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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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VENEZIA

DAI MEDIA

mercoledì 8 maggio 2013

Zaia-Zanonato quattro mosse per salvare il Veneto

Ecco il terreno su cui nascono e pascolano la “grande intesa” e la “solidarietà nazionale”: l'energia inquinante, le Grandi opere” inutili e spesso dannose, defiscalizzazione degli appalti, la finanza di progetto all’italiana (paga Pantalone): tutti al lavoro per ls crescita della città della rendita. La Nuova Venezia, 8 maggio 2013
Energia, Tav, cantieri defiscalizzati, nuovo ospedale Padova I retroscena e le prospettive dell’incontro a Palazzo Balbi 

Negli ultimi mesi Luca Zaia è sceso dal primo al terzo posto nella classifica di popolarità tra i governatori regionali, registrando un -0,8% di consensi. Lo afferma l’indagine trimestrale dell’istituto Datamonitor che colloca al primo posto il nuovo presidente del Lazio Nicola Zingaretti, seguito dal toscano Enrico Rossi. Il veneto non se la prende più di tanto: «Credo che l’exploit di Zingaretti sia legato alla vicinanza alla campagna elettorale, faccia tre anni di mandato come i miei e poi ne riparliamo», ha commentato. Quanto al possibile legame con i successi del fratello attore nelle vesti televisive del commissario Montalbano, Zaia ammette: «In effetti può esserci in effetti un effetto ’pubblicità occultà, io non ho nessun fratello da mettere in campo... ».

Nel cassetto il fazzoletto verde, in soffitta la bandiera rossa, Luca Zaia e Flavio Zanonato sottoscrivono un patto di non belligeranza all’insegna del pragmatismo. La mossa, maturata lunedì nel corso della visita del ministro a Palazzo Balbi, riflette l’urgenza della congiuntura economica e sociale ma risponde anche a reciproche convenienze politiche. Il governatore sconta il travaglio della Lega e le tensioni del suo gruppo dove la longa manus del rivale Flavio Tosi pilota la metà dei consiglieri; e l’assenza di risorse finanziarie minaccia di compromettere progetti cruciali nella strategia della sua amministrazione, condannandolo all’impotenza. Il ministro, da parte sua, è chiamato a dirigere un dicastero di prima grandezza - lo Sviluppo economico - che ha nel mondo dell’impresa un interlocutore obbligato ma tradizionalmente lontano dalla sinistra; cosciente delle aspettative create dalla sua nomina, avverte la necessità di centrare obiettivi significativi e visibili. Ecco allora delinearsi l’intesa su quattro punti prioritari: conversione della centrale Enel di Porto Tolle (2,5 miliardi di appalto e 5 mila posti di lavoro per tre anni); accelerazione e ampliamento della Tav con ingresso di capitali privati; defiscalizzazione (Irap e Ires) delle opere pubbliche immediatamente cantierabili; nuovo ospedale di Padova. Traguardi strategici, volani formidabili per il sistema produttivo ed il mercato occupazionale. Zanonato non risparmierà gli sforzi in questa direzione: «Nel Governo darò voce al Veneto, alla Regione Veneto e al suo presidente»; e Zaia - che a breve, insieme a Maroni e Cota, incontrerà il premier Letta per discutere di macroregione nordista - gli promette manforte. Ma c’è altro e c’è di più. Al rendez-vous veneziano ha presenziato anche il consigliere democratico Piero Ruzzante, padovano e vicinissimo a Zanonato. È stato lui, durante la discussione della legge finanziaria, a gettare una testa di ponte in terra leghista, proponendo con successo (grazie all’esplicito assenso di Zaia) il dirottamento di 14 milioni nel fondo emergenza sociale.

La circostanza ha segnato l’avvio di un “dialogo sui fatti” favorito anche dal cambio della guardia nel centrosinistra: l’elezione in Parlamento di Laura Puppato, fautrice di un’opposizione ideologica alla maggioranza di centrodestra che relegava oggettivamente il Pd ai margini del confronto, è coincisa con la nomina a capogruppo di Lucio Tiozzo, amministratore di lungo corso dotato di grande concretezza. Inciuci in vista? «Neanche per sogno, alla giunta Zaia non faremo sconti né ora né mai», reagisce Ruzzante, quasi echeggiando le parole del governatore («Restiamo su posizioni politiche diametralmente opposte»). C’è da crederci, perché il copione non scritto prevede mani libere sul piano della politica nazionale e dei prìncipi (ultimo, in ordine di tempo, il tema dirimente del diritto alla cittadinanza) ma vincola a un gioco di squadra sull’asse Roma-Venezia. Per fronteggiare una recessione che provoca lacrime e sangue e non fa distinzione tra fazzoletti verdi e bandiere rosse

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