla diffida inviata dal Comune nella primavera del 2013, e il provvedimento di sospensionedella diffida stessa firmato da Palazzo Marino a giugno.

La vicenda del Cerba inizia nel 2007, con la firma di un Accordo di programma tra Comune, Regione, Provincia e Fondazione Cerba. Nel 2012, il crac di ImCo e Sinergia, le immobiliari di Ligresti proprietarie dei terreni, si è rivelato il primo grande ostacolo all’operazione: in seguito al fallimento, il Comune la scorsa primavera ha inviato alla Fondazione una diffida (scadenza: 30 giugno) con la quale venivano concessi 90 giorni per regolarizzare la situazione e procedere alla firma di alcune integrazioni all’Accordo di programma.

La diffida prima dell’estate è stata prorogata di sei mesi (scadenza, 31 dicembre) in attesa dell’approvazione del concordato. La richiesta della Procura rischia però di complicare ulteriormente l’operazione. Tanto che i dubbi sull’esito del Collegio di vigilanza di oggi, decisivo per permettere al progetto di proseguire, sono diversi. Al centro della discussione, la richiesta di un’ulteriore proroga alla diffida presentata da Visconti srl, e alcune modifiche al progetto originale, quali la trasformazione del giardino previsto attorno al polo scientifico in parco agricolo. E la costruzione per unità di intervento, per diluire il pagamento degli oneri di urbanizzazione.

postilla

Implicito, nel linguaggio e nei temi dell'articolo, un giudizio complessivo riguardo all'operazione: niente progresso della scienza, aggiustamento minore nel modello di espansione urbana, insediamento di grande qualità architettonica fiore all'occhiello della metropoli europea. Solo, come su questo sito è stato ribadito infinite volte, miserabile speculazione sulla pelle dei cittadini e del loro diritto a un ambiente equilibrato, di cui l'archistar e lo scienziato rappresentavano solo la (consapevole, rassegnata) foglia di fico. Unico vero rimpianto, al solito, che a cavare le castagne dal fuoco debba essere la magistratura, e non altri controlli di merito, come quelli sul modello di crescita urbana e la sua coerenza, che a prima vista avrebbero dovuto entrare in campo con maggior evidenza da subito. Che serva almeno come monito per il futuro (f.b.)
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