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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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sabato 21 dicembre 2013

Nella notte spunta un condono per gli stabilimenti balneari

Per le feste ognuno regala ciò che vuole. L'attuale maggioranza parlamentare ha preparato un pacco  che fa rimpiangere i peggiori sostenitori dell'abusivismo della Prima repubblica. Ringraziamo l'autore che con un'e-mail del 21 dicembre ci ha trasmesso  questa squallida notizia, che pubblichiamo nella speranza di poterla smentire domani


L'attuale maggioranza ha approvato ieri al Senato una norma che consente, di fatto, la sanatoria dei manufatti abusivi posti sulle spiagge (chioschi bar, cabine, verande coperte dei ristoranti, case mobili, depositi, magazzini, piscine prefabbricate e quant'altro). Si tratta dell'art. 1, comma duodevicies (18), della legge di conversione del DL n. 126 del 2013 (c.d. "decreto salva Roma).
In pratica viene consentito a tutti coloro che gestiscono le concessioni demaniali (quindi lo stesso discorso vale per le rive dei fiumi e dei laghi) di tenere in piedi e sfruttare queste strutture abusive pagando, in cambio, soltanto il 3% in più del canone concessorio. Questi manufatti diventano da "precari" (e quindi da rimuovere obbligatoriamente a fine stagione) a "stabili" in quanto la loro vita viene legata alla durata delle concessioni demaniali marittime che vengono prorogate per legge di continuo (da ultimo, fino al 31 dicembre 2020). 

E' veramente odioso che una norma di così grande impatto per il paesaggio e di alto valore per la lobby degli stabilimenti balneari sia stata formulata in modo da far pensare che sia una norma per far pagare di più (il 3%) i concessionari, quando in ballo c'è ben altro. Infatti, non solo dall'entrata in vigore della legge in poi le spiagge potranno essere occupate da vari depositi, chioschi e casette di legno, senza alcuna regola, ma le norme valgono pure a "sanare" (anche se la legge sul punto è volutamente vaga) quelle opere oggetto di processo penale in corso in quanto realizzate senza permesso nè autorizzazione paesaggistica. Infatti, qualora si estenda a queste opere il concetto di opere precarie, si estende ad esse il regime liberistico ad esse connesso con la conseguente chiusura dei processi pendenti poichè il fatto non sarà più considerato dalla legge come reato.  

Da oggi il provvedimento è alla Camera e questo pomeriggio la Commissione Bilancio dovrà esprimersi anche su questa norma. Il voto finale, con probabile apposizione della questione di fiducia, si avrà entro domani mattina.
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