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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
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DAI MEDIA

venerdì 3 maggio 2013

Tuvixeddu, la Regione pagherà 70 milioni a Cualbu

Da non credere. E non ci crederemmo se non avessimo fiducia in quel giornale e quel giornalista. Come può un arbitrato superare un giudizio del supremo tribunale amministrativo? Chiediamo lumi. La Nuova Sardegna, 3 maggio 2013

Ha vinto il costruttore Gualtiero Cualbu: la mancata realizzazione del piano immobiliare di Nuova Iniziative Coimpresa sul colle archeologico di Tuvixeddu costerà alla Regione un indennizzo di 70 milioni di euro. L’ha deciso il collegio arbitrale, il contenuto del lodo definitivo è stato comunicato alle parti in causa che nelle prossime ore riceveranno formalmente la decisione motivata. Per l’amministrazione regionale è un colpo micidiale, un verdetto in aperto contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato che a marzo del 2011 aveva sentenziato la piena legittimità dei vincoli per notevole interesse pubblico imposti sull’area storica dalla giunta Soru. Quei vincoli restano e l’impresa non potrà mettere in piedi un solo mattone attorno alla necropoli punico-romana più importante del Mediterraneo. Ma per i tre arbitri Cualbu ha diritto a una somma che compensi gli investimenti e il mancato profitto sulla vendita degli immobili mai costruiti malgrado a suo tempo l’intervento fosse stato autorizzato dalle sovrintendenze e legittimato da due accordi di programma firmati nel 2000 da Regione, comune di Cagliari e Coimpresa. Ora la Regione potrà ricorrere ai giudici ordinari della Corte d’Appello civile, mentre già un collegio di secondo grado ha all’esame il ricorso presentato dall’ex governatore Renato Soru e dall’ex assessore all’urbanistica Gianvalerio Sanna contro la loro esclusione dal giudizio arbitrale. Sulla vicenda, di rara complessità, pende poi un’inchiesta giudiziaria aperta contro ignoti dalla Procura cagliaritana, che ha acquisito tutti gli atti della controversia arbitrale partendo da un esposto e dagli atti ufficiali degli avvocati in forza alla Regione, nei quali sul contenuto della relazione tecnica consegnata dall’advisor Deloitte Spa agli arbitri venivano posti seri dubbi. Dubbi che hanno portato il collegio arbitrale prima a un rinvio della decisione, poi ad ulteriori approfondimenti sulla questione affidati ancora a Deloitte. Sembrava che i tempi dovessero allungarsi, invece ieri è arrivata la decisione, del tutto sfavorevole alla Regione.

Di certo il lodo firmato dagli arbitri - l’ex magistrato Gianni Olla, il docente romano Nicolò Lipari dell'università la Sapienza e il presidente emerito della Corte Costituzionale Franco Bilé - non contribuisce a fare chiarezza su una vicenda spaccata su più fronti: il costruttore ha perso tutte le battaglie davanti ai giudici amministrativi, incassa però adesso una vittoria fondamentale, che gli consente di rientrare da un’operazione rivelatasi, non certo per causa sua, fallimentare.




Ma vediamo su quali basi poggia il lodo arbitrale, in attesa che venga diffuso il testo della decisione. Per il consulente Deloitte, incaricato dagli arbitri, i 1971 giorni di ritardo accumulati dal 2006 nella realizzazione del progetto immobiliare di Tuvixeddu hanno provocato alla Nuova Iniziative Coimpresa un danno pari a 39 mila euro al giorno, in tutto 76,7 milioni calcolati al 18 maggio di due anni fa nell'ipotesi che i lavori fossero sospesi e che potessero riprendere. Di questa cifra la Regione - per la Deloitte - dovrebbe pagare al costruttore una buona parte, circa 60 milioni, se il collegio arbitrale stabilisse con un lodo definitivo che sono state le amministrazioni di Soru e Cappellacci a provocare e a mantenere il blocco degli interventi sul colle dei Punici, che una volta completati e offerti sul mercato nei tempi previsti - 36 mesi per le opere di urbanizzazione, 55 mesi per quelle edili - avrebbero garantito all'impresa un utile dopo le tasse tra i 113 e i 136 milioni a patto che ogni appartamento fosse stato venduto entro il 2020. La colpa principale sarebbe della Regione, cui Deloitte attribuisce infatti la percentuale maggiore di "responsabilità" soprattutto nel periodo che va dal 9 agosto 2006 al 4 dicembre 2008. Nella fase due però, dal 2008 ad oggi, si affiancano all'amministrazione regionale il ministero dei Beni Culturali attraverso l'Avvocatura dello Stato e le associazioni culturali ed ecologiste. Una sorta di forza d'opposizione che alla fine vince i giudizi davanti al Consiglio di Stato e al Tar, fermando Nuova Iniziative Coimpresa e aprendo di fatto il contenzioso parallelo davanti agli arbitri.

Nella lunga relazione è compresa una sterminata raccolta di servizi giornalistici, note di associazioni ecologiste, trascrizioni di dichiarazioni pubbliche e documenti utili - secondo Deloitte - a dimostrare la grande attenzione mediatica sul caso Tuvixeddu provocata dalle iniziative della giunta Soru, dei Beni Culturali e della Procura.

riferimenti

Sulla vicenda della necropoli punico-fenicia dei colli Tuvixeddu-Tuvumanno a Cagliari vedi i numerosi articoli nella cartella  SOS Sardegna 

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