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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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VENEZIA

DAI MEDIA

domenica 22 settembre 2013

La protesta in acqua e sulle rive. A nuoto per fermare i “mostri”

Un migliaio alle Zattere con fischietti, trombe, pentole e coperchi. «Via dalla laguna». I giganti del mare partono in ritardo. Ieri il record di presenze. Contestazione pacifica e festa alle Zattere. Le navi procedono in colonna. Blitz no global in aeroporto. La Nuova Venezia, 22 settembre 2013


Alle 18.20, con mezz’ora di ritardo sull’orario previsto, La Msc Divina molla gli ormeggi e sfila davanti alle Zattere. Una massa enorme, 135 mila tonnellate e 11 piani di cabine, oltre 300 metri di lunghezza, che oscura il sole e proietta la sua ombra minacciosa sulle rive. I quasi 4 mila passeggeri stipati sul ponte salutano con la manina e forse non capiscono davvero cosa sta succedendo. Sessanta metri più in basso, ad accoglierli è un frastuono di pentole, trombe, fischietti. Slogan, manifesti e bandiere sventolate da centinaia di manifestanti. È il momento clou del presidio non stop contro le grandi navi in laguna orgenizzato ieri dai comitati. Cominciato due ore prima con i «Giochi senza frontiere, sfida a nuoto tra i veneziani, i dirigenti del Porto e della Vtp»: una quarantina di ragazzi in acqua a nuotare in mezzo al canale della Giudecca. In fondamenta un migliaio di persone, una postazione con gli altoparlanti, allegria e slogan. Ragazzi dei centri sociali, ma anche anziani, famiglie, turisti francesi che sventolano le bandiere. «Una follìa, passano di qui?». La mobilitazione del 21 settembre, primo giorno di autunno che ha stabilito il nuovo record delle navi a Venezia – 12 tra enormi e medio grandi – ha già colpito nel segno. 

Sulla riva delle Zattere sferzata dalle onde e guardata a vista da centinaia di poliziotti e carabinieri, ci sono tv e fotografi di mezzo mondo, giornalisti italiani e stranieri. Il tam tam corre ormai sui media internazionali. Grazie ai comitati, alla stampa indipendente e tante prese di posizione come quella di Adriano Celentano che ha comprato una pagina di pubblicità per denunciare la «morte di Venezia» assediata dalle grandi navi  «Ecco il mostro dei mostri!» urla al microfono lo speaker «queste crociere uccidono la laguna, qui non siete i benvenuti». Una giornata che aveva avuto il suo prologo di primo mattino. Quando un gruppo di giovani aveva smantellato la welcome area, allestita dalla Save – socia di Vtp – all’aeroporto Marco Polo di Tessera. Banchi e sedie smontati e portati all’esterno, sala sigillata. Un segnale, secondo i manifestanti, tutti denunciati, per contrastare l’aumento indiscriminato del turismo.

Alle Zattere il presidio comincia intorno alle 14. Festa, musica e bibite per tutti. Palloncini colorati e poi la sorpresa. «Organizziamo qui i nostri Giochi, tutti in acqua per bloccare le grandi navi di Costa e Trevisanato». I ragazzi si tuffano. Quasi tutti hanno la muta, molti i salvagenti con la papera, i canotti. Qualcuno viene trascinato dalla forte corrente calante verso San Marco e deve essere recuperato. Alla fine vengono trainati a riva dalle barche con un lungo seprentone umano. Qualche lieve malore, ma nulla di grave. «Ne valeva la pena», abbiamo vinto», dicono soddisfatti.Intanto polizia e carabinieri identificano e fotografano tutti. 

Paolo Lanapoppi, nella sua barca con la bandiera, viene «verbalizzato» per manifestazione non autorizzata. Identificati anche i conducenti delle altre barche e i nuotatori che non hanno rispettato il divieto di balneazione. Ma a differenza dello scorso anno la manifestazione scorre via tranquilla. Vaporetti, taxi e Gran Turismo passano, a bassa velocità e sotto riva. La Capitaneria blocca l’uscita delle navi. 

La prima a passare, alle 17.55, è l’Azamara Quest. Fumo nero e due radar in azione. Non è nemmeno tra le più grandi, nonostante i suoi sette piani. Subito dietro la gemella Azamara Journey. «Fuori dalla laguna», urlano da riva. Neanche dieci minuti dopo ecco la Msc. La più grande di tutte. Il passaggio è imponente, due rimorchiatori a prua e poppa la controllano. «Riusciranno a fermarla in caso di emergenza?» si chiedono da riva. Poi fino a notte escono in fila indiana anche le altre navi ormeggiate in Marittima. Ieri esaurita come un megaparcheggio. 

Nel weekend, da venerdì a oggi, sono state ben 28 le navi in arrivo. Dodici soltanto ieri. Una situazione esplosiva, ormai sotto gli occhi del mondo. Da anni comitati e cittadini segnalano il continuo aumento dei crocieristi e delle dimensioni delle navi.
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