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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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domenica 21 aprile 2013

Napolitano: 738, Rodotà: 217


La vicenda dell’elezione a stragrande maggioranza del presidente della Repubblica nella persona di Giorgio Napoletano   testimonia la durezza del guscio che si oppone  alla nascita di una nuova democrazia e conferma una convinzione:  la strada obbligata per la ricomposizione di un quadro politico accettabile ha il suo passaggio obbligato nella frantumazione del PD, e la sua speranza nel contributo che i suoi frammenti potranno dare alla ricostruzione, nell’Italia di oggi, di un nuovo Centro, una Destra decente, e – magari – di un Sinistra adeguata
Dall'AgenziaGiornalistica Italiana, ore 18,21

(AGI) - Roma, 20 apr. - Giorgio Napolitano e' stato rieletto al Quirinale. E' il primo caso nella storia della Repubblica.
  Napolitano ha raggiunto 738 voti. Stefano Rodota' si e' fermato a 217.
"Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalita' finora sottopostesi al voto per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilita' che mi e' stata richiesta", aveva sottolineato Napolitano annunciando la sua disponibilita' a un secondo mandato al Quirinale. "Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si e' discusso di argomenti estranei al tema dell'elezione del Presidente della Repubblica.
  Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un'assunzione di responsabilita' verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilita'", aveva aggiunto il capo dello Stato. 

Per la prima volta nella storia della Repubblica, un presidente riceve la richiesta di ricandidarsi per un secondo settennato. Per la prima volta, accetta. Non era mai successo nemmeno con il pur popolarissimo Luigi Einaudi, cui nel 1955 successe Giovanni Gronchi. Il quale a sua volta fu protagonista di un "unicum": tento' lui di farsi rieleggere, con l'aiuto di 90 franchi tiratori, nonostante la Democrazia Cristiana avesse scelto per la successione Antonio Segni. Quella volta, comunque, la spunto' Segni. Si tratta cosi' del secondo "primato" per Giorgio Napolitano, dopo quello di primo ex comunista ad assurgere al Colle.

GRILLO "COLPO DI STATO, IN MILIONI A MONTECITORIO"

Beppe Grillo ha chiamato alla mobilitazione popolare contro il 'colpo di Stato' in atto con la rielezione di Giorgio Napolitano. "Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, e' uno di quelli. E' in atto un colpo di Stato", ha scritto sul suo blog. "Il M5S da solo non puo' pero' cambiare il Paese. E' necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper", ha spiegato, "saro' davanti a Montecitorio stasera. Rimarro' per tutto il tempo necessario.

Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di piu' non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese". "Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area Pdl/Pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti", ha spiegato Grillo.

"Nel Dopoguerra, anche nei momenti piu' oscuri della Repubblica, non c'e' mai stata una contrapposizione cosi' netta, cosi' spudorata tra Palazzo e cittadini", ha insistito.
  "Rodota' e' la speranza di una nuova Italia, ma e' sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile.
  Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull'inciucio ventennale dei partiti", ha detto ancora. (AGI) .

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