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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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lunedì 15 luglio 2013

Consumo di suolo, dubbi delle Regioni sul ddl del Governo

Da edilportale 14 luglio un comunicato-stampa. Ma non era proprio il blocco delle abnormi previsioni di ampliamento delle aree edificabili dei piani vigenti l'obiettivo che si voleva raggiungere nell'immediato, in attesa di definire «principi fondamentali di governo del territorio» condivisi? 

La legge sul consumo di suolo proposta dal governo causerebbe il blocco degli strumenti urbanistici vigenti. Necessario definire principi fondamentali di governo del territorio. I tecnici regionali competenti in materia di governo del territorio hanno esaminato il disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato, già approvato in Consiglio dei Ministri.

Lo schema di legge affronta il tema del consumo di territorio determinando i limiti di superficie occupabile per frenare la cementificazione del territorio, sviluppare l’agricoltura e salvaguardare la bellezza e la sicurezza del paesaggiAttraverso il forte coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali, la norma promuove anche la politica del riuso del suolo e strategie per monitorarne il consumo.

Il testo approvato dal Governo ricalca l’impostazione iniziale del precedente “ddl Catania” in materia di valorizzazione delle aree agricole sul quale le Regioni avevano già espresso parere favorevole, ma condizionato all’accoglimento di alcune osservazioni.

Secondo i tecnici regionali, il nuovo testo non ha tenuto conto dell’intensa attività tecnica e politica svolta dalle Regioni nel 2012, vanificando di fatto il lavoro emendativo al ddl Catania. Le regioni hanno espresso una posizione (doc. allegato) piuttosto critica ritenendo lo schema del ddl inemendabile poiché affronta il tema del consumo di suolo, di per sé complesso e strategico, in un’ottica settoriale e senza una visione integrata del territorio.In particolare, il ddl risulterebbe lesivo delle competenze legislative regionali sul governo del territorio in previsione del divieto di consumo di superficie agricola per un periodo di tre anni; secondo i tecnici, ciò equivale ad un indifferenziato e sostanziale blocco degli strumenti urbanistici vigenti. Analizzando l’articolato della norma i tecnici hanno ribadito la necessità di definire dei principi fondamentali in materia di governo del territorio che fungano da cornice all’azione programmatica e legislativa per le regioni.

Il testo sarà ora esaminato in Conferenza Unificata per il parere definitivo delle Regioni. 

Riferimenti

Si vedano su eddyburg gli articoli di Vezio De Lucia e di Antonio di Gennaro, nonchè la proposta di eddyburg. 


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