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UN'ALTRA MANCATA RICOSTRUZIONE

UN'ALTRA MANCATA RICOSTRUZIONE
Il 6 aprile scorso con l'articolo di A. Perrotti avevamo commemorato il terremoto dell'Aquila del 2009, denunciando gli errori, imbrogli e inadempienze della ricostruzione. Il 24 agosto scorso ricorrevano i tre anni dal sisma del centro Italia, con epicentro ad Amatrice e Accumuli, ma i resoconti negativi di ricercatori e attivisti si ripetono. Segnaliamo a questo proposito l'ultimo numero di Left (23 -29 agosto 2019) che raccoglie una serie di contributi sulla mancata ricostruzione in corso da una parte e l'operato di comitati e associazioni dall’altra. (i.b)

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sabato 27 luglio 2013

Grandi navi, “duello” Costa-Orsoni

L’ex sindaco Costa, in passato favorevole a limitare i turisti a Venezia, poi convertito al feroce sviluppismo portuale, ha un progetto; il deputato Zanetti uno simile. Entrambi non sanno che cos'è la Laguna, ma non lo sa neppure il sindaco attuale. La Nuova Venezia, 27 luglio 2013

All’indomani del vertice ministeriale al Ministero delle Infrastrutture per il primo esame dei progetti alternativi per l’estromissione da crociera, si prende posizione in vista della prima scadenza: l’esame dettagliato dei sei progetti teoricamente in campo, anche con il loro impatto ambientale e sul traffico, da parte di Magistrato alle Acque e Capitaneria di Porto, prima che la questione passi poi a metà ottobre sul tavolo del Comitatone e quindi al giudizio finale del Governo. Ieri il sindaco di Venezia ha riferito al Consiglio comunale sull’esito della riunione, smentendo che il progetto dell’Autorità Portuale, che prevede lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo come tracciato alternativo per evitare il passaggio in Bacino di San Marco, sia ormai in pole-position. 

«Non c’è solo il progetto dell’Autorità Portuale - ha sottolineato - ma anche quello del deputato Enrico Zanetti che prevede lo scavo di un canale alle spalle della Giudecca e quello del Comune, di immediata realizzazione, con lo spostamento dell’attracco delle grandi navi a Marghera, in area dismesse e non interessate al traffico del porto commerciale nella zona del Vega, con la possibilità di allargare il canale Malamocco-Marghera per favorirne il passaggio. Ma tutti i progetti saranno valutati con il loro impatto e starà poi al Comitatone stabilire anche come finanziare l’intervento prescelto, che dovrà comunque avere tempi rapidi. Ci armeremo per seguire con la massima attenzione l’esame dei progetti da parte del Magistrato alle Acque». 

Lo stesso Orsoni, presentando la soluzione Marghera al vertice ministeriale, con due accosti previsti per le grandi navi, ha sottolineato come il 32 per cento potrebbero essere attraccate qui, con 45 passaggi mensili. Ma visto che sono l’80 per cento delle navi da crociera quelle che superano le 40 mila tonnellate e che dovrebbero essere quindi allontanate da San Marco, è implicito che anche il sindaco pensi al mantenimento di una parte di esse in Marittima, in attesa di soluzioni definitive. Per lo scavo del Canale Contorta-Sant’Angelo Costa prevede tre anni di tempo, di cui uno di iter amministrativo e due di lavori, comprensivi del riequilibrio idraulico e morfologico. «Finché però non si trovato vie alternative - ha già sottolineato - le Grandi navi continueranno a passare per dove passano oggi». Come a dire, che almeno per i prossimi tre anni abbondanti, continuerebbero a sfilare nel Bacino di San Marco, con buona pace dell’esecutività del decreto Clini-Passera rivendicata da tutti. È su questo che punta Orsoni per far passare - almeno come misura provvisoria - lo spostamento parziale delle grandi navi a Marghera al tavolo del Comitatone di metà ottobre. Fa sentire la sua voce anche l’ex viceministro Cesare De Piccoli, smentendo la presunta «bocciatura» preventiva del suo progetto di terminal crocieristico aPunta Sabbioni, accreditati da alcuni. «I ministri, così come Capitaneria e Magistrato alle Acque stanno seguendo la procedura corretta - commenta - prendendo atto che a Venezia non esiste un progetto condiviso da tutti di estromissione delle grandi navi da San Marco. Pertanto tutti i progetti, compreso il mio, saranno valutati al tavolo tecnico a cui aspetto di essere chiamato. Se qualcuno pensa di eliminarlo con furbizie procedurali, ha fatto male i propri calcoli, anche perchè le cronache giudiziarie di questi giorni dovrebbero insegnare qualcosa». Sulla questione grandi navi è intervenuto ieri anche il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas sottolineando come «non si può dimenticare che l’attività crocieristica a Venezia è uno dei pochissimi settori che continua da avere trend positivi (+12 per cento di tasso medio annuo) generando un indotto stimabile di 283 milioni l’anno e un impatto occupazionale di oltre 4.200 addetti solo nell’area veneziana. Spero quindi che le proposte presentate e le valutazioni che, entro ottobre, porteranno ad una decisione definitiva in merito al transito della Grandi Navi a Venezia, tengano conto di tutti questi elementi. Più uno: il fattore tempo!». 

Il Comitato No Grandi Navi ribadisce invece che «l'unica vera alternativa al passaggio delle grandi navi a San Marco non è una qualche nuova collocazione o un qualche nuovo percorso qua e là in giro per una laguna già devastata ma cambiare modello: far entrare in laguna solo le navi compatibili e lasciar fuori tutte le altre».
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